Spunti sul processo di innovazione nel giornalismo

| 9 giugno 2014 | Tag:, , ,

perodiciUna serie di spunti interessanti emergono dalla lettura di tre post che Il futuro dei periodici ha dedicato in questi giorni al problema del cambiamento e dell’ innovazione nel campo del giornalismo.

 

Il primo – Giornalisti e cambiamento dopo lo scandalo del New York Times – segnala in particolare la timidezza e quasi il timore dei redattori di ‘’venir fuori in modo propositivo dalla loro confort-zone’’ e di lasciarsi andare alla trasformazione digitale. E’ uno dei fenomeni denunciati dall’ Innovation Report del New York Times, secondo cui ‘’ il modo migliore per evitare che i redattori si ‘nascondano’ è di coinvolgerli in un confronto molto personale sui bisogni e le priorità della vostra organizzazione…’’

 

 

Il secondo post è dedicato a un tema un po’ eccentrico rispetto al tradizionale dibattito sul giornalismo in corso in questi anni: Direttori si nasce o si diventa? La riflessione cade dopo la doppia e contemporanea defenestrazione del direttore del New York Times, Jill Abramson, e di le Monde, Natalie Nougayrède.

 

Il Futuro dei periodici riprende in particolarer un post di Carl Sessions Stepp, ex reporter e docente di giornalismo all’Università del Maryland, autore di un manuale della professione (tradizione pragmatica anglosassone) intitolato: Editing for Today’s Newroom. E’ uscito nel 1989. Vi si legge:

 

Troppi direttori sono forzati a imparare sul posto di lavoro, contando sull’intuizione e andando per tentativi, piuttosto che facendo tesoro di un’adeguata preparazione…

Il pezzo – spiega Il Futuro  – è interessante, tutto dalla parte dei direttori e delle sfide che devono affrontare ogni giorno.

 

Pochi sono venuti su con il sogno di guidare una redazione, la maggior parte non ha una formazione ad hoc.

 

Ma gestire persone richiede skill diversi da quelli del reporter rompighiaccio.

Il terzo post infine parla del Tramonto dell’ organizzazione a silos nei giornali .

 

In pratica molte aziende stanno cambiando il loro modo di funzionare. Stanno abbandonando strutture, organizzazioni diventate silos per passare a strutture aperte, organizzazioni che qualcuno definisce ad alveare. Un rimescolamento portato dal digitale.

 

Ma che può avvenire solo con un cambiamento organizzativo. Nell’azienda, innanzitutto: dirigenti, marketing, tecnologia, digitale.

 

I cerchi un tempo chiusi si aprono, a includere realtà finora tenute separate. Per abbandonare quelle che sono diventate “organizzazioni a silos”, come si dice con forte connotazione negativa.

 

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