Una redazione di studenti a #digit15

| 26 settembre 2015 | Tag:, , , , , , , ,

15096831507_4cfe3f0d20_oLe novità di digit15 sono molte, una ce la racconta qui sotto David Mammano, (una grande scoperta di Marco Giovannelli)  liveblogger ufficiale da 3 anni della nostra manifestazione e da quest’anno anche docente di un workshop e coordinatore di un gruppo di lavoro e studio dedicato ai social e a digit. Altre due novità sono definibili << effetti collaterali >>,  ovvero eventi dentro digit ma che non fanno parte direttamente del programma. Tutti quelli che passeranno dalla Camera di commercio di Prato il prossimo fine settimana, 2-3 ottobre, potranno prendere parte ai workshop e ai panel previsti, ma potranno anche assistere alla mostra multimediale dedicata a Massimo Gentile, genio grafico-editoriale prematuramente scomparso alcuni mesi fa, e applaudire i vincitori del premio Marco Zamperini che saranno proclamati venerdì pomeriggio nell’auditorium della Camera di commercio di Prato durante #digit15.

 

 

La manifestazione è aperta a tutti,  e tutti gli eventi sono gratuiti. Le prenotazioni per i panel e i workshop oltrechè online sulla piattaforma Sigef e sul sito della Camera di commercio di Prato si potranno effettuare di persona  presso la segreteria di digit15 nei giorni del festival. 

di David Mammano

 

 

Quest’anno c’è una novità a Digit che merita di essere raccontata mentre ormai mancano pochi giorni all’inizio della manifestazione, si ricontrolla il programma e si verificano le coincidenze dei treni per raggiungere Prato. Durante la quarta edizione dell’ormai celebre appuntamento di formazione e confronto sul giornalismo digitale in Italia, l’attività di comunicazione e coinvolgimento digitale verrà svolta da una redazione appositamente formata e composta da dieci studentesse e studenti del corso di laurea magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d’impresa dell’Università degli studi di Perugia. I loro nomi sono Riccardo Aulico, Susanna Pagiotti, Federica Gorgone, Ruben Carletti, Giovanni Gulino, Luca Tosti, Alessandro Palamara, Francesca Baiocchi, Paolo Menghini e Serena Pacchiacucchi. Seguiteli iscrivendovi alla loro lista Twitter.

 

 

Si tratta di un progetto che ho concepito insieme al gruppo di lavoro di LSDI e al professor Benedetto Ponti dell’Università di Perugia, che si concretizza in un laboratorio professionalizzante valevole crediti formativi universitari rivolto agli studenti del corso di laurea magistrale e che è nato da una serie di considerazioni iniziali sulla necessità per chi fa informazione e comunicazione di abbracciare nuove dinamiche e dotarsi di nuovi strumenti di lavoro e dalla volontà di mettere a disposizione di chi studia comunicazione quella quota di know how ed esperienza nel campo della narrazione digitale e in real time che acquisiamo giornalmente nel nostro lavoro sul campo e in redazione a VareseNews e che costituisce un tassello importante nella costruzione dell’attività di comunicazione di eventi come il festival Glocalnews.

 

 

Durante la manifestazione, la redazione digitale si occuperà di realizzare la narrazione in tempo reale degli incontri e dei workshop, facendo i live tweeting degli eventi, gestendo il liveblog ufficiale di Digit e componendo gli Storify riassuntivi con le foto, le frasi da ricordare e i link ai materiali citati dagli speaker. Gli obiettivi sono molteplici. Da un lato, gli studenti acquisiscono le capacità necessarie a gestire diverse piattaforme e a sviluppare una strategia comunicativa e di produzione dei contenuti coerente e integrata; dall’altro, potendo mettere in pratica tali capacità durante Digit, apportano valore aggiunto alla conversazione e al dibattito che si genereranno durante la due giorni di Prato, gestendo la comunicazione e organizzando i materiali prodotti dalla conoscenza del network di persone partecipanti (online e offline) all’interno di una narrazione digitale continua.

 

 

“Digitale è cultura” è il tema scelto per la quarta edizione di Digit ma è anche la considerazione che sta alla base di tutte le attività del laboratorio professionalizzante. Su questo punto è particolarmente illuminante quanto dice Jeff Jarvis nel suo ebook “Gutenberg the Geek” (tradotto in italiano da Valerio Bassan), citando alcune considerazioni di accademici danesi: il digitale sta avendo, al pari dell’invenzione della stampa, un’impatto fondamentale e destabilizzante sulla nostra cognizione del mondo e l’umanità sta uscendo dalla cosiddetta “parentesi Gutenberg”. Stiamo andando (o tornando?) verso un modello di produzione e trasmissione della conoscenza fondato più sulla reticolarità che sulla linearità, che tende a dare maggiore rilievo al processo e non solo al prodotto. Avere ben presente tutto questo ci aiuta, nel nostro lavoro di comunicatori e informatori di ogni giorno, a costruire prodotti e servizi utili e ci mette nelle condizioni di estrapolare valore dal “rumore”: valore aggiunto che viene restituito a chi ci legge e a noi stessi.

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