Poynter: quali capacità e competenze per il giornalismo di domani?

| 10 aprile 2014 | Tag:,

Poynter-copNonostante l’ impasse economico della grande informazione odierna, i giornalisti professionisti sembrano apprezzare poco l’ importanza delle competenze digitali e dell’ approccio multimediale.

 

Questo, in netto contrasto con l’ opinione (e l’ operato) di educatori e altri soggetti della filiera, per i quali tali capacità restano cruciali per mettere a frutto nuove metodologie per l’ efficace raccolta e diffusione dell’ attualità.

 

Ecco, in estrema sintesi, le conclusioni di un’ indagine curata dal Poynter Institute, noto think-tank che fa capo alla University of South Florida di St. Petersburg.

 
 

Individuate 37 competenze chiave per chi si affaccia oggi al mestiere, il sondaggio [Core Skills for the Future of Journalism] ha chiesto a professionisti, manager educatori e studenti di valutarle rispetto agli scenari futuri.

È venuto fuori, per esempio, che rispetto alla capacità di realizzare veloci video con i device mobili, solo il 46 per cento dei giornalisti professionisti e manager interpellati la considera importante o molto importante, mentre ciò vale per il 76 per cento dell’ altro gruppo. Analogamente, la capacità di raccontare storie con elementi visuali e di design è cruciale per l’ 80 per cento degli educatori, mentre per giornalisti e manager tocca un massimo del 55 per cento.

 

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Come interpretare questo gap evidente? Forse i professionisti dell’ informazione soppesano al meglio queste nuove capacità rispetto a quelle di base a cui assegnano comunque un valore primario, spiega Tom Huang, editor del Dallas Morning News : «Se dovessi scegliere chi assumere, prenderei prima dei giornalisti con capacità “traditional” per poi fare formazione agli strumenti digitali, piuttosto che l’ opposto.  Pur se il punto del sondaggio non mi pare fosse quello di suggerire simili scelte contrapposte».

 

Invece Sue Burzynski Bullard, docente di giornalismo alla University of Nebraska di Lincoln, sottolinea il senso della posizione degli educatori: «Dopo l’ appello del 2012 per un cambiamento nelle scuole di giornalismo, è diventato impossibile ignorare la necessità d’ insegnare queste nuove capacità.  Per la maggior parte dei formatori,  lo storytelling multimediale e digitale è un elemento fondamentale per quei neo-diplomati che vogliono trovare lavoro nel mondo del giornalismo odierno».

 

Il dibattito resta ovviamente aperto e dinamico, come rivela altresì il lungo pezzo originale e gli interessanti commenti che si vanno aggiungendo man mano.

 

Il rapporto può essere scaricato in pdf, mentre i co-autori Howard Finberg e Lauren Klinger ne discuteranno in un Webinar gratuito curato dalla Knight Foundation stasera, giovedì 10 aprile, alle ore 20 italiane.

 

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