Giornalisti: il problema del precariato arriva in Commissione europea

| 20 novembre 2013 | Tag:, ,

precari
Fare luce sulla crescente situazione di precariato giornalistico in Italia e costituire una ‘’commissione d’ inchiesta speciale per avviare un monitoraggio serio e concertato sul lavoro autonomo in campo giornalistico nei diversi stati europei’’.

Sono le due richieste al centro di un’interrogazione alla Commissione europea presentata oggi a Bruxelles da 19 eurodeputati italiani, e che in parte di basa sui dati contenuti nel recente Rapporto di Lsdi sulla professione giornalistica in Italia (‘’Il paese dei giornalisti’’).

 

I parlamentari* spiegano che in Italia la situazione ‘’vede gran parte dei lavoratori dell’informazione, collaboratori esterni e freelance, costretti a condizioni di lavoro e trattamenti economici inaccettabili’’. E rilevano – spiega l’ AgenParl in una nota –  come “attualmente i giornalisti ‘autonomi’ superino quelli ‘dipendenti’ e i primi abbiano retribuzioni medie equivalenti al 18% del salario medio annuo dei secondi. Si parla di un reddito medio lordo annuo di 12.810 euro per le partite Iva, cifra che cala a 8.973 per i co.co.co, come si evince dai dati della gestione separata dell’Inpgi, la cassa previdenziale di categoria”.

 

“In termini materiali- è specificato nell’interrogazione- significa che un articolo di un cronista su un quotidiano può ‘valere’ anche cinque euro lordi”.

 

Nel documento vengono quindi riportati i dati del rapporto Lsdi secondo cui  “6 giornalisti attivi su 10 svolgono un lavoro autonomo e la retribuzione media di un autonomo varia dai 9.000 ai 12.800 euro lordi all’anno (con spese, contributi e rischi a carico), e si rileva che il 53% di questa popolazione percepisce un reddito annuo al di sotto dei 5.000 euro”.

 

BerlatoSergio Berlato (Ppe), promotore della interrogazione, commenta: “E’una situazione grave che un paese civile come il nostro non può certo permettersi, e per questo abbiamo ritenuto necessario far luce a livello comunitario per capire innanzitutto se sia un’ anomalia solo italiana e per cercare di trovare soluzioni che restituiscano dignità a questa professione e a chi la esercita”.

 

“Ricordiamoci- conclude il deputato europeo- che tutto ciò porta inevitabilmente i lavoratori a una mancanza di autonomia ed indipendenza che il mestiere richiederebbe, e ciò non può non incidere negativamente sul prodotto fornito abbassando il livello di qualità della stessa informazione”.

*L’ interrogazione, oltre a quella di Berlato, porta le firme di Roberta Angelilli (vicepresidente del Parlamento europeo), di Giovanni La Via (presidente della delegazione Ncd/Ppe al Parlamento europeo), degli esponenti di Fi/Ppe Paolo Bartolozzi, Fabrizio Bertot, Lara Comi, Elisabetta Gardini, Barbara Matera, Aldo Patriciello, Crescenzio Rivellini, Licia Ronzulli, e dei deputati Alfredo Pallone (Ncd/Ppe), Magdi Cristiano Allam, Mara Bizzotto (Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia), Susy De Martini, Cristiana Muscardini, (Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei), Clemente Mastella (Udeur) e Marco Scurria (Fratelli d’Italia).

I commenti sono chiusi.