Ma che bisogno c’ è di 15.000 giornalisti per coprire le Convention Usa?

| 29 agosto 2012 | Tag:, , , , , ,

Ai 15-16.000 giornalisti che saranno a Tampa (Florida) per la convention Repubblicana e a Charlotte per quella dei Democratici Jeff Jarvis ha rivolto sull’ Huffington Post una serie di domande provocatorie, spiegando che i loro costi – più o meno 60 milioni di dollari – coprirebbero un anno di lavoro di 600 redattori a tempo pieno o di 1.200 corrispondenti locali.

Perché state là – chiede ironicamente Jarvis -? Che cosa impareremo da voi? Che tipo di valore aggiunto, col vostro lavoro, potete dare in più rispetto all’ infomercial – poco info e molto ‘commercial’ – che queste convention sono diventate?  Non sarebbe meglio coprire dalla propria redazione gli umori degli elettori e i loro problemi? In una situazione di crisi acuta come quella attuale per l’ editoria possiamo permetterci di sostenere questo lusso?

 

 

Calcoliamo che questi 15.000 giornalisti spendano 300 dollari a notte per l’ albergo, per cinque notti, oltre a 500 dollari per il viaggio. Fanno 2.000 dollari ciascuno. Mi immagino poi che si daranno da fare con pranzi e bevute. E quindi dobbiamo aggiungere altri 2.000 dollari. Il totale è 30 milioni di dollari. Moltiplichiamo questa cifra per le due assemblee e arriviamo a 60 milioni.

 

Perché? Per che cosa?

 

Tenete conto che anche se i giornali e le altre redazioni hanno tagliato drasticamente, stiamo mandando alle convention lo stesso numero di giornalisti che mandammo nel 2008 e nel 2004.

 

Perché? Egocentrismo e megalomania editoriale. E’ forte stare lì. E’ ganzo per un giornale o una emittante poter dire ‘’Abbiamo il nostro inviato a Tampa/Charlotte’’. Sarà bello per voi.

Ma è assolutamente improduttivo.

 

Prendete quei 60 milioni di dollari e divideteli per il costo del lavoro di un giornalista in un anno – facciamo 100.000 dollari a testa –: il risultato fa 600 reporter all’ anno. E a 50.000 dollari per un corrispondente locale, si potrebbero coprire 1.200 cittadine – più di quello che fa Patch! Pensate a che cosa potrebbero fare rispetto a quelli che a Tampa o a Charlotte non fanno altro che rilanciare messaggi di marketing politico o orridi meme.

 

O si potrebbe finanziare 1.500 volte il progetto di crowdfunding  Homicide Watch, invece di concentrarsi solo sulla sparatoria successa all’ Empire State Building.

 

Questi 15.000 giornalisti copriranno – nella misura di tre a uno – 2.286 delegati (6.000 con i Democratici) raccontando un sacco di curiosità ma senza raccontare niente di nuovo.

 

L’ anno scorso sono stati cancellati 3.775 posti di lavoro nei quotidiani; 39.806 da metà 2007; un posto di lavoro su tre stato tagliato nelle redazioni a partire dal 1989. Tutto questo come vi fa sentire, esercito di inviati alle Convention?

 

Possiamo vedere quello che ci pare su C-SPAN (Cable-Satellite Public Affairs Network, la rete tv via cavo che offre notizie e attualità sugli avvenimenti di tipo politico, ndr) e  non mi indigno perché i netowork ci danno America’s Got Talent invece delle Convention.

 

I commenti? Quest’ anno ci sarà molto di più di quanto potremmo riuscire ad utilizzare su Twitter e Google+, blog e dovunque. Non abbiamo bisogno delle ciarle degli ‘’esperti’’. Saranno i cittadini a commentare quest’ anno.

 

E quindi divertitevi.

 

State sulle spese con gli ultimi dollari delle aziende. E per cosa? Perché cosi vuole la tradizione? Ma che senso ha?

 

Vi prego, provate che sbaglio. In una settimana, mostratemi che tipi di servizio non avremmo mai potuto avere se voi non foste stati là.

 

  • http://www.spremiacume.wordpress.com Emanuele

    Lì per lì stavo per dare ragione all’autore dell’invettiva, poi mi son detto “eh no, solo se è possibile ricevere nelle redazioni o a casa una regia non pilotata dal regista del canale televisivo, con tutte le telecamere che riprendono ogni singolo aspetto”. Visto che quest’ultimo non c’è, ha ancora senso andare lì e vedere con i propri occhi da cronista.