Con EveryBlock chiude uno dei progetti più promettenti del “nuovo giornalismo”

| 8 febbraio 2013 | Tag:, ,

closedEveryBlock nasce nel 2007 da un’idea dello sviluppatore/giornalista Adrian Holovaty e da un finanziamento da 1,1 milioni di dollari della Knight Foundation. E sembrava condensare tutti gli ingredienti giusti per un progetto di successo che avrebbe segnato un certo modo di fare informazione: dimensione iper-locale, uso di codici e dati in formato aperto, sperimentazione in campo di data-journalism.

E soprattutto, EveryBlock ha provato a fare sua una delle grandi teorie applicate al giornalismo nell’epoca delle interconnessioni:  umanizzare dati e storie, calandosi nei panni del lettore, chiedendosi perché dovrebbe essere interessato a determinate informazioni e collegarle direttamente alla sua esperienza personale, puntando al maggior grado di interazione possibile.

Ma, quindi, dove è deragliato il progetto?

 

 

Dalla vendita  nel 2009 alla MSNBC per diversi milioni di dollari fino alla acquisizione da parte della NBC nel 2012, il progetto di Holovaty è passato dall’essere un aggregatore automatizzato di notizie iper-locali a un sito pionieristico di data-journalism alimentato dai contributi della comunità di riferimento, fino a divenire addirittura un peso nel portfolio digitale del gruppo, la cui strategia pare andare in altre direzioni.

 

Ma perché, allora, non cederlo ad altri operatori piuttosto che dare ai lettori la possibilità di sostenere il progetto?

 

La domanda la pone Poynter.org, e la risposta la fornisce direttamente Vivian Schiller, redattore-capo del digitale di NBC: “Comprendo il disappunto della community di EveryBlock, che è anche il nostro. Abbiamo studiato diverse soluzioni al problema, ma nessuna era percorribile. È stata una scelta difficile”.

 

Ma le ragioni dell’insuccesso di EveryBlock non sono da ricercare unicamente nelle strategie digitali della NBC. Almeno stando a quanto scrive Street Fight, un gruppo specializzato in contenuti iper-locali:

 

“Alcuni dati erano sicuramente interessanti, come i dettagli sui ristoranti che non hanno superato i controlli sanitari o le grandi quantità di dati su furti d’auto e in appartamento. Ma molti di quei dati non andavano oltre il livello di pattumiere ribaltate”.

“EveryBlock è stato pioniere nel raccogliere, classificare e filtrare i dati. Ma non è riuscito a trasformare il proprio patrimonio di informazioni digitali in conoscenza. E il suo celebre codice, che localizzava ogni pattumiera ribaltata da Boston a Los Angeles, non era in grado di farlo”.

 

Ad ogni modo, EveryBlock non è il solo progetto di informazione iper-locale a chiudere i battenti. Sorte simile è toccata a The Local, del New York Times, e pare attendere anche Patch di AOL.

 

Mal comune mezzo gaudio? Macché. Holovaty ha dichiarato che non si aspettava la chiusura della sua creatura:

 

“Più di sei anni fa ho scritto un post che ha  suscitato diversa attenzione su come i siti dei giornali (e, in realtà, di giornalismo) necessitassero un cambiamento. EveryBlock è stato un tentativo – ai miei occhi di successo – in quella direzione. EveryBlock è stato tra i progetti di giornalismo più innovativi e ambiziosi in un epoca in cui il giornalismo aveva un disperato bisogno di innovazione e ambizione”.

 

Ma il futuro, purtroppo per Holovaty, non è più quello di una volta.

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