La certezza della prova

| 17 Marzo 2019 | Tag:, , , , , , , , , , , ,

Ogni volta che riusciamo a portare fino in fondo e poi a compimento uno dei nostri piccoli appuntamenti dal vivo, quelli che si chiamano : digit (neutro, nè maschile nè femminile please); siamo tutti molto contenti qui a bottega e anche decisamente distrutti ed esausti. Come si dice nella retorica comune? Stanchi ma felici proviamo a riassumere, per chi volesse prestare ascolto, e si fosse perso le puntate precedenti, gli avvenimenti dell’ultimo nostro appuntamento #digit19 appena andato in scena a Prato presso il Polo Universitario della città del tessile.

 

 

Nella due giorni del 14 e 15 marzo scorso abbiamo assistito nell’ordine:  ad un picchettaggio con assalto al treno da parte di una numericamente scarsa ma molto combattiva pattuglia di anti-5g che prima hanno protestato, con banchino accluso, davanti alla sede universitaria e poi sono intervenuti personalmente al dibattito in corso nell’aula magna del PIN portando contenuti – forse un pochino fuori tema –  ma che hanno comunque arricchito l’evento in corso. Contenuti e domande alle quali i relatori del convegno hanno provato a rispondere. Del resto la funzione precipua  del convegno, gratuito e aperto a tutti, rimane la formazione dei giornalisti, e il tema in discussione: il 5g appunto; doveva essere illustrato in modo chiaro ed esaudiente proprio ai giornalisti. Certo i rischi per la salute di tutti i sistemi che emettono onde elettromagnetiche, di cui il 5g fa parte, ma di cui fanno parte il 98% dei sistemi a scambio di emissioni di onde dello spettro della luce visibile e invisibile che si chiama proprio elettromagnetismo, ci sono eccome. Ben vengano dunque contestazioni, critiche e richieste di spiegazioni ulteriori, ben vengano integrazioni al convegno e nuove convocazioni per nuove spiegazioni e nuovi studi, ma tutto in forma democratica, diffusa e pacifica, nel rispetto reciproco e soprattutto nella tolleranza. Rispetto, tolleranza e ascolto per fare in modo che non si finisca a urlare o peggio non si giochi a chi urla più forte, ma si possa far tesoro tutti di quello che di nuovo e diverso ci troviamo e ci troveremo di fronte. Molto meno credibili sono le critiche anche molto violente che un paio di giornalisti intervenuti quella mattina hanno sollevato nei confronti dell’organizzazione e dei rappresentanti del Comune di Prato. Critiche davvero poco sensate e rivolte ai contenuti della  sessione di formazione dedicata al 5g. Per informazione di tutti va ricordato che ogni sessione di formazione per giornalisti prima di poter essere realizzata deve essere sottoposta a due gradi di giudizio specifici e insindacabili da parte degli esperti formatori dell’Ordine regionale dei giornalisti del luogo dove la sessione di formazione avverrà e della commissione competente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Solo dopo che gli esperti regionali e nazionali dell’Ordine hanno dato il loro assenso la sessione di formazione può essere effettuata. Quindi eventualmente le critiche sapete dove inviarle. Il 5g inoltre così “come la ruota e altre piccole invenzioni” che l’umanità pian pianino ha posto in essere,  forse prima di essere contestata e affossata andrebbe magari  studiata e compresa a nostro avviso. Che ne pensate?

 

 

