Parlare di Pino

| 12 Luglio 2020 | Tag:, , , ,

Parlare di Pino Rea, il nostro fondatore e mentore, la nostra guida da sempre, il nostro principale redattore per molti anni, la nostra prima fonte di ispirazione, è davvero molto difficile. Una impresa ardua e dolorosa perchè da qualche giorno ne dobbiamo parlare al passato, e non ne abbiamo alcuna voglia, credeteci. Lasciamo allora, come abbiamo sempre fatto qui a bottega,  e fedeli allo stile tipico proprio del nostro fondatore, quello che poneva il redattore in secondo piano, sullo sfondo, al servizio del fatto, della notizia; lasciamo siano i fatti a parlare per noi di lui e per lui. I fatti e le testimonianze del gran lavoro svolto da Pino Rea al servizio del giornalismo, al servizio della Libertà di Stampa e del Diritto all’Informazione. Lasciamo sia lui stesso a parlare. Guardate cosa scriveva, quasi dieci anni fa, in uno dei suoi rari articoli firmati, pubblicati su questo blog. A Firenze si era appena svolta una storica riunione pubblica, per parlare di giornalismo e di precariato, e per scrivere un documento denominato “Carta di Firenze” :

 

 

 

Io resto scettico. Penso che le carte abbiano un forte valore simbolico più che una concreta efficacia precettiva. E non mi sembra realistico per l’Ordine aprire un fronte di conflitto così vasto e dilaniante  all’interno di decine e decine di redazioni di gran parte delle testate italiane.

Non sarebbe meglio accentuare l’ impegno per la qualità e la dignità del giornalismo offrendo alle nebulose dei giornalisti autonomi che ruotano attorno alle redazioni ‘’centrali’’ – e che rappresentano delle vere e proprie redazioni diffuse – delle concrete occasioni di formazione, di qualificazione e di aggiornamento professionale?

In modo da consentire al sindacato, in tutte le sue articolazioni, di ‘’convincere’’ (oltre che una parte dei suoi quadri dirigenti) gli editori che la qualità non sta solo all’interno delle mura della testata ma vive anche all’esterno e che come tale va compensata.

E per permettere in particolare ai Cdr (a dei nuovi Cdr, che siano rappresentativi di tutti i redattori, interni ed esterni, di tutta la macchina della produzione) di ‘’convincere’’ la catena di comando che un budget per 20 ‘’redattori’’ esterni non può essere pari al costo di un solo redattore interno.

 

 

 

Lungimiranza, competenza, visione. Queste le caratteristiche del nostro maestro. Caratteristiche che hanno connotato tutta la sua opera,  durante gli anni del lavoro e della sua attività politica,  dentro alle istituzioni del giornalismo. Una visione quella di Pino Rea, davvero lucida e anticipatrice di tendenze, movimenti, e avvenimenti,  che si sarebbero poi verificati con puntualità svizzera nella nostra professione e nel mondo.

 

 

 

 

Lasciamo dunque che siano le Sue parole e le testimonianze di chi lo ha conosciuto a raccontarci di Pino, e a farci rivivere alcuni momenti unici e rari, e grazie a tutti per l’affetto e la stima tributate a Giuseppe Rea, nostro maestro e guida, conosciuto da tutti come “Pino”,   ora e sempre.

 

 

Andrea Fama

Incredulo e scosso, ma soprattutto grato, tanto grato per averlo conosciuto e aver potuto apprendere da lui, sul giornalismo e sullo stare al mondo

 

 

Leila Zoia

Grande tristezza per la scomparsa di un grande professionista e un’ottima persona. Le sue intuizioni sono state la guida che per anni hanno orientato le nostre discussioni e gli approfondimenti sul mondo del giornalismo

 

 

 

 

Antonella Beccaria

Mi dispiace moltissimo. Persona Straordinaria

 

 

Claudia Dani

è stato il mio primo passo dentro al meraviglioso e faticoso mondo di lsdi, e tutto quello che ha modificato in me, compreso l’onore di conoscere e collaborare con lui e con tutti voi. Pino meravigliosa e accogliente persona che voleva e credeva tanto nel futuro e in chi voleva realizzarlo il futuro; è stato con me incoraggiante e tanto accogliente. Una bella testa dura

Vittorio Pasteris

Per me Pino è stato come un padre professionale e in certe fasi non solo professionale. Siamo davvero stati fortunati a conoscerlo e a vivere importanti pezzi di vita con lui. Ha avuto una vita intensa seguendo ka passione per un giornalismo fatto bene declinato da cronista, maestro di torme di altri giornalisti, sindacalista e poi innovatore nei momenti in cui avrebbe potuto tirare i remi in barca e vivere di rendita per tutto il lavoro fatto.

 

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