Un milione di firme per il pluralismo dei media in Europa

| 9 febbraio 2013 | Tag:, , , , , , , , , ,

Europa
Un milione di firme in almeno sette Paesi per difendere la liberta’ e il pluralismo dei media in Europa, sotto attacco dei poteri forti.

E’ l’ obiettivo dell’ Iniziativa europea per il pluralismo e la liberta’ dei media, presentata il 7 febbraio a Roma, che raccoglie oltre cento tra associazioni e organizzazioni della societa’ civile in tutta Europa.

 

Con il raggiungimento del milione di firme (raccolte a partire su moduli cartacei o su www.mediainitiative.eu), sara’ possibile – spiegano gli organizzatori – presentare una proposta di legge direttamente alla Commissione europea e fare in modo che i cittadini europei facciano sentire la propria voce, grazie allo strumento di democrazia diretta previsto dal Trattato di Lisbona. Firmatario numero uno del documento e’ stato Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo.

 

L’ iniziativa – spiega un servizio dell’ Ansa – chiede, in particolare, una legislazione efficace per evitare la concentrazione della proprietà dei media e della pubblicità, una garanzia di indipendenza degli organi di controllo rispetto al potere politico, che vale in particolare per i servizi pubblici radiotelevisivi, la definizione del conflitto di interessi per evitare che i magnati dei mezzi di informazione occupino alte cariche politiche, sistemi di monitoraggio europei più chiari per verificare con regolarità lo stato di salute e l’ indipendenza dei media negli Stati membri. Tutti aspetti, è  stato sottolineato durante la presentazione ai giornalisti, in cui l’ Italia spicca negativamente.

 

”Fino ad oggi le istituzioni europee sono rimaste immobili di fronte alla continua violazione della liberta’ d’informazione in diversi Paesi, a cominciare da Italia e Ungheria. Chiediamo un’Europa che sanzioni non solo i deficit di bilancio, ma anche e soprattutto i deficit di democrazia e liberta”’, ha dichiarato Lorenzo Marsili, portavoce europeo dell’ iniziativa.

 

A rincarare la dose c’e’ anche Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, secondo il quale ”bisogna colmare lo ‘spread’ di democrazia che c’ è nei vari Paesi e mettere mano alle leggi sull’ informazione che non sono compatibili con i diritti dell’uomo”.

 

”La nostra ambizione è mobilitare i cittadini per rivendicare l’ impegno delle istituzioni europee a sostegno dei diritti civili e delle libertà fondamentali, anche quando gli Stati li trascurano, come sempre più sta avvenendo. Aver avuto l’ ok dalla Commissione Europea non era scontato: finora non si era mai occupata del pluralismo. E anche per questo il panorama si è in parte deteriorato”, ha spiegato Tana de Zulueta, portavoce italiana.

 

Tra i membri del comitato promotore italiano figurano Fnsi, Articolo 21, European Alternatives/Alternative Europee, Liberta’ e Giustizia, Cgil, Arci, MoveOn Italia, Consiglio Italiano del Movimento Europeo-Cime, Libera Informazione, Caffe’ News, Associazione da Sud, Cittadinanzattiva, Societa’ Pannunzio, Irpi (Investigative Reporting Project Italy), Confronti e Fcei (Federazione chiese evangeliche).

 

Claudia Fascia– ANSA

 

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