Sempre più giornalisti si sentono ‘’digital first’’

| 14 giugno 2013 | Tag:, , , , , , ,

OriellacopUn numero crescente di giornalisti nel mondo si considerano  ‘’digital first’’ e vedono i social media come una parte importante del loro lavoro.

 

Lo ha accertato una  Ricerca sul giornalismo digitale svolto da Oriella PR, un network internazionale che riunisce 16 agenzie di comunicazione, attraverso un sondaggio compiuto interpellando 553 giornalisti di 15 paesi.

 

Come segnala  Paid Content,

- il 59% dei giornalisti coinvolti nello studio hanno usato twitter nel 2013, contro il 47% del 2012;

- l’ uso di Twitter è molto alto nei paesi di lungua inglese, mentre solo un terzo dei giornalisti tedeschi, invece, hanno un account su Twitter.

 

Ecco qui sotto (sempre da Paidcontent) il grafico della relativa popolarità dei social media digitali:

 

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Qui sotto invece una tabella illustra il modo con cui varia nei diversi paesi l’ uso dei social media. Paidcontent invita a rilevare la differenza fra Francia e Germania.

Da notare – aggiungiamo noi – anche la distanza fra la Francia e l’ Italia, dove l’ uso di Twitter è un po’ più elevato che in Germania, ma dove l’ uso di blog personali e di Google+ è molto meno rilevante.

 

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Altri dati:

 

- Il citizen journalism non è particolarmente apprezzato: solo un quinto degli intervistati ha detto infatti che esso ha la stessa credibilità di quello delle testate mainstream.

- Il 39% dei giornalisti si ritiene ‘’digital first” contro il 61% che si vedono come giornalisti della carta stampata.

- Il 34% dei giornalisti intervistati sostiene che i media digitali hanno migliorato la qualità del lavoro, mentre il 32% ammette di avere delle difficoltà a stare al passo con l’ evoluzione dei social media.

 

Primaonline pubblica un documento e una infografica in cui viene illustrato come stanno cambiando i business editoriali, le modalità di reperimento delle fonti giornalistiche e gli atteggiamenti del pubblico nei confronti della stampa tradizionale.

 

La ricerca è stata compiuta su giornalisti di Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Spagna, Svezia, U.K. e U.S., con una media di 37 giornalisti per ciascun paese.

 

Il Rapporto integrale comunque è consultabile qui.

 

 

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