Meno articoli e più Facebook: la strategia del Telegraph per aumentare i lettori online

| 5 agosto 2014 | Tag:, ,

TelegraphNella corsa agli armamenti che è il web sociale, editori grandi e piccoli stanno cercando tutte le armi possibili per far sentire la propria voce e aumentare i lettori: alcuni, come The Independent o il Daily Mail, hanno scelto di battere la strada dei siti adesca-utenti cercando di duplicare il successo di ViralNova o BuzzFeed. Il Telegraph invece ci è riuscito imboccando una strada opposta: il quotidiano britannico ha visto un aumento significativo di lettori facendo due cose apparentemente sorprendenti, prestare meno attenzione a Twitter e pubblicare meno servizi.

 

Lo segnala Mathew Ingram su Gigaom, citando il direttore del gruppo Telegraph media,  Jason Seiken.

 
Il dirigente ha infatti detto al Guardian che il sito ha registrato un aumento del 20% del traffico a giugno, con circa 4 milioni di lettori al giorno in media, ed ha attribuito questo balzo  ad alcune delle strategie su cui il giornale si è concentrato nel corso degli ultimi mesi – tra cui lo sviluppo dell’ audience su Facebook, quasi triplicata, con 1,6 milioni di utenti.
 
Seiken – riporta Ingram – ha spiegato che il giornale in passato non aveva mai dedicato così tanto tempo a Facebook a causa di quella che definisce l’ ossessione dei giornalisti per  Twitter. Tra l’ altro il giornale non aveva fatto un’ analisi dei flussi di provenienza dei lettori. E’ stata fatta ora e Seiken precisa che ‘’per ogni minuto che dedichiamo a promuovere qualcosa su Facebook, otteniamo un incremento di traffico molto più grande di quanto avvenga su Twitter. Dedichiamo ancora attenzione a Twitter, ma visti i risultati puntiamo molto di più su Facebook”.

 

Meno articoli, non di più

 

Cosa altrettanto interessante – ossserva Ingram – il fatto che il giornale ha deliberatamente ridotto il numero degli articoli pubblicati, scegliendo di concentrare le risorse disponibili su un numero inferiore di servizi. “Abbiamo prodotto quel grosso balzo di lettori con meno storie’’ ha detto al Guardian,  aggiungendo che il giornale aveva cambiato il modo di lavorare della redazione per farla diventare più efficiente. “Cose apparentemente banali fanno una grande differenza – cose come una migliore pianificazione, riunioni di redazione più creative e utilizzo dei dati di audience per decidere a quali argomenti rinunciare”.
 
Seiken ha poi osservato che il Telegraph sta incoraggiando i propri giornalisti a concentrarsi di più sul web, “realizzando velocemente le notizie senza aspettare di usarle per la carta, e facendo dei titoli ottimizzati per la ricerca”. Il dirigente editoriale ha poi spiegato che il giornale ha svuto un successo significativo con un programma, chiamato Project Babb, disegnato in modo da scrivere di sport molto diverso dal solito stile del Telegraph, ed ha ha avuto un buon effetto di trazione con il pubblico più giovane. Aggiungendo comunque che non c’ era nessuna intenzione di copiare BuzzFeed.
 
Seiken – dice ancora Ingram – conclude: “Se dovessimo metterci sulla strada di BuzzFeed – puntando esclusivamente sulla crescita del traffico – sarebbe abbastanza facile raddoppiare l’ audience del Telegraph con sistemi da adesca-utenti e colpi sensazionalistici. Non lo sto dicendo in modo dispregiativo. Ma il Telegraph non è questo”.
 

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