Vivi o morti: basta un click

| 30 marzo 2014 | Tag:, , , , , , , ,

no-pena-di-mortePer quelli che ancora si arrendono difronte alla vastità del cambiamento rappresentato dall’ arrivo della cultura digitale vorremmo proporre un semplice quesito: se poteste decidere di cambiare le sorti della vita di un uomo; ancora di più, se poteste salvare la vita di molte centinaia di persone solo rispondendo: << si o no >>, ad una petizione telematica, cosa fareste? Rimarreste allibiti, sareste scettici, non provereste  nemmeno a leggere l’appello, oppure cestinereste la mail senza pietà, o ancora firmereste partecipando in modo più o meno cosciente e anche solo in minima parte alla “rivoluzione digitale”?

 

di Marco Renzi

 

Andate a controllare la vostra casella di posta, o il vostro account social, potreste essere improvvisamente incappati nella rivoluzione digitale e non esservene accorti.  Potreste, soprattutto, impedire il massacro  di alcune centinaia di vostri simili solo con un click. Le cose stanno accadendo, sono già accadute, e mentre stiamo lì a pontificare di quanto non siamo pronti anche solo a riflettere sulle implicazioni del cambiamento, la gente, le persone come noi, vengono messe a morte.

 

E se per caso vi sfuggisse il senso del ragionamento e voleste alcuni elementi in più per provare a cogliere il significato, per cercare il nesso, per ritornare “umani” in un mondo tritacarne, dove apparire conta quanto essere, ma non serve a nulla di concreto,  mentre le azioni, – quelle sì – , continuano a fare la differenza!  Riportiamo di seguito un breve stralcio da una delle numerose petizioni online ( una di quelle vere, verificate e certificate) attraverso le quali il “popolo della rete”, che poi siamo sempre noi, (più o meno), manifesta le proprie intenzioni. Intendiamoci, l’ esempio in calce,  è solo un esempio, e ci serve esclusivamente per fini scientifici, ovvero per provare a spiegare empiricamente quello che sta accadendo con l’uso degli strumenti digitali, e che, comunque la si pensi in merito, non possiamo più ignorare.

 

<< …..Un processo farsa ha condannato a morte 528 persone in Egitto. Sarà l’esecuzione di massa più grande del secolo, ma c’è un uomo che ha 10 giorni per fermarla. Chiediamo tutti assieme al Gran Mufti Allam di usare la sua autorità per impedire questa tremenda barbarie. Unisciti a questa petizione urgente e ferma le esecuzioni:
……..Se non ci faremo sentire, ci saranno conseguenze gravissime per l’Egitto e per il mondo intero. Firma subito per salvare queste vite e interrompere la spirale di odio: raggiunto il milione di firme, l’ appello sarà consegnato al Mufti direttamente dagli altri leader religiosi egiziani:
…..La più pesante incarcerazione di massa della storia dell’ Egitto moderno avrà ripercussioni ben oltre i confini del Paese. Firma subito per chiedere al Gran Mufti di non permettere questo omicidio di Stato, e di diventare quella guida etica di cui l’ Egitto ha un bisogno disperato….
…..MAGGIORI INFORMAZIONI
Egitto: condannati a morte 528 Fratelli Musulmani (ItalNews)

http://www.italnews.info/2014/03/25/egitto-condannati-a-morte-528-fratelli-musulmani/
Egitto: «528 condanne a morte» (il Manifesto)
http://ilmanifesto.it/egitto-528-condanne-a-morte/

Egitto: oltre 500 condanne a morte, per Amnesty International una sentenza “grottesca” (Amnesty International)

 

http://www.amnesty.it/Egitto-oltre-500-condanne-a-morte

Egitto, condannati a morte 529 Fratelli musulmani pro-Morsi. Ora la parola al Gran Muftì (Il Sole 24 Ore)
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-24/egitto-condannati-morte-529-fratelli-musulmani-pro-morsi-095710.shtml?uuid=ABYjiC5  >>

 

PS.

Solo tre articoli sui quattro aggiunti come link fra le MAGGIORI INFORMAZIONI della petizione sono liberamente consultabili, quello del Manifesto è protetto e necessita di registrazione sul sito.
Chiamasi Paywall ed è anche questo una delle conseguenze della rivoluzione digitale!!!

 

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