Tumblr, appropriazione e condivisione oltre il commento passivo

| 23 agosto 2014 | Tag:,

tumblrUna ricercatrice francese spiega su Culture Visuelle come l’ assenza della funzione specifica del commento sulla piattaforma venga ampiamente compensata da un movimento di condivisione/appropriazione caratteristico dell’ Internet 2.0. Un processo di intervento collettivo sui contenuti che somiglia al ‘’Fork’’ del sito per sviluppatori di codice Github.
 

Rispetto alla ‘’Santa trinità’’ delle interazioni sul web – amare, condividere, commentare – Tumblr si distingue per l’ assenza a priori della funzione del commento. Questa assenza di possibilità di comunicazione – osserva Anaïs Mak in un articolo su Culturevisuelle (‘’Le Fork, un nouveau genre conversationnel? Commentaire et partage sur Tumblr’’) – è molto raro per un sito che riprende i codici delle reti sociali in cui ciascuno può seguire e farsi seguire. E può sembrare sorprendente.
 
Se è presente l’ opzione Ask, che permette di comunicare con l’ autore di un blog, non è possibile commentare ciascun contenuto specifico con un semplice clic, come avviene sugli altri siti ‘’social’’. L’ interazione – precisa Mak – sembra quindi riguardare l’ insieme del blog piuttosto che un post in particolare.

 

Lo scambio si svolge quindi prima di tutto attraverso la funzione Reblog: solo ribloggando un contenuto si ha la possibilità di aggiungere un testo a un determinato contenuto ed è in questo modo che su Tumblr si svolgono la maggior parte delle interazioni. La piattaforma consente dunque una comunicazione fra gli utenti, tanto che essa è diventata uno dei luoghi di dibattitto preferiti fra gli adolescenti. [1] :

 

Gli scambi attraverso l’ opzione Reblog possono rivelarsi assai virulenti – osserva Culture Visuelle -: è un vero e proprio spazio di discussione.

 

Allo stesso modo, per commentare una immagine, è necessario in un primo tempo ribloggarla sul proprio blog per potervi aggiunere un commento. Questi commenti successivi formano altrettante didascalie all’ immagine di base. Questa riappropriazione continua attraverso le successive didascalie, viene utilizzata come una forma di dialogo propria di Tumblr.

 

Ma, più che l’ elaborazione di uno spazio di dibattito o di scambio umoristico, quello che qui ci interessa – commenta Anais Mak – è che questo modo particolare di comunicare attraverso appropriazione sembra situarsi a metà strada fra la condivisione e il commento: si tratta di riprendere un’ immagine ma assegnandole un senso nuovo. La funzione commento è legata strettamente a quella del reblog.

 

Questa pratica, secondo la ricercatrice, può avvicinarsi ad una funzione ancora sconosciuta al grande pubblico, perché specifica del sito per sviluppatori di codice Github. Su questo sito ogni utente possiede uno spazio su cui può lavorare con dei programmi free. Queste versioni non definitive di un programma possono essere in qalsiasi momento riutilizzate da un altro utente sul proprio spazio. L’ utente ‘’clone’’ può continuare così a lavorare alla propria versione partendo dal programma originale. Questa funzione propria di Github si chiama ‘’Fork’’. Il Fork ci sembra essere un esempio estremamente importante e chiaro dei processi appropriativi in opera attualmente.

 

In effetti il modo con cui su Tumblr ogni post debba essere condiviso perché essere commentato sembra possa essere paragonato al Fork. Il Fork su Github, come il Reblog su Tumblr appaiono come degli esempi paradigmatici della pratica appropriativa – conclude la ricercatrice -. Assistiamo in questo caso a un doppio movimento di condivisione/appropriazione caratteristico dell’ Internet 2.0.

 

Non si tratta di un semplice commento nella dimensione passiva che può implicare questo termine, ma di una vera e propria riappropriazione.

 

E, aggiungiamo noi, di una progressiva costruzione o cambiamento di senso attraverso un processo di intelligenza collettiva.

 

 

[1] Djoek Wenting, “Follower as Confidants and Colleagues : Tumblr as the Back Stage”, 2012, Presentazione, Università di Copenhagen:
 

Esistono varie maniere per gli utenti di Tumblr di condividere delle informazioni personali. Tramite una iniziativa personale, ribloggando o creando una lista di esperienze possibili o caatteristiche, ma non è molto frequente. La maggior parte delle volte, coloro che seguono o visitano occasionalmente il sito vengono sollecitati a porre delle domande. Ciò può essere fatto facilmente ribloggando un questionario e chiedendo a quelli che vi seguono di mandarvi l’ elenco delle questioni a cui vorrebbero che voi rispondeste. A quanto pare bisogna essere modesti, rispondendo solo alle domande che vi sono state poste. Cosa che può essere fatta anche annunciando che è venuito il momento di un’ ‘’ora di onestà’’ oppure di un TMI Tuesday. Il TMI Tuesday significa ‘’troppa informazione’’ (Too Much Information Tuesday) e si svolge sempre un martedì a causa dell’ allitterazione. Come si può vedere dagli esempi (…), i tipi di domande e quindi le risposte che si attendono sono di naura molto personale. Riprendendo la citazione di Goffman, possiamo dire che i blogger, agendo in questo modo, di fatto mettono in gioco il loro rispetto di sé.

 

« There are a few different ways on how Tumblr users share personal information about themselves. One of them is taking initiative self and reblog or create a list of possible experiences or characteristics (Example 1), but this less usual. Most often the followers or random visitors of the blogger’s Tumblr are requested to ask questions. This can easily be done by reblogging a questionnaire and asking your followers to send the numbers of questions they like to be answered to your inbox (example 5). It seems that you have to be modest and only answer questions you are asked. Also, is this often done by announcing that it is time for “Honesty Hour” (example 4) or TMI Tuesday (example 2 & 3). TMI Tuesday means ” too much information” and this is always on a Tuesday because of the alliteration. As you can see from the examples, the kind of questions that are asked and requested are very personal of character. In line with the Goffman quote, you could imagine that the bloggers actually put their self-respect at risk by doing this. »

 

I commenti sono chiusi.