Vent’anni e non sentirli

| 17 luglio 2017 | Tag:, , , , , , , , , ,

Varesenews compie vent’anni: viva Varesenews! Un traguardo di longevità davvero importante ad ogni latitudine per un medium, un giornale, un organo di informazione; diventa un record quasi storico se si considera che Varesenews è un quotidiano nativo digitale, iperlocale, non riceve contributi pubblici, e da lavoro a più di trenta persone, per non contare l’indotto, fra giornalisti e non, producendo un fatturato di oltre 1 milione e 200 mila euro l’anno. Tutto questo in Italia, un contesto che indubbiamente impressiona ancora di più. Tutto questo dentro la rivoluzione digitale e dentro la crisi più profonda e dura di sempre del mondo dell’informazione ancora in pieno subbuglio e alla ricerca di modelli sostenibili post revolution.  Cogliendo l’occasione della celebrazione di questo niente affatto scontato, ma felicissimo, avvenimento vorremmo provare ripercorrendo assieme al direttore Marco Giovannelli i due decenni di Varese News anche gli ultimi vent’anni della nostra storia, provando a fissare alcune tappe, che ci suggerirà proprio il direttore di VareseNews e confrontando le riflessioni che Giovannelli introdurrà su alcuni particolari periodi della vita di Varese News  con gli avvenimenti che nella storia, nel mondo del giornalismo e dentro la rivoluzione digitale, hanno ugualmente caratterizzato quei particolari anni.

 

 

Cominciamo dall’inizio, un’epoca lontana, remota se si misura con i tempi del web, ma in fondo non così difficile da ricordare: il 1997. Ebbene per esempio in quell’anno il nobel per la letteratura veniva attribuito ad un italiano, e che italiano, Dario Fo. Il  mondo tutto nel 1997 era a lutto, sconvolto dalla tragedia del tunnel dell’Alma, l’incidente stradale (?) in cui persero la vita Dodi Al-Fayed e la sua compagna e amante Diana Spencer, Lady D, principessa d’Inghilterra. In quell’anno sbarca su Marte la missione Mars Pathfinder. In quello stesso anno la rivoluzione digitale, già in corso da quasi un decennio, minuto più – minuto meno, vedeva i giovani Brin&Page, una coppia che da quel momento in poi diventerà piuttosto conosciuta, decidere di registrare un dominio online:  google.com. Sempre nel 1997 e ancora nell’universo digitale in rapida crescita veniva coniato un termine che in brevissimo tempo e con una sua successiva abbreviazione “volgarizzazione” sarebbe divenuto notissimo e usatissimo ancora oggi: il web-log, ovvero il diario online meglio noto al mondo con il termine di “blog”. Dunque nel ’97 a Verese nasceva il quotidiano digitale, uno dei primi in Italia, che celebriamo anche noi in questo pezzo e che porta il nome di Varesenews ma nelle parole del suo direttore allora come oggi, il primo anno della storia del suo giornale che vale la pena di ricordare con maggiore attenzione è il 1999, due anni dopo:

 
“1999

È l’anno della svolta, della decisione di lavorare seriamente a un progetto. È l’anno del primo scoop che ci fa capire in modo forte quali potenzialità esprima Internet. Nel 1999 ci fu una strage familiare e a seguito di un nostro breve articolo venimmo contattati da una ragazza di Santo Domingo che ci chiedeva informazioni circa il processo. La intervistammo per email e lei ci fornì foto e diverse informazioni fino ad allora sconosciute.

 

 

 

Alla fine di quello stesso anno vennero messe le premesse per fondare pochi mesi dopo la Varese web srl che sarebbe diventato il nuovo editore”.

 

 

 

 

 

Mentre a Varesenews si cominciano a comprendere le potenzialità degli strumenti digitali “per/del e nel” giornalismo e non solo, nel mondo, anzi in Europa, arriva l’euro, o meglio, arriva l’idea di dotare l’Europa di una propria moneta, poi l’euro come ben sappiamo arriverà materialmente qualche anno dopo. Benigni vince l’oscar con La vita è bella. Un pauroso incendio scoppiato dentro al traforo del monte Bianco provoca la morte di 39 persone. Medici senza frontiere riceve il nobel per la Pace. Nel mondo del giornalismo italiano si registrano due nascite importanti: RaiNews24 e Radio24. Il 1999 è anche l’anno della nascita del movimento No Global detto anche popolo di Seattle. In rete è l’anno del debutto di Napster.

