Come raccontare donne e migranti, le ”Parole del giornalismo” al Festival di Mantova

| 6 settembre 2013 | Tag:, , , , , ,

Mantovacop

Capire che cosa i cittadini pensano del giornalismo e di come i giornalisti ‘’usano’’ le parole.

 

E’ stato dedicato a ‘’Le parole del giornalismo’’ il contributo che l’ Ordine dei giornalisti sta dando al Festivaletteratura di Mantova, proseguendo una collaborazione nata nel 2010, e che quest’ anno si concretizza in due appuntamenti.

 

 

‘’E’ una buona occasione per confrontarci con i lettori e, attraverso le loro domande, capire cosa pensano del nostro lavoro e di come i giornalisti ‘usano’ le parole. Quelle che fanno leggere e apprezzare i nostri pezzi, quelle che irritano perché  troppo specialistiche, quelle che annoiano perché diventano tormentoni senza senso, e quelle che giustificano tragedie come il femminicidio’’, spiegano Gegia Celotti e Giancarlo Ghirra, che da quattro anni curano la partecipazione dell’ Odg al Festival.

‘’Si tratta di esperienze molto interessanti – aggiungono – . Il pubblico è curioso e vuole sapere, se vai fuori tema ti riprende e rifà la domanda quando cerchiamo di svicolare’’.

 

Mantova1Il primo incontro di questa edizione, quello con Michela Murgia,  era dedicato a “Le parole delle donne”. La scrittrice è stata intervistata da   Riccardo Romani, giornalista di Sky, sul tema del femminicidio. “L’ ho uccisa perché l’amavo” è il titolo dell’ultimo libro di Michela Murgia, mentre Romano ha scritto su questo tema “Le cose brutte non esistono“.
Al centro della discussione il modo in cui i giornali parlano dell’uccisione di donne che, quasi sempre, avevano o avevano avuto dei rapporti sentimentali con i loro assassini. La discussione ruota attorno a una serie di questioni chiave. Come spesso gli articoli adottino tesi giustificative nei confronti dei colpevoli, come si usino stereotipi del tipo: “folle d’amore, colto da raptus, era depresso”. Come a volte la vittima passi in secondo piano o, peggio, come si parli di lei soprattutto per raccontare dettagli inutilmente morbosi.

 

Il secondo evento curato dall’ Ordine è in programma sabato pomeriggio e prevede la partecipazione di due straordinari protagonisti del giornalismo d’ inchiesta sotto copertura: Fabrizio Gatti e il giornalista tedesco Gunther Wallraff . Il titolo, azzecatissimo, è “Dal nostro infiltrato speciale”. Sia Gatti sia Wallraff sono autori di inchieste difficili, soprattutto sulle condizioni di lavoro dei migranti che entrambi hanno compiuto assumendo un’ altra identità.

 

Un lavoro che comporta grandi rischi (Wallraff tra l’altro ha costituito un’associazione di assistenza legale per i giornalisti che lavorano in questo modo), ma che certo offre la possibilità di avvicinare realtà che altrimenti resterebbero ai più assolutamente sconosciute. A moderare il dibattito e il dialogo con il pubblico sarà Giancarlo Ghirra,  sino a poche settimane fa vicepresidente dell’  Associazione Carta di Roma, la carta deontologica voluta da Fnsi e Ordine, raccogliendo le preoccupazione dell’Alto commissariato Onu sui rifugiati, a proposito dell’ informazione relativa a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.

 

I temi trattati nelle precedenti edizioni erano stati:

 

– nel 2010 ‘’Le parole del giornalismo sportivo’’, raccontate da Jose Altafini e Darwin Pastorin e ‘’La cronaca giudiziaria’’, dibattito tra Fiorenza Sarzanini e Carlo Lucarelli;

– nel 2011 ‘’L’Etica e la moda’’,  con Luca Testoni (direttore di Etica News) che moderava l’ incontro fra Martino Midali (stilista che NON fa pubblicità) e Lucia Serlenga (critica di moda del Giornale), e ‘’La posta dei lettori’’,  con Beppe Severgnini e Maria Venturi,  sull’unica forma di giornalismo in controtendenza: la posta funziona ancora benissimo e fuori dal teatro Ariston c’era la coda…

Lo scorso anno, 2012, i temi sono stati: ‘’Non mangiamoci le parole’’, sul tema della critica gastronomica, con Licia Granello e Giovanni Assante, (produttore di una pasta quasi artigianale di Gragnano) e ‘’Come raccontiamo la scienza’’, dibattito tra Giovanni Bignami (astrofisico, autore di libri ed ex direttore dell’agenzia spaziale europea) e Marco Cattaneo,  direttore di Le scienze e National Geografic.

 

 

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