Il linguaggio giornalistico fra Twitter e il longform journalism

| 24 Ottobre 2014 | Tag:, , , ,

SlowmediaDa una parte la tendenza alla brevità del messaggio, che vede in Twitter il format più esemplare, dall’ altra il giornalismo narrativo – il long-form journalism – con il Manifesto degli slow media e testate come Revue XXI.
 
A prima vista potrebbe sembrare una contraddizione, ma se si guarda da una prospettiva più ampia prende corpo in realtà una sorta di simbiosi. La forma breve e quella lunga sono, in un contesto come quello della rivoluzione tecnologica, l’ una complementare dell’ altra.
 

E’ la convinzione che emerge nelle conclusioni di una tesi di laurea dedicata all’ analisi di queste due forme di linguaggio giornalistico e al loro confronto. “In poche parole. La pazienza di leggere nell’era digitale” è il titolo del lavoro con cui Riccardo Costa, uno studente vicentino di 22 anni, si è appena laureato in Comnunicazione all’ Università di Padova (relatore il professor Raffaele Fiengo) e che pubblichiamo integralmente.

 
Spiega l’ autore:
 

Twitter va visto da una prospettiva più ampia. Non si tratta di un despota che raziona il nostro fiato. Quei 140 tasti sono da intendere come un trampolino. Con la possibilità di aggiungere collegamenti ipertestuali siamo noi a decidere il livello di lettura. Questo non toglie importanza al ruolo del breve testo: rimangono sempre quelle poche sillabe le responsabili della nostra cattura. Una “trappola”, per così dire, che ancora una volta ci accorcia la strada verso ciò che cerchiamo, per approfondire la nostra conoscenza.

 

Tale osservazione ci dà la possibilità di dedurre quali siano in realtà gli elementi sovrani negli approcci di lettura: la qualità e l’interesse; un binomio che sicuramente non toglie legittimità alla tendenza che ci ha fatto intraprendere questo studio – la brevità del messaggio – ma che ci mostra quanto questa, nonostante i ritmi e le distrazioni odierne, non sovrasti il tipo di lettura tradizionale, volta alla soddisfazione dell’interesse e che trova in questo la sua ragion d’essere.

 
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Tesi-Costa-testina

*Riccardo Costa, 22 anni, vive a Costabissara (VI). Diplomato nel 2011 al Liceo Scientifico “Paolo Lioy” di Vicenza. Laureato ad Ottobre 2014 in Comunicazione presso l’Università degli studi di Padova con la tesi “In poche parole. La pazienza di leggere nell’era digitale” con relatore il Professor Raffaele Fiengo.

Frequenta il corso di laurea magistrale in Strategie di Comunicazione presso il medesimo ateneo. Appassionato di musica e batterista della band vicentina Odd-Rey.

 
 

IL TESTO COMPLETO DELLA TESI E’ QUI.

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