Congresso Fnsi Chianciano 2015: proposta di ordine del giorno sul lavoro autonomo

| 27 Gennaio 2015 | Tag:, , , , , ,

ChiancianoGIORNALISTI FREELANCE, AUTONOMI E ATIPICI
Ecco la proposta di ordine del giorno per il 27° Congresso della FNSI
promossa da giornalisti lavoratori autonomi e atipici di
Commissione e Assemblea nazionale lavoro autonomo Fnsi


LO SCENARIO, LE PROSPETTIVE

Mentre continuano a diminuire i giornalisti dipendenti, gli autonomi e atipici, quasi sempre sottopagati, senza diritti né forza di contrattazione individuale, sono divenuti la maggioranza dei giornalisti italiani. Oggi lo sono il 62,6% degli attivi, come emerge dal quinto rapporto di  Lsdi sulla professione in Italia, realizzato sulla base dei dati forniti da Casagit, Fnsi, Inpgi, Ordine. Gli editori continuano a gonfiare la ‘’bolla’’ dell’attività autonoma e parasubordinata, alimentando un bacino di lavoro precario e sottopagato che si allarga sempre di più, con redditi fra le 5,6 e le 6,9 volte inferiori a quelli medi dei giornalisti salariati. E con un divario economico in continua crescita.
Inoltre, in una crisi economica che si protrae da anni, c’è evidentemente anche una crisi generale del sistema dell’informazione. Alla quale editori e datori di lavoro offrono quasi sempre risposte senza progettualità né prospettive, puntando sui tagli dei costi e del lavoro e sulla sua precarizzazione.

 

 

Non si deve lasciar passare l’idea che un buon giornalismo si possa fare con redazioni sempre più piccole e instabili, sempre più collaboratori esterni sottopagati e ricattabili, e con un’informazione affrettata e superficiale, costretta nella logica del “basso costo”. Sono invece necessari e urgenti interventi strutturali e legislativi, per favorire l’innovazione editoriale e l’informazione di qualità, e per garantire operatori professionali, qualificati e aggiornati.
Si può essere buoni giornalisti da dipendenti o da autonomi. Però oggi in Italia essere lavoratori “autonomi” non è quasi mai una scelta, ma spesso solo una costrizione, sebbene molti ricoprano ruoli da dipendenti. Peraltro molti autonomi non cercano necessariamente il posto fisso. Ma tutti chiedono che sia garantita anche a loro la possibilità di vivere decorosamente del proprio lavoro.

 

 

È perciò necessario che la Fnsi punti a riforme strutturali del sistema dell’informazione, del quadro contrattuale – che deve regolamentare il complesso della professione attuale – e a nuove politiche e servizi, con particolare urgenza verso gli autonomi-atipici, nelle loro varie declinazioni e settori d’impiego. La Fnsi dovrà puntare a nuove assunzioni e stabilizzazioni, facendo emergere le molte posizioni di lavoro dipendente oggi dissimulato da autonomo, ma nel contempo a nuove e più stringenti regole che garantiscano pari dignità professionale ed economica per quanti operano da non dipendenti, favorendone anche la partecipazione attiva alla vita sindacale.
In questo senso sarà fondamentale confrontarsi a tutto campo, fornire servizi, aiutare ad organizzare e a rendere protagonista nella Fnsi, anche nei ruoli dirigenti, il mondo del lavoro non dipendente. Che oggi è spesso distante da un sindacato che deve riformarsi, per poter rappresentare adeguatamente un settore del lavoro oramai maggioritario, ma radicalmente diverso quello tradizionale della professione.

 

GLI IMPEGNI RICHIESTI

 

Preso atto dello scenario attuale della professione e delle elaborazioni sul tema del lavoro non dipendente, finto autonomo e precario, avanzate da più realtà della categoria e della Federazione:
– Richiamate l’attualità dell’ordine del giorno sul lavoro autonomo approvato per acclamazione al 26° Congresso Fnsi nel 2011, le elaborazioni approvate nel tempo da Commissione e Assemblea nazionale lavoro autonomo, e quelle avanzate da più Assostampa e realtà regionali, che nel loro complesso identificano delle linee strategiche ed iniziative da riprendere o da approfondire.

 

– Si chiede la convocazione entro aprile di una Conferenza organizzativa della Fnsi sulle problematiche del lavoro autonomo e della precarietà, per sviluppare un ampio confronto su quanto finora prodotto a livello nazionale e locale, su nuove proposte, e per elaborare una piattaforma operativa aggiornata sul tema da parte del sindacato unitario dei giornalisti italiani.

