Insegnare il giornalismo con i newsgames?

| 5 settembre 2013 | Tag:, , , , , , , ,

RepubliaTimesI  newsgames possono davvero insegnare qualcosa? Un’ analisi più da vicino di questo fenomeno porta – per ora – a dire che essi rappresentano una nuova e stimolante forma di comunicazione e, in alcuni casi, di apprendimento. La loro forza sta nella loro capacità di coinvolgere il giocatore in modo attivo.

Non saranno, molto probabilmente, il futuro e unico metodo di insegnamento del giornalismo, ma possono rappresentare spunti estremamente interessanti anche per l’insegnamento: l’importante, ovviamente, è saperli contestualizzare.

 


di FABIO DALMASSO

 

 Il giornalista del futuro sarà un esperto di videogames, cresciuto a pane e console, che avrà appreso i rudimenti del mestiere giocando con specifici video giochi, i newsgames? Davvero i newsgames possono insegnare qualcosa?

 

 “The Republia Times”

 

Uno degli ultimi esempi di questo genere di videogame è The Republia Times, un videogioco on-line in cui, come illustrato da Pier Luca Santoro, ci si può immedesimare nel ruolo di un caporedattore impegnato a dare alle stampe il giornale nonostante una situazione storico-sociale non certamente idilliaca. Il giocatore – giornalista, infatti, deve riuscire a compilare le pagine, attraverso il classico click and drop, mentre la popolazione, e quindi i lettori, sono fortemente ostili al governo e cercano di dimenticare la guerra appena terminata.

 

“Inizialmente – come scrive Santoro – il compito è quello di editare il giornale in modo da migliorare la percezione delle persone verso lo status quo. Per assicurarsi che questo avvenga vostro figlio e vostra moglie sono tenuti in ostaggio. Ottenuto questo obiettivo dovrete mantenere la base di lettori fidelizzandoli ed accrescerla numericamente”.

 

Nonostante la grafica estremamente semplice e spartana, il gioco può fornire alcuni spunti interessanti per capire meglio il mondo dei newsgames, apprezzandone gli aspetti positivi e sottolineando, contemporaneamente, le forti limitazioni.

 

Vero giornalismo?

 

The Republia Times è, come esso stesso viene presentato, un gioco ispirato alla realtà: esso, infatti, non è una vera e propria riproduzione della realtà giornalistica, bensì una sorta di racconto che va creandosi a mano a mano che si gioca. Il giocatore–giornalista, quindi, sa bene (o si spera che lo sappia) che il videogames in cui si sta cimentando non è la realtà, non una simulazione del vero lavoro di redazione.

 

È molto importante sottolineare questo aspetto soprattutto se si tiene conto della situazione descritta in precedenza: il caporedattore di The Republia Times non si trova libero di decidere autonomamente quali articoli inserire, dove sistemarli nella pagina e quanto risalto dare ad ognuno di essi. Egli, infatti, si trova in una forzata posizione di lealtà governativa che, in teoria, non è propria del vero giornalista, romanticamente idealizzato come il professionista indipendente e con la schiena dritta. Ma questo aspetto potrebbe far parte di quelle libertà che il gioco in quanto tale si può prendere per rendere più avvincente e stimolante l’azione dell’utente.

 

Coinvolgenti
NewsGames Ma rimane il quesito di fondo: può un videogioco simile essere realmente utile per capire i meccanismi del giornalismo? Il dubbio non è di facile soluzione e, come spesso accade, si sono create due scuole distinte e contrapposte che vedono nei newsgames o un semplice genere di videogioco o un mezzo utile per la formazione dei futuri giornalisti.

 

Una posizione, quest’ultima, che prende piede soprattutto dopo il 2010 con la pubblicazione del libro Newsgames: journalism at play, scritto da Ian Bogost, professore associato al Georgia Institute of Technology, Simon Ferrari e Bobby Schweizer, due ricercatori della stessa università. Gli autori, senza troppe remore, dicono che i videogames possono rappresentare una nuova strada per fare del buon giornalismo: “I videogames sono dei mondi naturali per i ‘nativi’ digitali. I giochi simulano come funzionano le cose e il giornalismo fatto attraverso di essi sarà molto più coinvolgente”.

 

Esempi sbagliati

 

Newsgames2 Un entusiasmo che però, se non si presta attenzione, rischia di mettere nello stesso calderone elementi tra loro diversi e assolutamente distanti: The Republia Times, con tutti i difetti che può avere, è ovviamente ben diverso da videogames come Giulia Passione Giornalista, che “consente alle giocatrici di intraprendere una vera e propria carriera giornalistica. Si comincia come cronista di una testata locale per diventare alla fine del gioco una inviata internazionale e conduttrice di un proprio programma televisivo”. In questo caso, è evidente, siamo in presenza di un gioco vero e proprio, e non di una simulazione, destinato a un target ben preciso, bambine cioè dai 7 ai 12 anni.

Giulia Passione Giornalista non ha quindi nessuna pretesa di rappresentare esattamente il mondo del giornalismo, ma si limita a far interpretare all’eroe del gioco, cioè Giulia, un ruolo all’ interno di una narrazione, esattamente come le giocatrici possono fare negli altri videogiochi della serie dove Giulia può essere arredatrice, ballerina, dottoressa e varie altre professioni.

 

Funzione educativa?

 

Sgomberato il campo da possibili equivoci, torniamo dunque alla domanda fondamentale sui newsgames: hanno o no un potenziale educativo?

 

Alcuni esempi di newsgames farebbero propendere per il si: il primo newsgames prodotto dalla Editora Abril, Brasile, si chiamava CSI – ciência contra o crime  e vedeva il giocatore applicare vari metodi di indagine per portare a termine un’inchiesta. Intuito il potenziale dei newsgames, la Abril ha realizzato altri importanti progetti, come Jogo da Máfia o Filosofighter, mentre altri giochi, come Darfur is Dying o NarcoGuerra hanno portato i giocatori a confrontarsi con situazioni di crisi internazionali.

 

Newsgames3

 

 

Altro esempio molto interessante è On the Ground Reporter: Darfur, un videogame che permette al giocatore di ripercorrere l’iter necessari per raggiungere la nazione africana, dalla valutazione dei confini più adatti per entrare alla ricerca di un interprete per muoversi tra la popolazione locale.

 

I newsgames sono quindi utili? Si può dire che rappresentano una nuova e stimolante forma di comunicazione e, in alcuni casi, di apprendimento: anche il semplice The Republia Times, infatti, può avvicinare il giocatore ai meccanismi di base del giornalismo, come l’importanza della scelta della notizie e dell’impaginazione di una pagina, sempre, ovviamente, ricordando i limiti e le critiche del gioco stesso.

 

La forza dei newsgames risiede, forse, proprio nella loro capacità di coinvolgere il giocatore in modo attivo all’interno di una storia basata sulle notizie e sulla trasmissione delle stesse. Non saranno, molto probabilmente, il futuro e unico metodo di insegnamento del giornalismo, ma possono rappresentare spunti estremamente interessanti anche per l’insegnamento: l’importante, ovviamente, è saperli contestualizzare.

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