Paywall: ci risiamo, questa volta tocca al Telegraph, ma sarà ‘moderato’

| 4 novembre 2012 | Tag:, , , , ,

Uno studio del gruppo Forrester afferma che nei prossimi 5 anni il numero dei lettori disposti a pagare per contenuti online crescerà del 65% (del 77% per le news).

 

Il Financial Times, come il New York Times,  aumenta il numero dei suoi sottoscrittori.

 

Nel frattempo il Telegraph annuncia il suo paywall “moderato” e xenofobo

 

 

 

di Antonio Rossano

 

Ci risiamo, questa volta tocca al Telegraph. Il 1 novembre scorso Telegraph Media Group, editore del quotidiano inglese, ha annunciato l’introduzione del paywall esclusivamente per il pubblico internazionale: i lettori inglesi continueranno a non pagare (per il momento).

 

Il sito è il terzo in Inghilterra dopo Guardian e Mail online, con un audience, aggiornata al 31 ottobre, di 2,7mln /giorno di visite , in aumento del 34% rispetto allo scorso anno.

 

Sebbene la medicina sia stata “addolcita” con belle parole (“International subscribers will enjoy unlimited access to one of the world’s leading newspaper websites, with its award-winning writers and agenda setting journalism covering international affairs, politics, sport, business, culture and more”) appare quantomeno indigesta, nonostante  I primi 20 articoli letti (mensilmente) restino ad accesso libero. Dopo questi i lettori dovrano pagare £ 1,99 /mese o £9.99 /mese per il Full Digital Pack che include la versione per Ipad.

 

Il modello “New York Times Like” lascia quantomeno perplessi sulla scelta del target dei sottoscrittori che, per larga parte restano di lingua inglese come quelli che continueranno a non pagare.

 

Il Guardian riferisce che il progetto del paywall è rimasta nel cassetto del Telegraph per circa due anni, rimandata varie volte anche a causa del trasferimento di vari  responsabili.

 

Il New York Times che ha avviato questo modello di paywall può oggi contare su una base di 566.000 sottoscrittori che pagano tra i 15 ed i 30 dollari /mese, dopo aver superato le 10 letture libere. Come avevamo già analizzato in precedente articolo, l’azienda ha dichiarato che il paywall ha facilitato il suo incremento dei lettori, su base annua,  del 7,4% con entrate al terzo trimestre 2012 pari a $ 235mln.

 

La scelta del Telegraph potrebbe essere seguita da molti altri nel breve, visti i risultati sopracitati del NYT, quelli del  Financial Times, ma soprattutto la ricerca del gruppo Forrester che ha previsto una crescita del 65% per il mercato dei contenuti a pagamento digitali. Nella stessa ricerca si evidenzia che l’aumento delle sottoscrizioni potrebbe inficiare le revenues della pubblicità. In Europa occidentale in particolare la spesa per l’acquisto di notizie online aumenterà nei prossimi 5 anni del 77%, dagli attuali 158mln di euro a 279mln nel 2017.

 

I commenti sono chiusi.