L’ atomizzazione dell’ articolo, nel ‘mobile’ cambia la forma della costruzione giornalistica

| 9 agosto 2013 | Tag:, , , , ,

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“Atomizzazione” dell’articolo. E’ il procedimento adottato da Circa, la startup pensata per fare un nuovo tipo di informazione su dispositivi mobile, a cui Lelio Simi ha dedicato un ampio articolo sul suo blog, Senzamegafono, che riprendiamo su Lsdi.

 

‘L’ idea alla base di Circa è quella di ripensare alla forma articolo come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi e di ridurlo nei suoi elementi fondamentali: i fatti, le statistiche, le citazioni, i contenuti media (immagini, mappe) pensandoli come singoli ‘atomi’.

L’obiettivo è quello di costruire un formato molto più compatto e leggero  perché privo di quelle ridondanze e ripetitività tipiche dell’articolo ‘classico’. Il risultato dovrebbe essere quindi più facilmente (e rapidamente) consultabile per il lettore e la sua attenzione è catturata da pochi elementi autonomi tra di loro’’.

 

Circa e le nuove idee per l’informazione “mobile first”

di Lelio Simi

(Senzamegafono.com)

 

Nel precedente post accennavo a David Cohn e alla sua nuova avventura a Circa la startup pensata per fare un nuovo tipo di informazione su dispositivi mobile. Lanciata lo scorso ottobre e ancora in fase di sviluppo la piattaforma viene presentata in giro per il mondo, a fine giugno ad esempio Cohn era a Parigi in occasione del Global Editors Network Conference. David è sicuramente molto bravo a comunicare e soprattutto a creare molta attenzione attorno a sé: in quell’occasione ad esempio firme autorevolissime come Frédéric Filoux o Mathew Ingram gli hanno dedicato molto spazio, ma in particolare segnalo una interessante intervista a firma di Ciara Byrne per Co.Create, l’ottimo nuovo sito di Fast Company, dove emerge la filosofia alla base di questa nuova piattaforma.

 

Ecco, ma cosa è Circa? È un aggregatore di notizie (ma il termine per i responsabili è assolutamente limitativo) pensato a misura dei pollici dello schermo di uno smartphone (l’app è oggi disponibile solo per iPhone, ma dal prossimo autunno è annunciato l’ingresso anche nel market Android) il cui processo di selezione e cura dei contenuti è totalmente “umano” (no algoritmi, quindi).  E fino a qui niente di clamorosamente nuovo, ma guardando gli investitori, il management e lo staff coinvolto il sospetto che qualcosa di più ambizioso possa esserci viene naturale.

 

Per esempio: del progetto oltre a Cohn fanno parte gli altri co-fondatori Arsenio Santos, Matt Galligan , Ben Huh (sì proprio lui, l’ideatore del network Cheezburger, che ha raccolto per l’occasione 750mila dollari) e uno staff composto da una quindicina di persone nelle quali si trovano un bel po’ di professionalità di primo piano: da Adrian Holovaty – il papà di Chicago Crime Map e uno dei creatori di Django (uno dei framwork web di riferimento per sviluppo di app) – ad Anthony De Rosa che ha lasciato il ruolo di social media editor in un colosso come Reuters per imbarcarsi in questo nuovo progetto (a proposito di De Rosa: è assolutamente da leggere questa lunga intervista che ancora quelli di Co.Create gli hanno fatto proprio su questa sua nuova avventura). E in questo elenco di nomi non possono essere dimenticati quelli di David “Tumblr” Karp e Dave “Path” Morin che spiccano nell’eccellente lista di investitori del progetto.

 

Ecco, in attesa di vederne gli sviluppi mi sembra abbia valore riprendere, dagli articoli che ho appena citato, tre passaggi chiave che descrivono la filosofia di Circa che mette in gioco alcune idee molto interessanti e nuovi approcci (magari un po’ teorici) che sarà interessante vedere alla prova dei fatti: nuovo modo di pensare alla “forma” dell’articolo, possibilità di seguire le notizie come in un social network e scelte di utilizzare tecnologie e programmi molto innovativi. Ma procediamo con ordine:

 

“Atomizzazione” dell’articolo.

 

Si parla molto (e da molto tempo) di trovare una forma specifica per le news nel formato digitale, ma di fatto la loro scrittura segue ancora la struttura dell’articolo del “vecchio” giornale di carta (titolo, incipit e sviluppo in paragrafi con opinioni immagini, dati raggruppati in un unico “corpo”, come in fondo anche questo stesso pezzo che state leggendo). L’idea alla base di Circa è quella di ripensare alla forma articolo come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi e di ridurlo nei suoi elementi fondamentali: i fatti, le statistiche, le citazioni, i contenuti media (immagini, mappe) pensandoli come singoli “atomi”. L’obiettivo è quello di costruire un formato molto più compatto e leggero  perché privo di quelle ridondanze e ripetitività tipiche dell’articolo “classico”. Il risultato dovrebbe essere quindi più facilmente (e rapidamente) consultabile per il lettore e la sua attenzione è catturata da pochi elementi autonomi tra di loro.