In ogni caso la mattinata di apertura di #digit19 è stata davvero ricca e molto partecipata anche dal pubblico che ha affollato a lungo l’aula magna del PIN nonostante i numerosi fuori programma. Dal canto nostro ci dichiariamo qui e ufficialmente sempre disponibili e pronti a ripetere esperienze simili tutte le volte che vorrete. Nel pomeriggio i lavori si sono spostati su argomenti molto più tecnici e quindi anche maggiormente riservati ad una platea di addetti ai lavori. Platea che forse per questo motivo o forse – speriamo di no –  per una mancanza di sensibilità e volontà di rinnovamento fra gli stessi comunicatori e giornalisti intervenuti, era composta da molte meno persone in sala. Dibattiti,  a giudicare dai giudizi raccolti a caldo fra il pubblico presente,  comunque molto apprezzati e che hanno riguardato i progetti di innovazione al giornalismo digitale realizzati nel triennio 2015-2018 grazie ai cospicui fondi messi a disposizione da Google Europa. 150 milioni di euro – è bene ricordarlo – per oltre 500 progetti diversi provenienti da 30 paesi dell’Unione Europea, così recita la pubblicistica diffusa direttamente dai responsabili del progetto. Con noi a parlare di questa iniziativa c’erano alcuni dei protagonisti della vicenda, ovvero alcuni dei giornalisti, comunicatori, innovatori italiani che hanno proposto progetti che poi la commissione degli esperti di Google ha ritenuto di premiare con il finanziamento. Peccato che – come già accaduto in altri nostri eventi – i responsabili di Google dopo aver accettato per iscritto il nostro invito  abbiano poi all’ultimo minuto e senza una scusa accettabile deciso di disertare l’incontro. Che succede cari googlisti le domande non programmate vi fanno paura?  Avete difficoltà a confrontarvi con il pubblico? Noi siamo qui a disposizione quando vorrete. La giornata è stata comunque davvero interessante e ricca di spunti come potrete anche vedere dalle slide dei relatori che molto presto pubblicheremo qui e sul sito di digit.

 

 

Interessante e ricco di spunti è stato anche l’ultimo evento della giornata in cui si è parlato del nuovo contratto per i giornalisti Uspi-Fnsi. Una forma contrattuale meno onerosa nella gestione rispetto al contratto principale della categoria Fnsi-Fieg che permetterebbe anche agli editori più piccoli e meno ricchi del comparto di assumere a tempo indeterminato i giornalisti che operano nelle loro testate invece di pagarli in modo, a dir poco piratesco, applicando formule contrattuali non esattamente congrue all’attività svolta,  o ancora peggio, applicando nessun tipo di contratto e quindi evadendo anche previdenza e fisco, tanto per non far nomi e cognomi.

 

 

Molto diversa nella sua articolazione e nei contenuti proposti  la giornata successiva del nostro festival. Tutto il 15 marzo è stato un alternarsi di proposte e idee, apprezzate dai convenuti sia in sala che sui social, dove i nostri media manager coadiuvati egregiamente dagli studenti dell’università di Perugia che hanno partecipato al team di comunicazione del nostro progetto per aggiungere formazione sul campo al proprio corso di studi, hanno postato contenuti a raffica. Se voleste rivederli anche oggi o nei prossimi giorni cercate l’account della nostra manifestazione su instagram (quellidigits) o su twitter (digit_tweet).

 

 

Abbiamo  cominciato con  due ore di grande intensità e coinvolgimento dedicate alla comunicazione online e in particolare al tema della moderazione dei commenti malevoli sulle bacheche dei social. Sul palco c’erano Vera Gheno e Bruno Mastroianni che hanno non solo letteralmente estasiato gli astanti ma hanno proprio anche cambiato – con la operosa complicità dell’equipe di ripresa video di Sesto tv che come sempre ha realizzato le riprese di digit – la scenografia del nostro evento, creando una sorta di mini set televisivo-cinematografico dentro all’aula magna del PIN. Vedere per credere nei video della manifestazione prossimamente online sul nostro account digit-italia su you tube.

 

 

A seguire siamo entrati prima in forma giornalistica e poi direttamente dalla parte della scienza nella dimensione algoritmico matematica della nostra sfera sociale. Nicola Zamperini giornalista e comunicatore digitale ci ha regalato la sua versione dei fatti sulla cosiddetta società degli algoritmi. Una società gestita in modo sempre più pressante e – permetteteci un termine forte – totalizzante, da poche, anzi pochissime, società di business, che si fanno passare per o vengono ritenute tali dalla gran parte dei consumatori, come gestori del bene comune e produttori di senso e benefici per l’Umanità. Mentre invece – è bene sempre sottolinearlo e ricordarlo – sono società private gestite da imprenditori che cercano di realizzare – giustamente dal loro punto di vista – sempre maggiori ricavi e profitti.  Ma la confusione sulla funzione di tali società e sul funzionamento dei prodotti da loro erogati induce tutti noi a commettere sbagli e ad assumere comportamenti online che di certo non arricchiscono noi stessi bensì esclusivamente loro. Il funzionamento più squisitamente tecnologico di tali meccanismi ci è stato poi  eccellentemente spiegato nell’ora successiva della mattinata del 15 a #digit19 dal professor Gian Luigi Ferrari dell’Università di Pisa. Il quale nel suo intervento è riuscito nell’impresa, certamente non scontata,  di farci comprendere in modo chiaro i meccanismi scientifici che stanno alla base delle operazioni che tutti noi compiamo migliaia di volte al giorno utilizzando proprio software, applicazioni, e formule matematiche che le compagnie tecnologiche o come le definisce Nicola Zamperini le technocorporation ci costringono – il termine è forte ma non è forse quello che poi avviene? –  ad usare.

