Grasswire, un nuovo strumento di fact-checking collettivo

| 2 agosto 2014 | Tag:, ,

GrasswireDi fronte ai pericoli dei falsi tipici dell’ era dei social, come possono giornalisti e lettori sfruttare il potere dei lettori esperti senza rischiare di diffondere informazioni false?

 

Grasswire  pensa di aver trovato una soluzione. Lanciato circa un mese fa – David Holmes  su Pandodaily -, si presenta come una  “redazione che controlla tutto  in tempo reale” e  funziona un po’ come Reddit, salvo che, invece di limitarsi semplicemente a votare ‘’up’’ o ‘’down’’, gli utenti possono fare clic su “conferma” o “confuta”.

 

Le conferme e le confutazioni accompagnano ogni post in modo che quando il link viene condiviso sui social media, emerge anche il risultato del lavoro di factchecking.

 

In questo modo, anche se un link di Grasswire che si riferisce ad una falsa dichiarazione viene twittato o postato su Facebook, se il post è stato confutato tutti i retweet e i post successivi lo segnaleranno chiaramente.

 

Il co-fondatore e CEO Austen Allred dice che nelle prime due settimane dopo il lancio oltre 27.000 persone hanno ‘’lavorato’’ sui contenuti del sito.

 

Un esempio di come funziona. Un utente aveva postato una foto (terribile) di alcune donne uccise in un bagno, con una didascalia secondo cui le vittime erano state ammazzate da militanti dell’ ISIS a Ninive. Un utente ha però segnalato che quella foto era stata scattata in realtà in  un bordello di Baghdad, aggiungendo che chiunque fosse stato dietro quella carneficina l’ aveva fatta perché i titolari impiegavano delle bambine come prostitute. Il post ora appare con una grande scritta ‘’CONFUTATA’’.

 

Grasswire ha annunciato il lancio di  un’ app Android che invia notifiche agli utenti sui servizi in lavorazione: il sito – spiega Allred – ha messo a punto un algoritmo che avverte quando la quantità di attività su un articolo supera una certa soglia. Vuol dire che sta accadendo qualcosa di anomalo.

 

I social media – osserva Pandodaily – hanno fatto molta strada dal 2011 e raramente c’ è carenza di testimonianze su Twitter e Facebook. Ma i metodi di verifica non sono ancora bene a punto.
“Come vediamo in Russia e Ucraina, ci sono un sacco di stronzate e di propaganda, tanto che  foto scattate in Israele o a Gaza vengonofatte passare per immagini dell’ Ucraina”, dice Allred.
Finora Grasswire ha raccolto 50.000 dollari, ma ora sta cercando di realizzare un giro di ricavi più sostanzioso e Allred sta ipotizzando una serie di opzioni diverse.
“Abbiamo visto un buon interesse da parte di testate locali (…) e puntiamo anche sulla pubblicità. L’ obiettivo è continuare a dimostrare che il motore è affidabile e funziona, e aumentare la scala”.

 

Detto questo – commenta Holmes -, lanciare “un altro social network,” anche uno con una funzione unica e utile come Grasswire, non sarà facile. Nonostante i suoi difetti, Twitter è ancora la destinazione irrinunciabile per i ‘’drogati’’ di informazione. E anche Facebook, attraverso i contenuti generati dagli utenti, punta a diventarlo. Ma ci saranno sempre dei Reddit, dei nidi di vespe che pullulano di disinformazione e falsi.

 

E – conclude Pandodaily – se Grasswire apporterà qualche ritocco alla sua interfaccia utente e, forse ancora più importante, gestirà meglio la notifica delle notizie, non sarà troppo tardi per ritagliarsi una bella nicchia nel mercato dei lettori. Questo è particolarmente vero sul mobile dove il numero di persone che leggono informazione è in aumento. Anche se è nato da poche settimane, Grasswire è già uno strumento prezioso per giornalisti, ricercatori e per chi va a caccia di notizie. Ora, magari con l’ aiuto di un grande media partner, ha solo bisogno di trovare un modo per raggiungere il lettore medio.

 

(via Lelio Simi)

Leggi anche:

I commenti sono chiusi.