La ‘’guerra dell’ Iva’’ in Francia: gli editori digitali, ‘’lo Stato è fuorilegge’’

| 21 dicembre 2013 | Tag:, ,

SpiilSi intensifica il conflitto fra lo stato francese e gli editori digitali dello Spiil (il Syndicat de la presse indépendante en ligne) sulla questione della disparità di regimi Iva per la carta (2,1%) e il digitale (19,6%). Qualche giorno fa il fisco d’ Oltralpe ha infatti contestato a tre membri dell’ associazione di aver violato le norme e lo Spiil ha protestato vivacemente: ‘’E’ lo stato ad essere fuorilegge!’’

Alla fine , una delegazione è stata ricevuta al ministero della cultura e i tre ministri presenti hanno assicurato che verrà presto fissata una riunione per fissare il calendario di un tavolo di lavoro.

 

 

Insomma, il meccanismo è analogo a quello italiano (4% di Iva per la carta, contro il 22% per l’ online), comprese le promesse dei ministri (in questo caso Flavio Zanonato).

 

A Parigi, ai ministri Aurélie Filippetti (cultura e comunicazione), Fleur Pellerin (economia digitale) e Bernard Cazeneuve (bilancio), lo Spiil – rappresentato dal suo presidente, Maurice Botbol (Indigo publications) – ha spiegato che l’ associazione non contesta, evidentemente, il principio generale dei controlli fiscali, ma ‘’il motivo illegittimo di quei controlli, che puntano a far applicare un’ Iva discriminatoria al 19,6%’’.

 

Non sono i suoi aderenti ad aver compiuto una infrazione – spiega una nota dello Spiil   – ma la legislazione francese che non ha ancora cancellato la discriminazione.

 

Nel febbraio scorso, il sindacato aveva pubblicato uno studio in cui veniva spiegato dettagliatamente come la Corte di giustizia dell’ Unione europea avesse sviluppato in oltre 10 anni una giurisprudenza ‘’molto chiara’’ in materia, culminata nella sentenza Rank del 10 novembre 2011 che aveva condannato il Regno unito per non aver rispettato il principio della neutralità fiscale.

 

La sentenza stabilisce in maniera molto argomentata che a prodotti ‘’sostituibili’’ va applicato lo stesso regime di Iva. Ed è evidente che il supporto digitale è ‘’sostituibile’’ a quello cartaceo.

 

 

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