La più volte annunciata morte della carta tarda ad avverarsi. E’ quanto è emerso a Milano nel corso di un incontro (“Io sono qui” organizzato da Print Power Italy) in cui sono stati presentati i risultati dello studio Lorien Consulting sulla carta nella comunicazione multicanale.
Fra gli altri dati è emerso che il 96,2% delle aziende italiane utilizza la comunicazione su carta nel proprio media mix.
E, anche se la televisione generalista, oltre a essere la più costosa, domina il mercato degli investimenti pubblicitari (45,8%), la carta rappresentata da periodici, quotidiani, direct mail (DM), affissioni, cataloghi e volantini, e persino espositori sul punto vendita, rappresenta complessivamente il 37,7% degli investimenti. Il resto è rappresentato da altri mezzi non cartacei come radio e internet, quest’ultimo in crescita ma in ritardo in Italia rispetto ad altri Paesi.
Sul valore globale del mercato di pubblicità e comunicazione, che in Italia vale circa 9.300.000.000€, la parte su carta rappresenta quindi 3 miliardi di 162 milioni di euro.
Quasi la metà (il 16% di tutto il mercato) è coperto da periodici e quotidiani.

Forse questo avviene in Italia. Nel resto del mondo non è certo questo il trend, laddove presentarsi su un bus con un libro e non con un e-reader comincia ad essere guardato strano. Alla stregua di coloro che fumano in una stanza chiusa. Sono infinite le aziende che si raccomandano di non stampare un file a meno che non sia strettamente necessario. Ed è vecchio di almeno una decade l’illuminato statement “Before printing think about the environment”. Nel resto del mondo, appunto!