 

 

 

 

 

Gli anni corrono, nel mondo ne passano 5 prima che i ricordi di Marco Giovannelli si soffermino nuovamente su alcuni specifici episodi di crescita del suo giornale, siamo al 2004:

 

 

 

 

“2004
È l’anno del breakeven. Dal 2001, anno dello sboom della new economy, assistiamo a una moria di esperienze editoriali. Nello stesso periodo nasce il web 2.0, ma la gran parte delle dotcom falliscono. Varesenews attraversa un periodo difficilissimo in cui viene messa a dura prova la tenuta del giornale. Occorre una ricapitalizzazione, l’ingresso di nuovi soci, ma soprattutto un nuovo piano industriale ed editoriale. È una nuova svolta. Quella che pone le basi per costruire in modo più solido. Il 2004 è l’anno della prima crescita, ed è anche l’anno in cui vengono fatte nuove assunzioni. Nasce Anche io, la festa del giornale che oltre a dare un po’ di energia economica, ci rende più consapevoli dell’importanza della comunità dei lettori. Le persone vogliono conoscerci fisicamente e il giornale diventa sempre più presente nel tessuto sociale, economico e politico della città “.

 

 

 

 

 

In effetti nel lustro fra il ’99 e il 2004 di cose ne succedono e parecchie. Ci si preoccupa per il morbo della mucca pazza, e si attende la fine del mondo atterriti dal pericolo del “millenium bug” pensando di ritrovarsi nel secondo millennio in un nuovo medioevo digitale per colpa dell’errore fatale che dovrebbe distruggere tutti i nostri computer. La bolla di internet cresciuta a dismisura e senza una valida regione, ma soprattutto senza che ci fossero le basi per comprendere per davvero il fenomeno scoppia, si rivela un’enorme speculazione e l’economia mondiale barcolla. Il mondo intero assiste in diretta tv alla tragedia delle Torri Gemelle. Nel 2003 nasce il primo social network: My space, e si urla al miracolo, mentre un anno dopo, nel 2004 alcuni studenti di un college americano creano una cosa che si chiama Facebook ma quasi nessuno se ne accorge. Il mondo linux partorisce Ubuntu, mentre fra i browser debutta Firefox. Il mondo del giornalismo italiano registra l’abbandono della poltrona da direttore del Tg5 da parte del suo fondatore e direttore dal 1992: Enrico Mentana.

 

La polvere nella clessidra continua a cadere e i ricordi del direttore di Varese News si fermano al triennio 2007-2009:

 

 

 

 

“2007-2009
La web tv e il consolidamento della compagine sociale attraverso un raddoppio di capitale sociale. La redazione è ormai strutturata e la tecnologia permette di iniziare a lavorare anche con la parte video. Varesenews è ormai un punto di riferimento per il territorio varesino. Siamo ancora molto iperlocal senza alcuna apertura significativa all’esterno, ma si costruisce un gruppo coeso e molto motivato. Usiamo bene tutti gli strumenti del web 2.0 (commenti, lettere, interazione con i lettori, blog). Iniziamo a fare alcuni progetti che ci proiettino fuori dal classico giornale cronachistico.
Due grandi novità: iniziamo a usare i social e fondiamo Bergamonews seguendone tutta la fase di startup. Sono due momenti importanti a distanza di un anno e poco più. Nella primavera del 2008 lavoriamo per far nascere il nuovo quotidiano digitale di Bergamo e poco più di un anno dopo iniziamo a pubblicare su Facebook e Twitter”.

 

 

 

 

Il VaffaDay di Grillo, la morte di Enzo Biagi, la nascita dell’Iphone sono i fatti salienti, a nostro modo di vedere del 2007, mentre il 2008 ci porta Obama ma anche il crack della Lehman Brothers e tutto quello che ne conseguirà nell’economia del mondo intero – oggi compreso, e forse ancora domani e dopodomani – agli esami da professionista nel mondo del giornalismo si registra un evento storico, di più, epocale, il computer – la macchinetta come molti la definivano – sostituisce la macchina da scrivere, muore netscape e microsoft si compra yahoo. Siamo al 2009, per l’Italia è l’anno del terremoto dell’Aquila, della morte di Alda Merini, della strage di Viareggio, per il giornalismo è l’anno del manifesto del giornalismo ai tempi di internet scritto da alcuni blogger tedeschi, per il web è l’anno della nascita di whatsapp.

