Un altro quotidiano Usa abbatte il paywall, adottando la strategia ‘’premium’’

| 2 ottobre 2013 | Tag:,

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Mentre il Guardian registra una crescita dei ricavi pubblicitari online del 29%, mostrando che con i contenuti gratuiti ci si può sostenere, negli Stati Uniti un’ altra testata smantella il suo paywall.

 
Si tratta del Dallas Morning News, la seconda testata a farlo dopo il San Francisco Chronicle,  ammettendo di non essere riusciti a sollecitare un maggiore interesse da parte del pubblico.
Lo ha riferito lo stesso giornale, annunciando che dal 1°ottobre  i suoi contenuti tornavano ad essere di nuovo gratuiti per tutti i lettori.

 

Come il SF Chronicle – spiega Paidcontent –  il giornale di Dallas spiega che aggiungerà però nuovi servizi premium, come l’ accesso ad eventi o la personalizzazione dei contenuti.
 

Insufficiente  interesse per gli abbonamenti digitali

In un commento sul Morning, Jason Dyer,  chief marketing officer del giornale – che fa capo al gruppo AH Belo Corp. – è stato abbastanza schietto nella valutazione dei benefici del paywall, o meglio della loro carenza. A differenza di paywall successo in giornali come il New York Times , al Morning News questo sistema non ha generato molti ricavi.

 

“La soluzione a pagamento non ha funzionato – ha detto Dyer -. Il paywall non ha creato una massiccia ondata di abbonati [ digitali] ” .

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Il giornale ha adottato ora una strategia ‘’premium’’. I lettori che decideranno di pagare 11,96 dollari la mese, otterranno l’ accesso  a una “struttura informativa fortemente orientata sulle immagini, con un collage in stile display” delle notizie, ispirato ai contenuti che sui tablet offrono siti come  Flipboard o Pulse , e simile al nuovo sito Topicly che è stato recentemente lanciato dal Washington Post ( anche se in forma gratuita)

 

Il sito del Morning News non aveva neanche pubblicità insufficiente.
 

I lettori non vogliono pagare per le notizie online

 

Il direttore del giornale, Jim Moroney, ha spiegato che l’ esperienza fatta col paywall ha mostrato che ciò che i lettori erano disposti a pagare per non era il contenuto vero e proprio , ma la sua confezione, e cioè il giornale stampato . Quando abbiamo offerto online lo stesso contenuto – per un prezzo del 90 per cento inferiore al tasso medio degli abbonamenti alla carta, solo il 5% dei lettori ha mostrata interesse .

 

“Abbiamo capito che i lettori volevano pagare per la stampa. Ora , vogliamo vedere se ci sono lettori sufficienti che pagheranno per una esperienza digitale di alta qualità”.

 
Il Morning News spiega che oltre ad una esperienza di navigazione più visiva , i lettori che pagheranno per i contenuti premium potranno personalizzare il flusso che ricevono e avranno anche accesso a un ” programma fedeltà” di qualche tipo, che potrebbe includere l’ accesso a eventi e la concessione di biglietti per le partite di baseball.
 
Le prime reazioni alla nuova strategia non sono state però troppo calorose:

 

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