Londra: poliziotti, niente flirt con i giornalisti e basta bicchierini

| 6 gennaio 2012 | Tag:, , , , ,

di Pino Rea

Se in una prossima vita mi dovesse capitare di fare di nuovo il cronista di giudiziaria e di nera , me ne andrò a lavorare a Londra, visto che gli agenti di Scotland Yard, al contrario di quello che un provinciale si immagina, vengono ritenuti capaci di cadere in un tranello che nemmeno il reporter di Papersera oserebbe tentare con il commissario Paperozzi.

“Una fonte mi ha detto questo nome di una persona che avete arrestato, potete compitarmelo per favore?”

Ho fatto 35 anni di giudiziaria e nera ma se in redazione avessi sentito qualcuno che telefonava in Questura alla mobile e faceva una domanda di quel tipo, gli avrei detto: ‘’amico, forse è meglio che cambi settore’’.

E’ curioso quindi che un sito come Giornalettismo titoli ‘’Come i giornalisti fregano la polizia in sei mosse’’ un servizio sulla nuova guida per la polizia londinese elaborata da Elizabeth Filkin -, la signora che, dopo aver studiato le dogane, è stata incaricata, all’ indomani dell’ affare del News of The World di Rupert Murdoch, di analizzare le possibili falle del sistema di sicurezza della polizia metropolitana (nel video).

Ma non vi ricordate che dallo scandalo sulle intercettazioni illegali sono emersi oltre a intrecci imbarazzanti di poteri ad altissimo livello anche episodi di vera e propria corruzione?

Altro che sei modi per ‘’fregare la polizia’’! Neanche un pessimo b-movie potrebbe ricorrere a presunti trucchetti  tipo la cronista che accentua la scollatura davanti al vicequestore o il reporter che offre qualche bicchierino in più al maresciallo della stazione dei CC.

Eppure le indicazioni che la signora Filkin dà a funzionari e agenti della polizia londinese sono proprio di questo tenore. Roba da ridere, appunto.

E nella sintesi di Giornalettismo, il succo del Rapporto, oltre che ridicolo, suona anche  ipocrita.  Sotto sotto è come suggerire a un pubblico ufficiale che piglia una mazzetta di lavarsi i denti prima di uscire di casa per andare a riscuotere.

E’ ovvio che un funzionario di polizia farebbe bene a non flirtare con una (o un) cronista di nera. Un caffè insieme si può bere, e anche una birra, perché no? Ma non è il caso di farsi trascinare in libagioni abbondanti o in feste fino a tarda notte. Anche l’ agente del commissariato più periferico capisce che se un giornalista gli prospetta serate del genere forse spera di ottenere qualche dritta.

E che dire di allusioni tipo ‘’Su dammi qualche notizia, vedrai che ne varrà la pena’’?

O di richieste del genere: “Potete darmi questa foto? La famiglia ha già detto che è ok”.

Signora Filkin, mi scusi, ma gli agenti di polizia londinesi sono davvero così bischeri?

 

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