Verso la fine dell’ informazione online gratuita, almeno in Canada

| 29 settembre 2012 | Tag:, , , , , ,

Si va verso la fine dell’ informazione gratuita online? Sembrerebbe di sì, almeno in Canada. E’ quanto sostiene Lapresse,  che in un articolo di qualche giorno fa dà conto del passaggio al sistema a pagamento di vari giornali online nel paese. Il Journal de Montreal, il Journal de Quebec, Québecor Media, o ancora il National Post, hanno almeno una parte dei loro contenuti sottoposti a paywall.

 

 

Ma perché sta finendo il tempo delle notizie gratis?, si chiede Frenchweb.fr. Perché ‘’i siti web dei quotidiani non hanno più niente a che vedere col giornale che troviamo la mattina sulla soglia di casa. Sono delle vere e proprie officine di notizie a tempo pieno e a flusso continuo, degli incroci informativi che offrono testi e video, gallerie fotografiche, podcast, ecc. Senza contare l’ impegno della redazione nei confronti dei lettori attraverso le reti socali. Insomma, si tratta di una offerta è consistente ed è normale pagare per accedervi’’, sostiene Pierre C. Belanger, docente al Dipartimento di Comunicazione dell’ Università di Ottawa.

 

I giornali – continua Frenchweb – devono oggi far fronte al calo dei ricavi pubblicitari e non possono contare unicamente sulla pubblicità. Le testate che si oppongono fermamente al sistema a pagamento devono trovare delle alternative economiche, proponendo dei prodoti derivati, della formazione professionale, ecc.

 

Il Wall Street Journal e il londinese Financial Times sono stati i primi a scommettere sull’ Informazione a pagamento, nel 1997, proponendo un abbonamento. Un successo perché il quoridiano Usa ha raccolto rapidamente più di un milione di abbonati per la modica cifra di 79 dollari l’ anno, mentre FT nel 2007 contava più 100.000 abbonati a 120 dollari. Da notare comunque che il Financial Times, 10 ani dopo, è tornato a un modello parzialmente a pagamento offrendo gratuitamente i primi 30 articoli mensili. Una perdita sugli abbonamenti che è stata però recuperata grazie alla pubblicità.

 

In Francia diversi giornali d’ Informazione online hanno scelto quello a pagamento come modello economic. Le Figaro, L’Express, le Monde e altre testate hanno adottato una strategia ‘’Premium’’ a pagamento, lasciando la possibilità di leggere vari articoli gratuitamente.

 

Per proporre questa formula comunque questi quotidiani devono offrire qualche servizio supplementare per attirare i lettori. Come spiega Pierre C. Bélanger, ‘’ci vogliono delle determinate condizioni per far funzionare un sistema. Financial Times e Wall Street Journal offrono un contenuto specializzata e di carattere Internazionale. Le persone non pagherebbero per accedere a informazioni generiche, a quello che io chiamo ‘’l’ abbondanza della ridondanza’’. E’ questo che gioca contro i media generalisti. Il loro approccio basato sullo scoop e la notizia del giorno è diventato molto fragile, caduco. Oggi bisogna immaginare altro’’.

 

Per esempio – osserva Frenchweb  – le Monde attira lettori, oltre che per i suoi contenuti di alto livello, anche attraverso una personalizzazione della pagina degli abbonati, una applicazione per iPad e una per iPhone. Mentre Libération offre l’ accesso a 15 anni di archivio oltre alla possibilità di seguire online alla costruzione del giornale del giorno dopo.

 

Tra i pure-players, Mediapart è il solo a essersi lanciato in questo modello. Alla fine del 2011, con 55.000 abbonati,  aveva annunciato profitti per 500.000 euro e questo grazie alla sua formula a pagamento.

 

Quanto a Electron Libre, dal 13 settembre propone un abbonamento per una selezione di contenuti: in esclusiva, articoli di fondo, ecc.

 

 

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