Con #twitantonio il candidato a portata di tweet

| 29 gennaio 2013 | Tag:, ,

votantonio
Si scrive civic hacking, si legge #twitantonio, cioè i candidati a Senato e Camera a portata di tweet. Semplice e rivoluzionario, perché al politico piace twittare ma non “essere twittato”, avere followers ma non diventare follower dei comuni mortali.

 

E invece #twitantonio te li mette a portata di tastiera, uno ad uno, senza mediazioni di sorta. Che poi rispondano ai tweet dei cittadini è un altro discorso, ma intanto lo strumento è stato messo a disposizione dalla comunità  Spaghetti Open Data (SOD).

 

di Pino Bruno

(da Globalist.it )

 

Come funziona #twitantonio?

 

“Nelle democrazie pre-digitali, i cittadini che desideravano influenzare i candidati alle elezioni scrivevano loro lettere di carta: più recentemente si sono usate le e-mail. I social network su Internet portano questo esercizio a un livello successivo, perché i candidati (come gli eletti) li usano per interagire con l’elettorato in pubblico. Se mandi un tweet al tuo candidato tutti possono vedere se lui o lei ti risponde, e cosa. Quindi, non essere timid@: mano alla tastiera. Aiuterai i candidati a mantenersi vicini ai cittadini visti come individui, non solo come corpo elettorale. Qualche volta bastano 140 caratteri per irrobustire una democrazia”.

 

 

Tra gli sviluppatori c’è Paolo Mainardi (@paolomainardi), che a Forum PA ha raccontato genesi e obiettivi dell’iniziativa: La filosofia che sta dietro tutto questo è molto semplice, citando Dave Cambpell:

 

citizens developing their own applications which give people simple, tangible benefits in the civic and community aspects of their lives.

 

Sostituirei, quindi, la parola “spendere” con la parola “investire”, sicuramente più corretta nel nostro caso. Noi investiamo il nostro tempo perché spinti dalla passione di poter dare un contributo alla società mettendo in gioco le nostre conoscenze, e applichiamo la logica del Do It Yourself bypassando in molti casi i filtri della burocrazia.

Il limite della diffusione degli Open Data è diventato per noi un’occasione di creatività, quando i dati non sono disponibili – o in molti casi – in formati poco leggibili noi li hackeriamo, scriviamo software che li renda utilizzabili, ed utili. Questa per noi è Innovazione, Innovazione senza chiedere permesso.

 
Questo è civic hacking.

 
In questo progetto una tra le cose più belle, a mio parere, è stata vedere un gruppo di persone, di ogni competenza e settore, riunite in una stanza con il solo desiderio di imparare, di condividere e di partecipare allo sviluppo, come dei veri civic hackers”.
 

Dimenticavo: #Twitantonio è un “omaggio sincero al principe De Curtis“.

 

 

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