Pubblicità: Perché abbiamo inserzioni invadenti? ( e altre segnalazioni)

| 28 aprile 2012 | Tag:,

Una serie di indicazioni di temi e articoli sul mondo e i problemi della pubblicità raccolti qua e là sulla Rete

 

Perché abbiamo pubblicità invadenti

Dustin Rowles, responsabile di un sito di cultura e spettacolo americano che si chiama Pajiba, ha scritto un articolo per spiegare ai lettori come stanno le cose con la pubblicità sul sito, che alcuni suoi lettori trovano insopportabile tanto da minacciare di non leggere più Pajiba. È un racconto molto chiaro e interessante, che pur nelle differenze tra i vari siti e i vari business e i diversi numeri, vale come risposta a dubbi e perplessità dei lettori di tutto il mondo dei siti sostenuti dalla pubblicità.

ilpost.it


 

Adwords su Youtube: ‘’Fai vedere i tuoi spot a 800 milioni di spettatori mensili’’

Google, dopo  sette mesi di beta test riservati a poche aziende selezionate, ha ufficialmente aperto a tutti il programma AdWords for Video. Cioè gli spot su YouTube che, adesso, molto probabilmente saranno sempre più numerosi perché tutte le aziende potranno farsi pubblicità su questa piattaforma. Il meccanismo, però, non cambia: scegli a chi far vedere i tuoi spot e paghi solo se vengono realmente visti.

Jacktech.it

 

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Su Tumblr arriva la pubblicità

L’annuncio del Ceo David Karp arriva dal palco dell’Ad Age Digital Conference. A partire dal prossimo mese, i 50 milioni di blog della piattaforma vedranno apparire i primi annunci sponsorizzati

Dailywired.it

 

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Quelle pubblicità che fanno arrabbiare: Urban Outfitters nel mirino delle mamme americane

 

Provocanti, blasfeme e spesso contrarie al comune senso del pudore. Da sempre l’obiettivo delle campagne pubblicitarie di moda è far parlare la gente. Questa settimana sta facendo parecchio rumore la pubblicità del marchio americano Urban Outfitters. La foto incriminata è contenuta nel catalogo di aprile del brand e mostra due giovani, affascinanti donne che si scambiano un bacio appassionato. Un’immagine che ha attirato le ire del gruppo conservatore One Million Moms (Un milione di mamme), ramo dell’Associazione famiglie americane.

America24.com

 

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La pubblicità “hard” che inguaia Oreo

 

Un poster elaborato dall’ agenzia pubblicitaria sudcoreana Cheil Worldwide, per la Nabisco, la società che produce e distribuisce i famosi biscotti Oreo, mostra un bambino che, allattato al seno, sembra preferire il biscotto: la raffigurazione di uno spot del genere ha riportato al centro del dibattito il tema dell’allattamento al seno. C’è chi si è sentito offeso dall’ideazione di un immagine del genere, e chi invece la ritiene molto utile per la diffusione dell’importanza dell’allattamento al seno. L’Huffington Post ha addirittura elaborato un sondaggio in tema.

Giornalettismo.com

 

Sullo stesso tema l’ intervento di Ninjamarketing:


Allattamento in pubblico e ghost advertising: scoppia il caso Oreo.

 

Ninjamarketing.it

 

 

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Giappone/ Pubblicità chewingum sotto accusa, incita al “lesbismo”

 

Una pubblicità che mostra le componenti della popolare band nipponica Akb48 passarsi in modo sensuale un chewing-gum masticato di bocca in bocca è sotto accusa in Giappone perchè secondo alcuni incita al “lesbismo”. Lo spot, trasmesso a marzo, mostra le giovanissime “idol” con indosso l’uniforme scolastica mentre si passano la gomma, con inquadrature molto ravvicinate delle loro labbra.

Tmnews.it

 

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Azzardo, autodisciplina per la pubblicità

 

​Un codice di autoregolamentazione per fermare le pubblicità illusorie e per tutelare i minori. Con tanto di giurì indipendente, ad esempio quello dell’Istituto per l’autodisciplima pubblicitaria, per esaminare gli spot. E un ventaglio di sanzioni per le aziende che sgarrano. In pieno dibattito sugli eccessi e i rischi sociali del gioco d’azzardo, Sistema Gioco Italia scende in campo per dire la sua. Massimo Passamonti, presidente della «costola» di Confindustria cui aderisce il 70% delle aziende del gioco, non ci sta a passare per il “capo dei biscazzieri” che specula su giovani e famiglie.

Avvenire.it

 

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La pubblicità “mobile” fa bene alle vendite

 

Un’indagine Nielsen evidenzia una maggiore propensione all’acquisto se la pubblicità è effettuta tramite smartphone o tablet – La pubblicità su smartphone e tablet in Italia funziona più che in altri paesi. Lo prova una recente indagine Nielsen che ha esaminato i diversi comportamenti dei consumatori statunitensi, inglesi, tedeschi e italiani.

Manageroline.it

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Online advertising ed editoria: luci e ombre dal report IAB

La pubblicità online cresce, ma come? Lo IAB Internet Revenue Report 2011 mostra una crescita globale dei ricavi pari al 22% rispetto al 2010 e il superamento, per il mercato americano, dei ricavi pubblicitari della tv via cavo. Se si analizzano le tendenze del 2011  salta agli occhi solo la crescita dei ricavi della mobile advertising. Ma non  è tutto rosa e fiori per gli editori online…

Preloo.com

 

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Pubblicità sui media – Gennaio/Febbraio 2012

 

Dopo un gennaio buio per la raccolta pubblicitaria italiana, il primo bimestre non mostra significativi passi in avanti e il solo pareggio con l’anno precedente risulta ancora lontano da raggiungere. A totale tipologie di comunicazione il dato cumulato gennaio – febbraio 2012 mostra una variazione del -5,7% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Primaonline.it

 

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E a marzo:

 

Pubblicità, rallenta la corsa di internet/ A marzo il fatturato dell’advertising online cresce solo del 2,2% a causa del crollo del Classified/Directories

Rallenta a marzo la crescita del mercato della pubblicità online, che resta l’unico settore dell’advertising in positivo ma registra solo un +2,2% sullo stesso mese dell’anno scorso, in base ai dati relativi ai fatturati accertati dall’Osservatorio FCP-Assointernet.

Affaritaliani.libero.it

 

 

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