El Paìs diventato ormai ‘’solo un media golpista fra i tanti’’

| 26 gennaio 2013 | Tag:, , , , , , ,

Chavez Una falsa foto di Chavez morente pubblicata in prima pagina senza alcuna verifica ha costretto El Pais a ritirare dalle edicole parte della diffusione del quotidiano cartaceo e a bloccare l’ edizione online.

Oltre che un grosso infortunio editoriale e una evidente violazione dei principi elementari di  etica professionale, la vicenda, secondo Gennaro Carotenuto – che in passato ha lavorato a quel giornale – confermerebbe  come El Pais, testata progressista che nel 1978 aveva contribuito a sventare il golpe Tejero a Madrid, sia diventato ora solo ‘’un media golpista fra i tanti’’.


‘’Questa volta hanno dovuto ammettere il falso. Hanno dovuto ammettere di non aver fatto alcuna verifica. Hanno dovuto ammettere di aver mancato a qualunque etica professionale’’, commenta Carotenuto, spiegando che la foto proverrebbe da un video presente su Youtube fin dal 2008.

 

Alla ‘’operazione di sicariato mediatico’’, secondo Carotenuto, si aggiungerebbe ‘’l’ infamia’’ di ‘’sbattere in prima pagina la foto di un uomo in fin di vita’’.

 

‘’Qualcuno potrà spacciare il caso per un infortunio, lo fa El País stesso, ma – sostiene Carotenuto –  la filigrana della jpg e quella prima pagina che è già un oggetto da collezione per la storia del cattivo giornalismo, malcela la soddisfazione per il presunto scoop che il quotidiano madrileno ha provato a imporre all’opinione pubblica nella presunzione di farla franca come sempre’’.

‘’ Per chi ha in questi anni studiato con attenzione la continua overdose di disinformazione al preciso scopo di destabilizzare i governi democraticamente eletti del Venezuela, della Bolivia, dell’Ecuador, dell’Argentina e di altri paesi latinoamericani che hanno osato distanziarsi dall’ortodossia neoliberale e dal fare da passacarte per gli interessi di multinazionali iberiche come Repsol, Unión Fenosa, BBVA, Santander, Telefónica eccetera, quella di stanotte è solo l’ennesima conferma che i giornali mainstream sono in crisi (Il «grupo Prisa», del quale «El País» fa parte, ha licenziato in ottobre un terzo dei dipendenti) perché hanno scelto di asservirsi a interessi alieni a quelli dei loro lettori.

La crisi dei giornali non è economica, è innanzitutto etica. Solo profonde riforme dei sistemi mediatici, che redistribuiscano il potere d’informare democratizzandolo, sul modello della Ley de medios argentina, la più avanzata al mondo, possono ancora salvare quel che resta della credibilità del “quarto potere”.

 

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