Buttare il bambino con l’acqua sporca

Settimana densa, quella appena trascorsa. Densa di notizie, avvenimenti, fatti e azioni, alcune delle quali discutibili. E proprio perchè discutibili proviamo a discuterne, per non perdere traccia di questioni che potrebbero influenzare e non poco la formazione dell’opinione, quella pubblica, quella che il giornalismo dovrebbe salvaguardare in tutti i modi possibili e immaginabili. Quella cosa per cui da qualche tempo proviamo a spiegare la necessità di sostenere la “funzione giornalistica” e non il giornalismo in modo generico. Tre sono i fatti che ci hanno fatto pensare al titolo che vedete campeggiare in testa a questo pezzo. Il primo, il più importante – a nostro giudizio – è la chiusura con relativo sequestro giudiziario del Progetto Gutenberg. La notizia fa tremare i polsi e lascia senza fiato. Riassunta in estrema sintesi vede il blocco con sequestro del sito del progetto nato, come si legge su wikipedia, non per rubare o rendere lecito l’illecito, ma per fare divulgazione e conseguentemente estendere il più possibile e in ottica digitale il concetto di cultura:

 

 

Il Progetto Gutenberg (Project Gutenberg, noto anche con l’acronimo PG) è un’iniziativa avviata dall’informatico Michael Hart nel 1971[1] con l’obiettivo di costituire una biblioteca di versioni elettroniche liberamente riproducibili di libri stampati, oggi chiamati E-book. Il progetto Gutenberg è la più antica