Si è fermata la crescita dei quotidiani su carta nei paesi emergenti: lettori in calo anche nel Bric

| 14 febbraio 2013 | Tag:, , , , ,

IndiaI dati della International Federation of Audit Bureaux of Circulation (IFABC) mostrano che il numero di lettori della carta stampata sta diminuendo in quasi tutte le maggiori economie. Le testate aderenti ad ABC in 23 paesi – spiega Themediabrifing – hanno venduto infatti mensilmente nel 2011 123,5 milioni di copie di quotidiani, circa 2 milioni in meno di quelle del 2010. Un calo dell’ 1,6%.
 

Secondo Themediabriefing, la ragione più plausibile dell’ inversione di tendenza anche nei mercati in sviluppo è nell’ aumento dell’ accesso a internet e soprattutto nella diffusione degli smartphone, che in molti paesi stanno portando internet per la prima volta a un gran numero di persone. L’ impatto della tecnologia smartphone rischia di accelerare il declino della lettura dei quotidiani ancora più rapidamente di quanto non abbia fatto in occidente. Il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno attraversato un’ era del pc, che le nazioni del BRIC ad esempio stanno saltando, diventando mobile-first

 

‘’La diffusione dei quotidiani è come il sole: cresce ad est e cala ad ovest’’, spiegava Christoph Riess, nell’ ottobre del 2011, presentando i dati 2011 di World Press Trend, l’ analisi annuale sull’ evoluzione della stampa e dell’ editoria nel mondo. E si continuava a pensare che, a livello planetario, la crescita dei lettori nelle economie emergenti (in particolare il BRICs e i next 11) potesse compensare il declino nella diffusione della stampa nel mondo avanzato.

 

Ma i dati ora dicono che non è così, e l’ inversione di tendenza si è affermata proprio nel 2011. Le statistiche della International Federation of Audit Bureaux of Circulation (IFABC), mostrano infatti che il numero di lettori della carta stampata sta calando in quasi tutte le maggiori economie.

 

Le testate aderenti ad ABC in 23 paesi – spiega Themediabrifing – hanno venduto ogni mese nel 2011 123,5 milioni di copie di quotidiani, circa 2 milioni in meno di quelle del 2010. Un calo dell’ 1,6%.

 

Tutti i paesi inclusi nelle statistiche registravano un calo della diffusione tranne Belgio, Brasile, Malesia e Usa (ma la Malesia aveva avuto una crescita dello 0,08%, pari a 3.000 copie).

 

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I mercati più penalizzati sono:

 

Romania: Tre testate addirittura hanno registrato un calo del 40%, per altre 5 la diminuzione della diffusion è stata sul 20% e solo un giornale, uno dei più piccoli del paese, Curierul National, si è attestato su un calo inferiore al 10%. IL media la perdita di copie è stata del 28%.

Spagna: Le testate che sono al secondo, terzo e quarto posto nella classifica delle vendite – El Mundo, Marca e Abc – hanno avuto un calo del 10%, mentre nella media la perdita di diffusione è stata del 7,8%. Il quotidiano più venduto, El Pais, ha perso solo 4.963 copie, pari all’ 1,3%.

Republica Ceca: La diffusion totale è calata dell’ 8,7% anno su anno – più di 107.000 copie in meno. Il ventaglio delle perdite va da un minino del 5% a un massimo del 13,7%.

 

Certo – aggiunge Themediabriefing – la Spagna è uno dei paesi occidentali più sviluppati e ci si poteva aspettare un calo della diffusion anche a causa della crisi economica europea, che tocca anche Romania o Serbia.

 

Ma quello che forse preoccupa di più per il futuro globale dei quotidiani su carta è che la Cina è al quinto posto fra i paesi che hanno registrato il maggiore calo. Visto che in un anno, dal 2010 al 2011, la diffusione è scesa di più di mezzo milione di copie.
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Il cambiamento della tendenza si è verificato solo negli ultimi anni. Tra il 2008 e il 2009 tre dei cinque maggiori quotidiani cinesi monitorati da ABC erano cresciuti, determinando un aumento globale della diffusione nel paese di oltre 33.000 copie.

 

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Dati allarmanti anche in India, come si vede dalla tabella. Se si confronta la diffusione fra il 2008 e il 2011 si registra un auemento di 3,9 milioni di copie vendute, con una vendita complessiva delle testate aderenti ad ABC pari a 39,5 milioni.

 

Ma, se si guarda ai dati relativi solo al 2010/2011 la diffusione cala per la prima volta dal 2008. La perdita è solo di 220.000 copie, ma questa diminuzione relativamente modesta – secondo l’ articolo – maschera qualche seria difficoltà. Il quotidiano hindi  Dainik Bhaskar ha visto la sua diffusione più che dimezzata – con più di 1 milione di copie tagliate via. Ma sembra che la crescita del mercarto indiano dei quotidiani sia in realtà in fase di stallo.

 
USA: non bene come potrebbe sembrare

 

Curiosamente ABC registra negli Stati Uniti una crescita della diffusione dei quotidiani , che potrebbe sembrare incoraggiante, ma non lo è globalmente per tutto il paese. L’ incremento totale di più di 116.000 copie – pari al 3,2% – per i tre quotidiani registrarti da ABC è dovuto interamente al New York Times, la cui diffusione è cresciuta di 119.000 fra il 2010 e il 2011. Nello stesso tempo però le 33.000 copie perse dal Washington Post cancellano le 30.000 copie di aumento del Wall Street Journal.

 

Tuttavia, se si guarda più indietro, confrontando la diffusione fra il 2008 e il 2011, anche quel grosso ‘’colpo’’ del NYT nel 2011 non può nascondere un calo netto di più di 57.000 copie nei tre giornali.

 

Inoltre, Usa Today, che non è stato segnalato dalle statistiche di ABC nel 2011, fra il 2008 e il 2010 aveva perso quasi 440.000 copie in soli due anni. Se fosse rientrato fra i dati di ABC, è probabile che i suoi decrementi avrebbero spinto la diffusione delle quattro testate nel 2011 in zona negativa, nonostante i guadagni al New York Times.

 

 

Brasile: frammentazione e volatilità

 

Il Brasile offre una storia ancora più complessa rispetto agli Stati Uniti, in parte perché la sua industria dei quotidiani  è estremamente frammentata. Ci sono 73 diverse testate che fanno capo alla ABC in Brasile – molte sono varianti regionali dello stesso titolo – e la diffusione singola più elevata supera a stento le 300.000 copie. La diffusione totale in tutte quelle testate  è comunque aumentata del 3,5%

 

Tra il 2010 e il 2011, 44 di questi giornali hanno riportato tassi in aumento, mentre per il resto si registravano cali di vario peso.

 

 

Conclusioni

 

E ‘difficile definire con precisione la causa precisa di questo declino globale dei lettori di quotidiani. Anche se la ragione più plausibile nelle economie dei paesi sviluppati ed emergenti è l’ aumento dell’ accesso a internet e la diffusione degli smartphone.

 

Ora, nei mercati in via di sviluppo gli smartphone stanno portando internet per la prima volta a un gran numero di persone. Ciò suggerisce che, a livello internazionale, – osserva The media briefing – l’ impatto della tecnologia smartphone rischia di accelerare il declino della lettura dei quotidiani ancora più rapidamente di quanto non abbia fatto in occidente. Il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno attraversato un’ era del PC, che le nazioni del BRIC ad esempio stanno saltando, diventando mobile-first.

 

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