I quotidiani in grande ritardo nella battaglia per la pubblicità mobile

| 8 settembre 2012 | Tag:, , , , ,

Mentre i giganti del mondo digitale stanno lottando fra di loro per realizzare smartphone sempre più smart e in grado quindi di richiamare sempre più pubblicità mirata (il vero campo di battaglia del futuro prossimo),  le applicazioni mobili del quotidiano medio sono qualcosa di statico, poco intuitivo e assolutamente non redditizio –

 

Per Alan Mutter, a meno che qualcosa non  cambi, ma a velocità incredibile, i giornali sono destinati a perdere questa prossima Grande Occasione nel campo dei media

 

La maggior parte degli editori non ha infatti investito nell’ acquisizione di informazioni dettagliate sui singoli lettori che è ora la moneta corrente nel campo della moderna pubblicità digitale – Concentrati soprattutto nella vendita dei ‘’pacchetti’’ di migliaia di cliccatori sui banner, gli editori non hanno né i dati né la tecnologia necessaria per fornire pubblicità mirata sugli individui o sulla geolocalizzazione

 

Newspapers getting outsmarted on mobile

di Alan D. Mutter

(Reflections of a Newsosaur)

 

 

Apple e Google, le due più grandi potenze della Silicon Valley, hanno intensificato la battaglia per rendere i loro smartphone più intelligenti in modo da poter conquistare parti sempre maggiori del mercato della pubblicità locale.

 

I loro sforzi sono una grave minaccia per i quotidiani, che sperano di sfruttare la  invidiabile potenza della loro supremazia per diventare attori significativi nello spazio sempre più vigorosamente in crescita  dei dispositivi mobili. Ma purtroppo, i giornali sono terribilmente indietro.

 

Il ‘mobile’ comincia a pesare perché la si prevede che la pubblicità sui dispositivi portatili dovrebbero crescere di ben  4,5 volte rispetto ai livelli dello scorso anno, balzando a 7,7 miliardi dollari entro la fine del 2016 – un importo pari a circa un terzo dei ricavi dalle vendite di tutti i giornali del paese nel 2011.

 

BIA / Kelsey, la società di ricerche che ha fornito questi dati, ritiene che la metà dei ricavi verranno dalla pubblicità locale mirata, un formato irresistibile che spinge i messaggi a livello dei singoli individui, per spingere attività commerciali nella zona.

 

Con più della metà degli americani dotati di smartphone e più pagine viste sui piccoli schermi rispetto a quelli dei PC (entro 18 mesi), la concorrenza è salita di intensità durante l’ estate tra le tante aziende che speravano di radicarsi sul terreno per conquistare parti più significative dei futuri ricavi nel mercato, in rapida evoluzione, del mobile.

 

La corsa ha preso il via nel mese di giugno, quando Apple ha deciso di attaccare il predominio di Google nel nel software per le mappe con il nuovo iPhone previsto per l’ inizio dell’ autunno. Google ha risposto in pochi giorni con una versione migliorata di Google Now, un comando attivabile con la voce per i suoi dispositivi Android che emula – e in alcuni casi supera – il sistema Siri, che Apple ha messo sul suo iPhone lo scorso autunno. Nello stesso tempo, Google ha completato l’ acquisizione di Motorola Mobility (…)

 

Il risultato di queste importanti iniziative strategiche è che il vostro prossimo smartphone si trasformerà dall’ essere l’ attuale insieme di applicazioni singolarmente utili ma in gran parte disconnesse fra loro all’ essere sempre più una singola grande applicazione che costantemente e in modo intuitivo integrerà le varie funzioni essenziali di uso comune. A mano a mano che le applicazioni complesse diventano più potenti – la cosanon avverrà tutta in una volta – verrà reso marginale il valore delle applicazioni singole come quelle offerte dai quotidiani.

 

Smartphone sempre più intelligenti,  in grado di anticipare le vostre esigenze e consigliarvi in ogni fase della giornata accedendo al vostro calendario, di indicizzare le vostre ricerche, di capire quello che vi piace leggere, di monitorare i vostri acquisti e la vostra localizzazione.

 

In un futuro non troppo lontano, il vostro telefono vi sveglierà automaticamente in tempo per arrivare al vostro primo appuntamento, tenendo conto del tempo e delle condizioni del traffico. Vi guiderà nei pressi del più vicino Starbuck, dove troverete pronta la vostra ordinazione e sarà direttamente il dispositivo a pagare il conto. Vi darà la rotta per evitare gli ingorghi e, su vostra indicazione, dirà al telefono sarà rotta ingorghi e, al tuo comando, dire alla persona che dovrete incontrare quanto tempo ci metterete ad arrivare.  quanto tardi si aspetta di essere. Durante il tragitto, vi leggerà ad alta voce i testi in arrivo, le mail e gli sms vocali e voi potrete rispondere immediatamente.

 

Nel frattempo, l’ apparecchio avrà aggregato e organizzato in tempo reale le informazioni sugli argomenti  che ha imparato a capire essere al centro dei vostri interessi, che possono andare dalle ultime notizie ai voli economici per Maui. Il telefono esegue i vostri comandi vocali leggendovi gli elementi selezionati ed eventualmente recupera informazioni aggiuntive che voi chiederete, avvisa i vostri colleghi sugli articoli importanti, aggiunge elementi al vostro elenco di cose da leggere e vi avverte quando non lo fate.

 

Col passare del tempo, il telefono imparerà tante cose su di voi che sarà in grado di selezionare per voi inserzioni, offerte giornaliere e altre informazioni commerciali confezionate su misura per i vostri interessi e la vostra specifica localizzazione. E una grande quantità di questa pubblicità verrà dalle imprese locali che storicamente forniscono pubblicità ai giornali.

 

Il grande potenziale di ricavi che può produrre questa forma ‘’intima’’ e immediata di pubblicità è la molla che spingono Google e Apple a gareggiare fra loro per realizzare gli apparecchi più intuitivi ed efficaci possibile. Facebook, Twitter, Microsoft, Foursquare e altre decine di piccoli aspiranti partecipano alla caccia.

 

Nel frattempo, le applicazioni mobili del quotidiano medio sono qualcosa di statico, poco intuitivo e assolutamente non redditizio.

 

L’unica cosa che la maggior parte delle applicazioni dei giornali possono fare è inviare la produzione editoriale della testata delle ultime 18 ore. Ma poiché questi contenuti vengono risucchiati all’ interno delle grosse applicazioni che saranno in azione sugli smartphone di prossima generazione, il traffico di queste News Apps è destinato a ridursi. Gli editori, ovviamente, possono bloccare l’ utilizzo dei loro contenuti, ma solo con il rischio di ridurre ulteriormente il loro traffico.

 

Peggio ancora, la maggior parte degli editori non ha investito nell’ acquisizione di informazioni dettagliate sui singoli lettori che è ora la moneta corrente nel campo della moderna pubblicità digitale. Concentrati soprattutto nella vendita dei ‘’pacchetti’’ di migliaia di cliccatori sui banner, gli editori non hanno né i dati né la tecnologia necessaria per fornire pubblicità mirata sui singoli o sulla geolocalizzazione.

 

A meno che qualcosa non  cambi, ma a velocità incredibile, i giornali sono destinati a perdere questa prossima Grande Occasione nel campo dei media.

 

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