Libri/ I luoghi fisici della Rete e l’ arte dell’ uso dei numeri

| 5 febbraio 2014 | Tag:, ,

Tubes

Un viaggio alla ricerca delle basi materiali, dei luoghi fisici, della Rete e l’ arte dell’ uso dei numeri. Sono i temi di due libri segnalati da due addetti ai lavori nel campo del web, Carola Frediani e Vincenzo Cosenza (‘’Vincos’’) su sollecitazione di Luca Conti.

 

Ecco le loro indicazioni, che riportiamo da Pandemia.

 

Carola Frediani

 

Ho scelto Tubes – A Journey to The Center of the Internet del giornalista Andrew Blum. Come si capisce dal titolo racconta la ricerca minuziosa e ostinata dei luoghi fisici della Rete, nel tentativo di uscire dalla retorica e dall’ immaginario di internet come nuvola di bit, virtualità, villaggio globale e impalpabile.

 

Devo dire che ho molto invidiato Blum: in parte perché avevo anche accarezzato l’idea di fare un libro del genere anche se poi non avevo dato seguito al progetto – che, come si capisce leggendo il testo, ha richiesto molti spostamenti fisici; e poi perché trovo questi luoghi della Rete decisamente affascinanti oltre che rivelatori degli aspetti più profondi delle nostre comunicazioni elettroniche. Blum vaga per mesi tra Internet Exchange Points, data center, stazioni di arrivo dei cavi sottomarini, in mezzo a una ristretta ed elitaria comunità di ingegneri-idraulici. Alla ricerca di qualcosa che sembra sfuggirgli quasi tutto il tempo, ma che alla fine si rivela per quello che è: la geografia del potere della Rete – potere inteso come potenzialità e come controllo – nel suo strato più essenziale.

 

Oggi, dopo l’esplosione del Datagate e del monitoraggio di massa fatto succhiando dati dai cavi, il libro è forse ancora più attuale. Non lo consiglierei a tutti, perché il dettaglio di alcune sue parti potrebbe scoraggiare i non-feticisti della rete. Ma lo metterei come testo obbligatorio nel corso di laurea di scienze della comunicazione.

 

 

Vincenzo Cosenza

 

SilverHo scelto The signal and the noise, di Nate Silver perché è un libro importante da diversi punti di vista. È utile per chi come me lavora con i numeri e che quotidianamente prova a spiegare ai manager italiani come usare i dati per migliorare le proprie attività d’ impresa.

 

Inoltre è fondamentale per i non addetti ai lavori al fine di imparare a difendersi dalle insidie dei numeri, spesso manipolati dai media o dalle aziende per offrire solo una parte della storia.

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