Il giornalismo attira molto gli psicopatici

| 5 gennaio 2013 | Tag:,


Un libro recente –  The Wisdom of Psychopaths: What Saints, Spies, and Serial Killers Can Teach Us About Success –  segnala che alcune attività professionali attirerebbero gli psicopatici in misura maggiore rispetto alle persone  ‘normali’. I media – soprattutto televisione e radio – sono al terzo posto della classifica e l’ attività specifica di ‘’giornalista’’ è al sesto posto.

 

 

Ma attenzione, media e giornalisti sono in buona compagnia: al primo posto c’ è il ruolo di amministratore delegato (CEO) e al secondo quello di avvocato, come si vede nella tabella.

 

Secondo Kevin Dutton, l’ autore del saggio –  spiega Mediabistro – alcuni attributi della psicopatia sarebbero di fatto più comuni fra i dirigenti di azienda che non, ad esempio, fra i cosiddetti ‘disturbed criminals’: in particolare alcune caratteristiche tipiche degli psicotapici, come fascino superficiale (superficial charm), egocentrismo, capacità di persuasione, mancanza di empatia, ecc.

 

Un’ altra ricerca indica che fra gli adolescenti italiani il giornalista è la figura che registra la percentuale maggiore di diffidenza.

 

Come segnala Raffaele Mastrolonardo  , una  ricerca della Società italiana di pediatria ha appurato che alla domanda “ci si può sempre fidare delle seguenti figure?”, appena il 13 % dei ragazzini intervistati risponde positivamente per quanto riguarda i giornalisti. Peggio sono messi solo i politici, che arrivano addirittura al 2,9% di affidabilità, come si vede dalla tabella qui sotto.

 

 

Il dato preoccupa, ovviamente – commenta Mastrolonardo -. I ragazzini di oggi sono gli adulti di domani e non si vede perché, domani, dovrebbero comprare i prodotti e i servizi di un settore i cui esponenti non ritengono credibili. Ma il dato fa anche sorridere. Difficile non sogghignare almeno un poco pensando che i giornalisti – che spesso (e con ragione) rampognano la “casta” e discettano della scarsa credibilità della politica – sono (siamo) agli occhi dei ragazzi appena poco sopra di loro (e comunque molto sotto tutti gli altri). Dall’angolo di visuale degli adolescenti il quarto potere che rampogna bacchetta la classe politica rischia, insomma, di assomigliare tanto al bue che dà del cornuto all’asino.

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