Serbia: le incognite della vendita di ‘Politika’

| 27 luglio 2012 | Tag:, , , , , ,

Chi c’ è dietro la vendita di Politika, uno dei più importanti e autorevoli quotidiani serbi? E, soprattutto, chi c’ è dietro Uroš Stefanović, un cittadino serbo a cui fa capo la East Media Group, una sconosciuta società russa, con sede a Mosca, che è nata nel gennaio di quest’anno, con un capitale iniziale di 250 euro, ma che poco fa ha acquistato il 50% delle quote del più antico quotidiano dei Balcani per 4,7 milioni di euro?

 

 

 

Tutta Belgrado – racconta Luka Zanoni sull’ Osservatorio Balcani e Caucaso – sta cercando di capire la portata dell’ operazione e i motivi che hanno determinato la vendita della testata, che fa capo al consorzio tedesco WAZ, che ne aveva acquistato il 50% durante il governo Đinđić all’inizio degli anni 2000.

 

 

Il gruppo editoriale, tra l’altro – osserva Zanoni – è stato diretto dal 2002 da Bodo Hombach, che prima dell’approdo alla WAZ aveva coordinato lo Stability pact per il Sud Est Europa. Dopo aver fatto man bassa di un’ampia fetta delle testate balcaniche (Albania, Macedonia, Montenegro, Bulgaria, Croazia, ecc.) la WAZ negli ultimi anni ha messo in atto una rapida inversione di rotta.

 

Le azioni restanti del quotidiano sono in mano allo stato serbo, una “golden share” che il nascente governo serbo si è già dichiarato intenzionato a diminuire entro i primi mesi del 2013.

 

La vendita del quotidiano belgradese non è che l’ultima di una lunga serie. Nel 2010 – ricostruisce l’ articolo dell’ Osservatorio – la WAZ annunciava il suo ritiro dai Balcani, i motivi ufficiali erano la crisi economica in corso, la pessima situazione dei media nei paesi dell’area, nonché scontri con le élite politiche locali (si ricordi i forti dissapori tra l’ex presidente Tadić e Hombach sulla privatizzazione del quotidiano Večernje Novosti, in parte eredità degli screzi col predecessore Koštunica).

I motivi “reali” – secondo quando scrive la testata elettronica “e-novine”, che riporta fonti interne al consorzio tedesco, e in particolare quelle di insider che si sono occupati degli affari nei Balcani – sembra siano dovuti in realtà ad affari poco puliti, contratti sempre sul filo della legalità e clamorosi fallimenti, nonostante fiumi di denaro investiti.

 

Zanoni esamina vari altri aspetti della vicenda ricordando che fra i protagonisti c’ è anche il nuovo governo serbo.

 

Che i media facciano gola ai politici – conclude nell’ articolo – è cosa risaputa, così come è nota la secolare storia di Politika, da quotidiano “europeista” a voce di regime, soprattutto negli anni di Milošević. Staremo a vedere se il nuovo governo che ha posto tra i nove obiettivi dell’accordo di coalizione, sebbene all’ultimo posto, la libertà dei media, sarà in grado di riformare un settore così delicato per la democrazia. La vendita di Politika è sicuramente il suo primo test.

 

 

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