Primi sui dati

| 10 Agosto 2020 | Tag:, , , , , ,

Ci sono cose di cui andiamo molto fieri. Quella di precorrere, spesso, i tempi, è certamente una di queste. In particolare oggi, vorremmo occuparci di dati e giornalismo dei dati. Uno di quegli argomenti, sui quali, grazie all’intuizione felice di alcuni di Noi, siamo arrivati molto in anticipo. Forse troppo. Chissà? Il merito principale di averci fatto scoprire i dati e il loro inevitabile ruolo nel giornalismo va ad Andrea Fama. Un nostro associato di “lungo corso” che in epoca non sospetta e grazie alla collaborazione del nostro gruppo di lavoro scrisse e pubblicò il primo e-book  – italiano –  sui dati e sul loro ineluttabile ruolo nella narrazione di fatti, eventi, cronache e vicende. Correva l’anno 2011, e il giovane giornalista calabrese pubblicava per Lsdi, con nostra grande gioia e orgoglio: Open Data – Data Journalism. Trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale”. Un testo fondamentale, credeteci, per comprendere cose che oggi si direbbero:  scontate ed evidenti; il condizionale è ancora d’obbligo; ma allora erano tutte da scoprire. Del resto Andrea, assieme a Pino Rea, ma soprattutto a Raffaele Fiengo, è stato il propugnatore e poi l’assertore, e infine uno dei  realizzatori, del FOIA per l’Italia. L’adozione di una legge per “liberare” i dati,  pubblici e privati, anche nel BelPaese, così come è accaduto da tempo in molti stati del mondo. Il primo articolo qui sul nostro blog in cui si accenna al freedom of information act risale al 2006; di FOIA ci siamo occupati a più riprese; usando il termine foia in una rapida ricerca interna sull’editor della piattaforma che ci ospita, abbiamo trovato più di 100 articoli dedicati a questa tematica; solo fra quelli dove l’acronimo compare almeno una volta. Sinonimo di FOIA è certamente un particolare modo di fare giornalismo: quello dei dati. Un tipo di giornalismo antico e moderno assieme, come spiega molto bene Andrea Fama nel suo libro. Un giornalismo che coniuga la sovrabbondanza di informazioni, tipica dei nostri tempi, con le tecniche di indagine e di visualizzazione dei contenuti ricavati dall’analisi dei dati – una specifica, ancora,  appartenente all’epoca digitale –  con le tecniche di indagine, di scoperta e conferma dei fatti e dei loro contenuti, da sempre patrimonio del miglior giornalismo di ogni epoca. Sul cosiddetto “data journalism” anche in Italia e dopo l’ottimo lavoro di Andrea, si è scritto e detto, moltissimo. Quanto tutto questo abbia realmente influenzato il lavoro delle redazioni di ogni ordine e grado e dei professionisti del settore; non è dato sapere. Certamente alle nostre latitudini, l’impressione non è delle migliori. E soprattutto, quello che accade, ancora oggi, dentro le redazioni dei “cosiddetti” media mainstream, sta lì a dimostrare in modo incontrovertibile, che il data journalism non è certamente ancora una parte importante del lavoro. Noi ne abbiamo parlato in epoca non sospetta già nel nostro primo appuntamento digit di sempre – anno 2012  –  e subito dopo, nella seconda edizione del nostro festival nel 2013, abbiamo provato a far diventare questo argomento, una delle colonne portanti dei nostri appuntamenti live. Proseguendo nell’opera di divulgazione dei contenuti di #digit13, iniziata la scorsa settimana, – con enorme colpevole ritardo di  cui ci scusiamo ancora una volta con tutti gli interessati –  ecco a Voi ben due incontri dedicati al tema, di cui andiamo molto fieri, realizzati dentro al nostro appuntamento fiorentino di sette anni fa:

 

 

 

 

Il primo, quello più tecnico, una novità assoluta per noi  e digit, introdotta proprio nel 2013 per la prima volta, è questo. Un piccolo seminario, tecnico. Un workshop di 1 ora, che poi negli anni a seguire sarebbero diventate di norma,  due. Ore del “fare”, espressamente dedicate ad un argomento specifico. Incontri “tecnici”, per iniziare a buttar giù le basi, per comprendere e iniziare a “lavorare”, in proprio,  sperimentare sul campo. Il primo appuntamento dedicato al giornalismo dei dati, realizzato dentro ad un digit, non poteva non essere appannaggio del “nostro” Andrea Fama. All’epoca Andrea lavorava in team con Isacco Chiaff, un tecnico dei dati, e un altro giornalista, esperto del settore, Jacopo Ottaviani. La seconda parte del seminario la trovate sul nostro canale di you tube che si chiama “digit italia”, assieme a tutti gli altri seminari e panel dei nostri vari appuntamenti digit di tutti questi anni. Ma nell’evento digit del 2013 anche un panel “generalista” venne dedicato al giornalismo dei dati. In particolare ci occupammo, assieme ai protagonisti di quei progetti, della presentazione di alcuni “esperimenti”, dell’epoca, realizzati proprio usando le tecniche di data-journalism e data visualization. In particolare assieme ad Andrea, Isacco e Jacopo, che vennero a parlarci di un loro specifico lavoro appena completato in quell’anno e dedicato ai “giornalisti sotto scorta”, sul palco dell’edizione fiorentina del nostro festival, salirono anche: Rosy Battaglia, giornalista scientifica, specializzata in temi ambientali, e co-fondatrice di un grande progetto di “citizen journalism” e attivismo politico che si chiama “cittadini reattivi”; attraverso il quale e con la collaborazione di migliaia di “cittadini attivi sul proprio territorio”  ha  realizzato decine di inchieste giornalistiche “dal basso” per parlare di specifici problemi di singole porzioni di territorio. A completare la rosa di giornalisti e tecnici votati al giornalismo dei dati, troviamo sul palco di #digit13 anche i “dataninja” Andrea Nelson Mauro e Alessio Cimarelli, venuti a  presentare un’inchiesta di data journalism dedicata agli sbarchi e ai naufragi, dei migranti sulle nostre coste. Un reportage emblematico nella sua drammaticità intitolato: Mar Mediterraneo: tomba di migranti.

 

 

 

 

La seconda e conclusiva parte del panel la trovate sempre sul nostro canale video di you tube, digit italia, assieme agli altri video di questa e di tutte le altre edizioni del festival dedicato al giornalismo e alla comunicazione dentro la “rivoluzione digitale”. E a proposito di giornalismo, dati e FOIA, andateVi a dare un’occhiata a questa specifica inchiesta – molto attuale e decisamente utile, visto il particolare momento storico in cui siamo immersi –  segnalataci direttamente dal nostro esperto sul tema: Andrea Fama, proprio in questi giorni:

 

https://www.open.online/2020/08/06/coronavirus-atti-secretati-fondazione-einaudi-sfida-governo/

 

 

Grazie a tutti per la pazienza e l’attenzione, grazie ai nostri esperti e a tutti i relatori di #digit13, alla prossima ;)

 

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