 

 

Pomeriggio tutto deontologico quello finale di #digit19  in cui si è parlato di una legge di tutela dell’operato dei giornalisti nell’esercizio delle loro funzioni professionali con il direttore dell’osservatorio sui giornalisti minacciati Ossigeno per l’informazione: Alberto Spampinato. Siamo poi stati condotti da Mario Tedeschini Lalli a riflettere sul tema della memoria, dell’oblio e della conservazione delle notizie. Il giornalista e docente universitario, grande esperto di mondi digitali ci ha parlato di uno strumento creato da giornalisti –  con i soldi di Google –  e a disposizione  dei giornalisti,  per tutelare l’archiviazione e la conservazione della memoria online delle notizie prodotte dagli organi di informazione anche in caso di richiesta di cancellazione delle medesime (il cosiddetto diritto all’oblio) o peggio in caso di cessazione di pubblicazione e fallimento dell’organo di informazione che tali notizie aveva raccolto e poi pubblicato. Lo strumento si chiama Offshore journalism toolkit ed è disponibile gratuitamente online per tutti. Ci permettiamo di consigliarne l’uso frequente e massiccio. 

 

Una contestazione e molti applausi hanno contraddistinto la successiva sessione di formazione di #digit19 dedicata alla spiegazione di come usare gli archivi analogici e digitali per realizzare un libro di approfondimento su argomenti di cronaca. A realizzarla per noi sono stati gli stessi autori di un libro realizzato proprio solo attraverso la consultazione approfondita di materiale d’archivio pubblico e a disposizione di chiunque. I sei relatori del nostro panel sono stati anche autori di “depistaggi da piazza Fontana alla stazione di Bologna” .  Si tratta di un collettivo autoriale formato tutto da non giornalisti che è arrivato alla stesura del libro quasi per caso al termine di un corso di scrittura per la televisione realizzato presso la “bottega finzioni” di Carlo Lucarelli a Bologna. Il materiale raccolto per l’esercizio finale del corso è stato giudicato dalla loro insegnante, la giornalista e scrittrice Antonella Beccaria, molto valido al punto da poter diventare un libro d’inchiesta.

 

A concludere la giornata di lavoro e formazione per giornalisti  del nostro primo digit dell’anno – ce ne saranno altri ed è una minaccia sappiatelotroviamo il nostro associato e studioso di giornalismo, politica e modelli sociali: Marco Dal Pozzo. L’ingegnere abruzzese ha presentato alla platea convenuta a Prato uno stringato ma ricchissimo rapporto di studio sulle conseguenze della gig economy detta anche economia dei lavoretti. Un modello economico che si sta diffondendo sempre di più nel mondo,  e di cui anche il nostro Paese sta diventando luogo di applicazione e – noi  speriamo –  anche di studio. Un sistema abbastanza arcaico e molto poco democratico di sfruttamento del lavoro e della manodopera i cui meccanismi di realizzazione e applicazione devono essere studiati  e molto rapidamente tutelati per evitare di tornare indietro, soprattutto in ambito sindacale e tutela dei diritti delle persone,  ripristinando pratiche applicate in  epoche davvero buie  e lontane nel tempo della storia dell’Umanità.

 

 

Grazie a tutti i relatori e molte grazie a tutte le persone che hanno deciso di partecipare alla nostra manifestazione, ci vediamo presto!

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