Sono passati poco più di dieci anni, anzi dodici dalla nascita di Varesenews, e i numeri nella diffusione del quotidiano digitale diretto da Marco Giovannelli nel 2009 sono più che centuplicate passando dalle 300 alle oltre 30.000 visite al giorno. Nel 2012 poi anno che ci accingiamo a raccontarvi con maggiore approfondimento grazie ai ricordi del direttore di Varesenews il dato sui visitatori schizza a 74.000 visite al giorno con un trend in netta ascesa anno dopo anno, corroborato proprio a partire dal 2009 anche dai dati che arrivano dagli account social di Varesenews.

 

 

 

 

“2012
L’anno delle grandi aperture.
Dopo 15 anni di vita Varesenews diventa un punto di riferimento anche fuori Varese. Sono sempre più frequenti le partecipazioni a festival, iniziative, convegni per raccontare la nostra storia.
Nasce GlocalNews, un festival dedicato all’editoria locale digitale. Varesenews diventa un punto di riferimento anche per i piccoli e i grandi media. Si lavora per progetti sempre più presenti tra le nostre comunità, ma con una visione più ampia che supera i confini territoriali.
Si consolidano numerose esperienze importanti di collaborazione con soggetti pubblici e privati. Sono ormai tante le tesi di laurea svolte sulla nostra case history”.

 

 

 

 

Il 2012 è di nuovo un anno di terremoti in Italia, la terra trema e fa vittime in alcune zone dell’Emilia Romagna, è l’anno della tragedia della Costa Concordia all’isola del Giglio, è l’anno della morte di Lucio Dalla. Esce un libro che cambierà in modo definitivo la nostra percezione del web si chiama molto semplicemente: Il filtro. E’ l’anno del cloud computing e anche del compimento dell’ultima rivoluzione tecnologica in ambito televisivo, in Italia, quella denominata del digitale terrestre.

 

 

 

 

 

Ed eccoci all’oggi, eccoci all’anno delle celebrazioni del ventennale, l’anno dei bilanci e delle considerazioni per Varesenews, l’anno in corso il 2017: l’anno della post verità e delle fake news, l’anno in cui nasce una nuova manifestazione dedicata al giornalismo e realizzata dal gruppo di Varesenews assieme agli editori di Anso che si intitola GlocalSud, l’anno del 5g, nel senso che il nostro Paese, una volta tanto, diventa capofila nel campo della sperimentazione. In 5 città del Belpaese Milano, Bari, L’Aquila, Prato e Matera proprio in questi giorni sta iniziando la verifica e l’applicazione di questo sistema di trasmissione dei dati (detto così però è riduttivo credeteci) che arriverà ad essere adottato nel mondo non prima del 2020.

 

 

 

 

“2017
Vent’anni. Negli ultimi anni siamo cambiati molto. Social e mobile sono ormai parte integrante del nostro lavoro. La riorganizzazione effettuata un anno fa ci riporta sempre più sui territori facendo molta attenzione anche alla dimensione iperlocale. Il giornale si struttura sempre più su tre aree: desk, social e territori con una continua rotazione per non far “fossilizzare” su alcune funzioni. Questa scelta si rivela ancora una volta vincente perché alziamo la produzione e anche la qualità e l’originalità. Varesenews è sempre più presente tra le persone e raccoglie storie. Tutti i giornalisti sono ormai completamente multimediali riuscendo a svolgere ogni funzione e utilizzando sempre più uno smartphone per lavorare.
Nel compiere 20 anni riflettiamo sul futuro senza crogiolarci su ciò che siamo stati. Due grandi aree di progetti per festeggiare: iniziative iperlocal con “Indovina chi porta il caffè” con la quale andiamo nelle case dei lettori; “Un drink con Varesenews” con cui andiamo nei locali; “In giro per feste” con cui andiamo nelle feste.
L’altra area di iniziative è nazionale e non solo. Lavoriamo alla produzione di un docufilm, DigitaLife, che racconterà come è cambiata la vita con il digitale. Un progetto corale perché realizzato con i video dei cittadini.
DigitaLife è uno snodo con cui Varesenews, dopo aver organizzato progetti locali e regionali, aver dato vita a percorsi di formazione e aver costruito una esperienza editoriale di respiro, si lancia anche nel mondo del cinema e della produzione video a livello professionale.

 

 

 

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