Dall’ informazione come ‘lezione’ all’ informazione come conversazione; la ”News (paper) Revolution”

| 27 gennaio 2013 | Tag:, , , , , , ,

Lisiero

“I consumatori vorranno sempre più utilizzare la natura interattiva di Internet per partecipare direttamente allo scambio delle notizie e delle idee. L’ informazione come lezione sta lasciando spazio all’ informazione come conversazione”, T. Curley.

 

Inizia con questa citazione l’ ultima sezione di “News(paper) Revolution” libro su ‘’l’ informazione online al tempo dei social network’’, come recita il sottotitolo, in vendita da soli tre giorni del quale sia era già parlato in questi spazi per l’interessante campagna di pre lancio del volume attraverso Instagram a testimonianza di come l’ autore,  Umberto Lisiero, abbia un’estrazione non soltanto giornalistica ma anche di marketing e comunicazione.

 

di Pier Luca Santoro

 

“News(paper) Revolution” è un saggio sulle modalità di approccio dei quotidiani alla Rete, di cui ne ripercorre le evoluzioni dalle primissime sperimentazioni degli anni novanta ad oggi, su alcuni dei tratti distintivi del Web, a cominciare ovviamente da multimedialità ed interattività, e sul modo con il quale vengono utilizzati i social network da i feed RSS a Twitter e Facebook passando per Instagram e Reddit.

 

Il volume è suddiviso in cinque sezioni. La prima introduce il lettore alle nuove tecnologie della comunicazione ed all’impatto che queste hanno per il giornalismo ed i giornali. La seconda traccia una cronistoria del giornalismo online dalle primissime sperimentazioni pionieristiche negli Stati Uniti nella prima metà degli anni novanta all’ultimo lustro caratterizzato dalla diffusione delle notizie sempre più dettato dal ritmo della Rete e dei social network. Interessanti ed ampie le informazioni sulla realtà italiana dalla scoperta di Internet con il lancio nell’estate del ’94 della prima versione online dell’ «Unione Sarda»  ai “big four” dell’informazione elettronica del nostro Paese.

 

Il terzo capitolo si concentra sul ruolo del giornalista, dell’editore e sulla nuova struttura redazionale che il Web richiede. La quarta sezione espone tutte le caratteristiche salienti di un quotidiano online analizzando con buon dettaglio i suoi elementi, dalla home page alle community,  fornendo anche un approfondimento sulle nuove forme di pubblicità ed i servizi a valore aggiunto che i quotidiani online possono pensare di offrire per incrementare i loro ricavi.

 

Il quinto ed ultimo capitolo analizza gli sviluppi futuribili del “quarto potere” e le forme complementari al giornalismo online quali public, personal e citizen journalism. La chiusura, come appendice, è affidata a Mario Tedeschini Lalli, che in poco più di due pagine tira le fila del discorso con la consueta professionalità che lo contraddistingue.

 

Il libro offre una buona panoramica dell’informazione online e può essere adatto sia a quella fascia di professionisti che necessitano di approfondire le loro conoscenze che a tutti coloro che per studio, curiosità o passione vogliono avvicinarsi alla comprensione di questo mondo. Se dovessi sintetizzare il mio giudizio con un voto attribuirei al volume un punteggio di 8 su 10. Da leggere.

 

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Aggiornamento: Una intervista a Lisiero è su Doctorbrand.it.

 

 

 

 

 

 

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