L’idea come ricorda lo stesso Cohn non è nuova anzi, ha le sue origini in quello che affermava già nel 1997 Jeff Jarvis quando teorizzando un giornalismo “object-oriented” esortava nei suoi articoli a “pensare alle notizie nello stesso modo che i programmatori pensano il codice, o gli scienziati pensano gli atomi”.

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La redazione lavora nel raccogliere articoli dalle fonti disponibili in rete, per poi scomporli negli elementi essenziali e organizzarli in un nuovo formato non aggiungendo, di proprio, opinioni o analisi: “Non stiamo facendo narrazioni. Questo non vuol dire che non vi sia alcun valore nelle narrazioni. È solo che non è lì che stiamo puntando il nostro valore” dicono a Circa.

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Segui il flusso della notizia senza “amnesie”.

 

Il risultato di tanta essenzialità sono per il momento una produzione di circa 40-60 notizie ogni giorno e soprattutto 70/90 aggiornamenti, perché la caratteristica più apprezzata di Circa, scrive Filloux è il modo nel quale riesce a seguire le notizie. Ovvero una volta superata la forma classica dell’articolo non sei più obbligato – di fronte a degli aggiornamenti di cui dover rendere conto ai tuoi lettori – a dover scrivere un nuovo articolo che riparta da capo per presentarli (le “news amnesia” le chiama Cohn), ma basterà collegare allo stream della storia correlata i singoli elementi che aggiornano l’informazione (un nuovo fatto o statistica o un’immagine).

Così ogni volta che si accede alla app si viene avvertiti delle ultimi aggiornamenti delle notizie che abbiamo seguito (e di cui l’applicazione ovviamente tiene traccia): “Quello che facciamo è dire ‘Ecco il fatto più recente e questa è la storia a cui appartiene’. Può darsi che quel fatto appartenga a due storie. E allora lo indirizzeremo verso tutte e due le storie”, precisa ancora Cohn.

 

La tecnologia è l’organizzazione delle informazioni.

 

Ovvero gli editori online devono essere per metà delle media company e per metà delle tech company perché “Il modo in cui la tecnologia organizza l’informazione non è neutro. Il modo in cui la tecnologia viene organizzata cambia la natura stessa delle notizie”. Ricorda molto quello che dicono i responsabili di Quartz (una delle case history più interessanti del momento di cui ho già parlato): “Sappiamo che il futuro dell’informazione sarà scritto in codice”. Bene, anche a Circa sembrano decisamente su questa linea anche quando affermano che “ci siamo immaginati un GitHub per le notizie”.

 

Il CMS, il programma per la gestione dei contenuti è ottimizzato per le breaking news che sono la tipologia di notizie sul quale è improntata la linea editoriale e il lavoro della redazione (uno dei primi importanti banchi di prova per lo staff è stato l’attentato a Boston). E in futuro l’idea è quella di non utilizzare solo articoli altrui (“citation” nel gergo di Circa) ma anche di produrre notizie da fonti primarie.

 

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In conclusione: non so se Circa rappresenterà davvero un punto di svolta per l’informazione online come sembra promettere uno dei claim del progetto: “news, re-imagined”. Per farlo deve ancora fare un bel po’ di strada, la sua sfida è tutta ancora da vincere. Soprattutto perché c’è da costruire una base solida di lettori più rapidamente possibile e il modello di business ha molti punti ancora da definire (per il momento niente banner o contenuti sponsorizzati che altererebbero la compattezza e pulizia del tutto. App a pagamento? “Forse in futuro, vedremo”).

 

In generale però è molto interessante notare come alcune delle migliori esperienze nel campo dell’informazione “mobile oriented” (oltre a Circa penso soprattutto a Quartz) stiano dimostrando che è sempre più necessario progettare rischiando nuove idee nell’organizzazione degli elementi fondamentali del lavoro giornalistico: ad esempio, nella gestione degli elementi base dell’articolo così come nell’organizzazione delle aree tematiche nei quali inserire i singoli articoli (che è qualcosa di decisamente diverso che fare semplicemente una app del proprio sito di news “carina a vedersi”). D’altronde servono scelte di campo precise e linee editoriali coerenti a queste scelte che tengano conto di approcci alla lettura completamente diversi. L’alternativa è trasferire semplicemente – tale e quale o bene che vada con qualche ottimizzazione grafica – quello che già si fa su altre piattaforme: ovvero lo stesso errore che è stato fatto in passato nel passaggio carta-online (e che per molti versi continua tutt’oggi a essere perpetrato).

 

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