Un manuale per la verifica di notizie e immagini diffuse dai cittadini nelle emergenze umanitarie

| 29 gennaio 2014 | Tag:, ,

Verification-guideControllare la veridicità delle informazioni e delle immagini diffuse durante le emergenze umanitarie è fondamentale per intervenire al meglio.

 

Per questo l’ European Journalism Centre, ente non-profit indipendente con base ad Maastricht, ha diffuso il Verification Handbook, la “guida indispensabile per verificare i contenuti digitali nella copertura giornalistica delle emergenze”.

 

Oltre a un’ampia serie di interventi proposti da qualificate firme di testate anglofone come BBC, Storyful, ABC, Digital First Media ed altre, il manuale offre un ampio ventaglio di risorse pensate specificamente per reporter e primi soccorritori (ma anche attivisti, netizen e il pubblico generale) nell’uso accorto ed efficace del cosidetto “user generated content” (UGC) che tipicamente viene prodotto in caso di emergenze e crisi di vario tipo.

 

È soprattutto in queste situazioni, infatti, che i social media esplodono con rilanci d’ogni tipo, richieste di aiuto e notizie dirette incontrollate. Ma come individuare e verificare le vere da quelle false, o dalle voci incontrollate, in una simile cacofonia? Quale l’orientamento necessario per giornalisti (in senso lato) onde poter poi informare al meglio il pubblico? A volte il loro lavoro può diventare letteralmente una questione di vita o di morte.

 

Tutto ciò è avvenuto, per esempio, con il terremoto ad Haiti di quattro anni fa e quello che ha colpito il Giappone nel 2011. Per non parlare dei tanti conflitti in corso in Africa o in Siria, dei diffusi disordini di piazza o anche di recenti incidenti aerei (senza vittime). Tutte situazioni dove l’applicazione minuziosa dei principi classici del giornalismo risultano comunque cruciali, ben al di là di qualsiasi scorciatoia high-tech.

 

Non a caso un rapporto della Nieman Foundation di Harvard sul sistema in atto alla BBC per la verifica dell’UGC: «L’impegno di confermare e chiarire i contenuti del pubblico si basa assai più sulle tipiche competenze giornalistiche che su tecnologie sgargianti. … Pur se in alcuni casi va applicata una nuova specializzazione del tipo ‘informazione forensica’, non serve essere un esperto info-tech nè avere dispostivi speciali per porsi e rispondere a domande fondamentali, come se certi video sono stati creati a tavolino o meno».

 

Anche nel digitale, insomma, certe “best practices” funzionano sempre. Anzi, proprio al contesto del “fact-checking” e del successivo riutilizzo dei materiali in libera circolazione online è dedicata l’ultima parte di quest’ottimo manuale – che a giorni sarà liberamente disponibile in formato ePub e PDF, oltre che in versione cartacea.

 

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