 

Si indicano fin d’ora come linee guida delle politiche sindacali:

 

– Pari dignità tra il lavoro autonomo-atipico e quello dipendente. E impegno a rimuovere tutti quegli ostacoli che oggi di fatto la limitano o impediscono.

 

– Il costo unitario del lavoro autonomo professionalizzato non può mai essere inferiore a quello aziendale del dipendente. Pena l’impoverimento del lavoro autonomo (che si assume anche i costi e i rischi di produzione, che vanno contabilizzati), e la conseguente spinta allo smantellamento di quello dipendente (a fronte della disponibilità di una manodopera molto più economica).

 

– Politiche di contrattualizzazione che, anche tramite sgravi fiscali e modulazioni contributive, possano rendere economicamente più convenienti le assunzioni rispetto all’uso prolungato di un autonomo

 

– Azioni per la stabilizzazione delle molte posizioni oggi solo formalmente autonome che corrispondono a lavoro dipendente non contrattualizzato. Vanno anche correttamente applicati gli artt. 2 e 12 del contratto Fieg-Fnsi come primarie forme di lavoro dipendente flessibile

 

– Contrattazioni sindacali collettive per gli autonomi, sia nell’ambito contrattuale che aziendale

 

– Consulenze e formazione per le specifiche esigenze degli autonomi, anche per quanto attiene l’auto-imprenditoria, l’accesso al credito, ai fondi europei e regionali, e a servizi per l’occupazione

 

– Un nuovo welfare, adeguato alle esigenze degli autonomi che svolgono la professione

 

Più in particolare, nell’ambito sindacale:

 

– La rappresentanza del lavoro autonomo va riformata, e deve avere origine in un processo elettivo democratico. Né può limitarsi alla sola rappresentanza senza ruoli operativi, né a ruoli consultivi che non siano politicamente vincolanti. I non dipendenti devono essere presenti in modo politicamente e numericamente rilevante anche negli organismi direttivi ed esecutivi federali e regionali, anche attraverso modifiche statutarie e regolamentari, pure in vista del prossimo rinnovo contrattuale.

 

– Vanno costruite rappresentanze dei giornalisti non dipendenti anche per i livelli aziendali

 

– Va restituito un ruolo effettivo in tutto il processo di elaborazione contrattuale e di politica sindacale a tutti gli organismi statutari, comprese le rappresentanze del lavoro autonomo-atipico, e agli strumenti di consultazione previsti

 

– Va rafforzato il ruolo e il peso del sindacato nei confronti di Governo, Parlamento e partiti, per ottenere quelle riforme normative urgenti e necessarie per rinnovare le regole della professione, e  ottenere gli strumenti di legge, oggi inesistenti, per garantire un welfare anche ai non dipendenti. A tal fine è anche necessario che la Campania, regione dalle forti problematiche editoriali e di precarietà lavorativa, torni a far parte della Fnsi.

 

– Va praticato un legame virtuoso e reciproco fra Federazione, Associazioni regionali di Stampa ed esperienze territoriali, in un continuo scambio di idee, esperienze, proposte

 

– Il sindacato deve investire risorse umane ed economiche per rendere effettiva e incisiva a tutti i livelli la rappresentanza dei non dipendenti, anche attraverso riforme mirate degli organismi di rappresentanza. E, tenendo conto che gli autonomi impegnati in attività sindacali oggi non godono delle tutele né dei permessi retribuiti spettanti ai colleghi contrattualizzati o pensionati, vanno studiati e adottati idonei strumenti di compensazione.

 

Si richiama infine l’attualità di quanto approvato allo scorso Congresso Fnsi, quando sul lavoro autonomo si affermò che:

 

“La FNSI ha costituito (…) i primi importanti strumenti di politica sindacale per i freelance: Commissione e Assemblea Nazionali e Commissioni Regionali per il lavoro autonomo. Tali organismi vanno ora sviluppati e sostenuti con azioni, mezzi e risorse economiche adeguati a garantire loro di operare con continuità ed efficacia, in modo che diventino reali punti di aggregazione e coordinamento delle istanze dei freelance, luoghi propulsori di idee, dibattito e intervento.
Il presente e il futuro del Sindacato si giocano sulla difesa della qualità e dell’indipendenza dell’informazione, che passano oggi in primo luogo dalla capacità di offrire risposte, servizi e tutele ai lavoratori autonomi”.

 

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L’ elenco delle adesioni raccolte finora è qui

 

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