Se la leggenda diventa notizia, i grandi ”scoop” di Dangerous News

| 1 marzo 2014 | Tag:,

Dangerous‘’Scoop’’ eccezionali e notizie incredibili: la voglia di informazione sensazionale può spesso giocare brutti scherzi e portare a credere a tutto quello che ci viene proposto da Internet.

 

Una lezione che arriva da Dangerous News e dal suo creatore: «Sui social network la gente non si fa più domande, non pensa che una cosa potrebbe essere falsa e impossibile: invento delle notizie, delle leggende, e nessuno si domanda se siano vere o false».

 

 

di Fabio Dalmasso

 

 

Il ponte sullo Stretto di Messina? Inutile, molto meglio utilizzare il tunnel che collega le due sponde e recentemente scoperto da “da un gruppo di operai che stavano effettuando una serie di carotaggi sul tratto autostradale che collega Villa San Giovanni a Scilla”. E che dire di quegli altri operai Anas che hanno avuto la fortuna di ritrovare il famoso tesoro del brigante Musolino e sono diventati milionari? Una scoperta eccezionale, al pari quasi di quella avvenuta alcuni giorni prima quando, grazie ad alcuni ragazzini intenti a pescare calamari, è tornato alla luce il terzo bronzo di Riace. Senza dimenticare la nuova geografia delle Eolie, arricchita dalla comparsa di una nuova isola, “Gonorrea gemella della più celebre Panarea”.

 

 

Marketing e notizie

 

Queste sono solo alcune delle centinaia di ‘’chicche’’ che affollano il sito Dangerous News, vera e propria fonte di notizie sensazionali e scoop incredibili. Ma assolutamente falsi. Scorrendo la pagina web, infatti, si può leggere, in fondo, una piccola, ma importantissima avvertenza: “Questo è un sito satirico, e alcuni degli articoli contenuti in esso sono frutto della fantasia”.

 

Una fantasia estremamente vivace che scaturisce da una persona, Maurizio Salvatore Arena, vero e proprio deus ex machina di questo sito web in grado di catturare l’ attenzione di migliaia di lettori poco propensi al dubbio, ma estremamente affamati di notizie, meglio se sensazionali. Arena non è una persona qualunque e in questo suo “gioco” giornalistico ha messo a frutto la sua formazione fatta di studi in sociologia ed economia: «Ho 38 anni e vivo in provincia di Reggio Calabria – dice Arena – ho due master universitari in marketing, uno in tecniche di mercato e uno in  web marketing».

 

Ripercorrendo la genesi di Dangerous News, Arena ricorda che nacque tutto per caso: «All’inizio scrivevo di crisi sociali, di come uscirne, articoli di economia e sociologia, ma se li leggeva una persona al mese era tanto. Poi, per scherzo, ho scritto un pezzo sull’avvistamento di uno squalo inverosimile, dalle dimensioni assurde e ho totalizzato più di 2.000 contatti. Lì ho toccato con mano l’importanza e la forza della viralità del marketing». Si sa, se devi dire una bugia dilla grossa e la gente ci crederà o, come diceva Mark Twain, “una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe”.

 

 

Facebook, poche domande

 

E di strada le “false notizie” di Dangerous News ne hanno fatta parecchia: sbarcate su Facebook, la false notizie fanno incetta di condivisioni e commenti: «Chi usa Twitter è culturalmente più preparato in quanto la sintesi non è di tutti – spiega Arena –. Su Facebook invece è diverso, è una realtà sociale completamente diversa, fatta spesso da persone che non si fanno troppe domande, che non mettono in dubbio quello che c’è scritto».

 

Grazie ad alcuni accorgimenti di marketing, Arena è riuscito a creare un vero e proprio punto di riferimento per molti utenti i quali assorbono i falsi scoop senza alcuna remora, ma anzi condividono la “notizia” e la commentano come se fosse vera.

 

Un “falso giornalismo” nato per caso, quindi, che ora si è trasformato in una sorta di secondo lavoro: «Ero un precario all’università – ricorda Arena – poi sia io che mia moglie abbiamo perso il lavoro. Dove vivo io il lavoro non esiste se non sei “cliente” di qualche politico e aprire un’azienda è praticamente impossibile se non si accetta di scendere a compromessi, ma non è il mio caso. Con questo sito unisco la mia formazione con la passione dello scrivere e la mia fervida fantasia».

 

 

 

GonorreaNotizie in apparenza vere

 

Proprio la viva immaginazione di Arena, unita alla sua ottima conoscenza dei meccanismi del marketing,  sta quindi dietro alle notizie di questo sito web dichiaratamente ironico e di fantasia. Arena riesce a confezionare notizie che a prima vista appaiono assolutamente vere, grazie anche a citazioni di studiosi e riferimenti a riviste internazionali e il caso del tunnel sotto lo stretto di Messina è illuminante in questo senso.

