Twitter e la circolazione delle notizie

| 8 ottobre 2013 | Tag:, , , , , ,

twitter-logo
E’ determinante il ruolo di pubblico/consumatori/lettori nella distribuzione delle notizie dei quotidiani attraverso l’uso dei social media. La notizia, certamente non di poco conto, emerge al margine di un’ accurata analisi eseguita da alcuni ricercatori universitari.

 

La ricerca viene illustrata stamani da Pierluca Santoro nel suo blog “il giornalaio”.

 

Alcuni passaggi del testo tradotto e sintetizzato da Santoro sono a nostro avviso particolarmente importanti e vorremmo sottoporveli, come tante piccole cartine di tornasole dell’avvenuto  passaggio culturale, anche da noi, fra digitale e analogico:

 

<< Il pubblico ora ha la possibilità di esprimere la propria influenza, non solo come lettore di testi, ma anche come un pezzo fondamentale che decide quali notizie sono redistribuite e quali sezioni di notizie ottengono più attenzione attraverso i siti di social networking >>

Dunque ruolo attivo e partecipe dei lettori nella circolazione delle notizie. Eravamo arrivati a stento  (leggetela con la necessaria ironia, please) a considerare i “citizen journalism”, quali parte attiva nel processo di produzione delle notizie. Oggi arriva la dimostrazione scientifica che i lettori/produttori di notizie sono anche distributori delle medesime,non solo delle proprie, ma  anche di quelle dell’editoria mainstream.

 

<< In media il 5% degli utenti sono responsabili per il 50% dei collegamenti ad articoli di notizie … Esistono dunque dei “nodi”, delle persone, che sono centrali per rilevanza nella diffusione di informazione su Twitter >>

Fra il pubblico che legge/produce/distribuisce le notizie spiccano particolari figure: gli influencers.

 

<< Le condivisioni sui social network creano notorietà di marca, e costruiscono fiducia, grazie al passaparola online degli utenti sul valore del giornale >>

Ma tale meccanismo, giudicato da sempre in modo fortemente negativo dall’editoria mainstream  non storna lettori dalal massa di pubblico dei quotidiani più celebri anzi aumenta la loro notorietà.

E in tutto questo “marasma”quale potrebbe/potrà/può essere il ruolo del giornalista (?), forse meglio definirlo specialista dell’informazione (?).

 

<< Lo studio ha trovato una correlazione significativa tra le notizie trasmesse da “alimentatori automatici” e articoli di notizie che non sono riusciti a coinvolgere il pubblico sia a livello nazionale che in riferimento a ciascuna specifica notizia. Si tratta dell’evidenza che il processo non può, non deve, essere automatizzato ma necessita del “tocco umano”, probabilmente anche in termini di adattamento del titolo.>>

 

I commenti sono chiusi.