 

L’ articolo in questione, infatti,non riferisce solo della “sensazionale scoperta”, ma viene arricchito da altri gustosi particolari, come le dichiarazioni del fantomatico archeologo Marco Manti rilasciate all’improbabile giornale Daily Man. Particolari questi che, nella prassi giornalistica, dovrebbero essere garanzia di veridicità e autorevolezza: la dichiarazione rilasciata da un archeologo a un giornale estero, infatti, funge da garanzia della veridicità del fatto e, spesso, è sufficiente perché la notizia venga ripresa e diffusa.

 

 

Mancanza di curiosità

 

Discorso analogo per quanto riguarda la “notizia” che ha come titolo “Gioa Tauro: preso enorme Ragno Golia”. L’articolo in questione riporta la cattura di un esemplare di Tarantola Golia, “un ragno di origine sudamericana raramente segnalato in Italia”. Ad arricchire la notizia ci pensa la testimonianza di un agricoltore gioiese che ricorda: “Stavo andando a prendere il concime, quando dalla finestra è uscito quel mostruoso ragno. Gli ho lanciato la zappa, ma è come rimbalzata sul suo corpo. Per fortuna mio figlio Peppe ha mantenuto la calma ed è riuscito a chiamare il Pronto Intervento. Non dimenticherò mai – ha proseguito il signor Guglielmo – lo spaventoso sibilo che usciva dalla bocca di quell’ essere”.

 

Dopo aver riferito del vivace dibattito in corso su blog e forum, Arena riporta la dichiarazione di un esperto il quale spiega come questo ragno gigante possa arrivare a pesare anche 60 kg. «In questo caso – spiega Arena – ho giocato con la paura della gente, visto che quasi tutti hanno paura dei ragni. In generale comunque sfrutto molto l’ ignoranza della gente, o meglio, la mancanza di una cultura “polivalente” e soprattutto di una sana curiosità: pochi si domandano se ciò che scrivo sia vero o no. E purtroppo questo  succede anche da parte di alcuni giornalisti che non leggono bene il pezzo e soprattutto non si accorgono di quella avvertenza in fondo alla pagina nella quale si chiarisce che il mio è un sito satirico e alcuni degli articoli contenuti in esso sono frutto della fantasia».

 

Ovviamente sarebbe sufficiente fare un minimo di ricerca per accorgersi che i conti non tornano, ma è proprio su questa totale fiducia e mancanza di scetticismo che si basa quello che si potrebbe definire l’ esperimento sociale di Maurizio Salvatore Arena. Un esperimento che ci fornisce alcune indicazione molto interessanti.

 

 

Internet, oracolo di verità

 

Per molti utenti, infatti, Internet è diventato l’unica e, aspetto molto pericoloso, certa fonte di notizie: moderno oracolo di verità assoluta, il web ha preso il posto della televisione nella famosa frase “L’ha detto la tv”, come a dire che la fonte è sicura, non possono esserci errori e, soprattutto, non devo dubitare.

 

«La gente non si fa più domande – dice Arena – non pensa che una cosa potrebbe essere falsa e impossibile: invento delle notizie, delle leggende e nessuno si domanda se siano vere o false. Ho l’impressione che ormai si viva talmente dentro i social network, dentro il mondo virtuale, che qualunque cosa venga detta o riferita su questi canali viene presa come vera».

 

Avvistamenti di possibili Chupacabras che si aggirano nelle campagne in provincia di Reggio Calabria o il ritrovamento di un pinguino reale sugli scogli di Chianalea a Scilla, sempre in provincia di Reggio Calabria, diventano così notizie al pari del lutto nel mondo del calcio per la morte del grande calciatore Mark Lenders o della decisione di vendere la neve di Gambarie d’Aspromonte “per creare piste nel deserto a Dubai dove un ricchissimo sceicco, patito dello sci, vuol realizzare una piccola Cortina” o, ancora, l’annuncio dato dal monsignor Bentegodi sull’ autorizzazione, da parte del Vaticano, di installare distributori di preservativi nei conventi “dopo la triste vicenda della suora sudamericana rimasta incinta dello “Spirito Santo” ”.

 

Notizie false, volutamente esagerate che però acquistano una parvenza di verità grazie alla condivisione sui social network: Dangerous News può essere un utile monito per il mondo del giornalismo sempre più concentrato sulla velocità della diffusione e sempre meno attento al controllo dei fatti e delle fonti.

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