I cento passi di Radio Siani, contro la cultura della camorra

| 20 novembre 2012 | Tag:, , , , , ,

 

‘’Non ci piace essere ricordati per quello che subiamo, ma per quello che facciamo, o meglio, proviamo a fare». E’ così che Carlo Russo, uno degli animatori di ‘’Radio Siani’’, spiega  la missione dell’ emittente web di Ercolano che dal 2009 lavora per il risveglio delle coscienze; perché, è lo slogan della radio dedicata al giovane giornalista napoletano ucciso dalla camorra,  “le idee non si fermano con la paura” – Una ricostruzione della storia e dei progetti di una emittente in prima linea nella lotta contro la cultura indotta dalla criminalità organizzata

 

 

di Fabio Dalmasso

 

Nel 2012 Ossigeno per l’Informazione, l’ osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia promosso da Fnsi e Ordine dei Giornalisti, ha registrato in Campania 20 casi di intimidazioni con 98 giornalisti coinvolti. In questo allarmante elenco figura anche il nome di Radio Siani, l’emittente web di Ercolano (Napoli) che dal 2009 lavora per il risveglio delle coscienze perché “le idee non si fermano con la paura”. Episodi gravi che però, racconta Carlo Russo, responsabile formazione e progettazione sociale, non devono oscurare le molte attività portate avanti dalla radio: « Diciamo che non ci piace essere ricordati per quello che subiamo, ma per quello che facciamo, o meglio, proviamo a fare», dice.

La Radio

 

La storia di Radio Siani comincia nel 2009, più precisamente il 21 novembre 2009,  quando andò in onda la prima diretta ufficiale a conclusione di una lunga marcia anticamorra alla quale presero parte tutte le istituzioni, l’amministrazione locale e quelle dei comuni limitrofi, i media, le organizzazioni, le associazioni e la società civile.

 

«Una marcia voluta per dire basta all’escalation di atti criminosi che stavano ulteriormente dilaniando il territorio con il sopraggiungere del periodo natalizio» racconta Russo ricordando come, nonostante una preparazione di soli tre giorni, la partecipazione fu davvero notevole con oltre mille persone che attraversarono i punti nevralgici del territorio, le strade che ospitavano le roccaforti dei clan, inneggiando cori contro la camorra e tenendo ben in vista lo striscione con su scritto “Le idee non si fermano con la paura”, il motto di Radio Siani.

Il contesto

 

Un motto che è diventato una bandiera della lotta per la legalità e che sempre più giovani di Ercolano hanno fatto loro, combattendo e reagendo a una situazione difficile.

 

«Ercolano per oltre 30 anni è stata teatro di una sanguinosa guerra che vedeva contrapposti il clan Birra e quello degli Ascione – ricorda Russo – Negli anni ‘90 trasformarono il paese in crocevia europeo per lo spaccio d’eroina, una città dormitorio in cui vigeva il coprifuoco. Racket, estorsioni, usura e morti ammazzati erano all’ordine del giorno. Tutto ciò aveva plasmato le coscienze degli ercolanesi, annullandoli quasi del tutto, rendendoli omertosi e confacenti alle logiche criminali». È in questo contesto che nasce la voglia e l’esigenza di creare qualcosa di nuovo, di diverso, di vero, in contrapposizione anche alla discussa emittente Radio Nuova Ercolano, «conosciuta successivamente anche come radio clan dato che attraverso delle canzoni ad hoc inviava messaggi ai detenuti dei carceri di Poggioreale e Secondigliano, i quali successivamente decidevano come agire sul territorio». La chiusura della radio, a margine di un’inchiesta anticamorra, suggerì l’idea di dare vita a una nuova realtà comunicativa che cancellasse le tracce del passato: come sintetizza bene Russo «da radio camorra a radio anticamorra».

Luogo simbolo

 

Quale luogo migliore per una radio dedicata a Giancarlo Siani, giornalista campano ucciso dalla camorra, se non un appartamento confiscato al boss locale Giovanni Birra? Grazie all’iniziativa e alla lungimiranza del sindaco di allora, dott. Gaetano Daniele, l’appartamento viene dato ai ragazzi della radio che oggi non nascondo l’importanza e l’alto valore simbolico che tale ubicazione ha:.

 

«Una volta rappresentava il segno del potere, oggi il simbolo di rinascita, di riscatto. Proprio a cento passi da noi, fatto che ci riporta a Peppino Impastato, si trova la casa comunale. All’epoca dei fatti era come avere lo Stato e l’Anti-Stato l’uno di fronte all’altro». Parlare di legalità in un bene confiscato alla camorra è un segnale molto forte per tutti, è la prova della vittoria dello Stato, è sinonimo della sconfitta della Camorra: «Ciò che una volta era un mostro ora è nostro, ed è stato restituito all’intera collettività». Una collettività che ha reagito e che vede in Radio Siani la voce del riscatto, supportandola e mostrando sincera solidarietà in ogni occasione «spronandoci ad andare avanti anche quando le cose non andavano benissimo». Grazie alle trasmissioni della radio si è potuto assistere a un vero e proprio risveglio critico che ha portato 40 commercianti della città a denunciare i loro aguzzini, «atto questo che non ha eguali in Europa e che ha permesso di coniare l’espressione “Modello Ercolano” ad opera del procuratore della Direzione Distrettuale Aantimafia dott. Rosario Cantelmo».

La Cooperativa

 

Un modello che ha in Radio Siani un cardine e che può svilupparsi ed arricchirsi grazie anche alle molte attività portate avanti dall’emittente: «In ottemperanza alla legge 109/96 che disciplina in materia di beni confiscati, nel marzo del 2012 nasce la Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, che rappresenta oggi giuridicamente la radio. È una cooperativa mista di produzione e lavoro di tipo A e B, tale da permettere il recupero sociale dei soggetti svantaggiati o provenienti da percorsi di recupero». Le aree d’intervento della cooperativa sono la comunicazione, l’attività d’impresa produttiva, il commercio equo e solidale, l’attività socio – assistenziale e socio – sanitaria, servizi turistici culturali e catering.

Coinvolgimenti dei giovani

 

In tutto questo il coinvolgimento dei giovani rappresenta un elemento chiave delle attività: nelle scuole, ad esempio, vengono organizzati incontri e progetti sulla legalità, portando la propria testimonianza e stimolando una coscienza critica. E il lavoro prosegue, ovviamente nella radio,  attraverso le sue trasmissioni: «Sono circa una ventina – spiega Carlo Russo – alcune si occupano di fare approfondimenti su tematiche specifiche, che non sono necessariamente legalità e anticamorra, ma che fanno riferimento anche alle mille sfaccettature cui sottendono i due termini. Altre trasmissioni parlano di precariato, delle bellezze del nostro paese, di politica, di arte, di musica, di sport. Pensiamo infatti che si possa fare denuncia sociale e controinformazione trattando gli argomenti più disparati. Abbiamo poi una rubrica dedicata ai libri, alle altre associazioni e alle vittime innocenti di tutte le mafie».

Progetti futuri

 

Tra i progetti realizzati da Radio Siani molto importanti sono i cinque laboratori gratuiti e a favore dei giovani del territorio frequentati da cinquanta giovani impegnati nel doposcuola, nell’artigianato, nella musica, nella fotografia e nel giornalismo.

 

«Inoltre siamo in procinto di realizzare una convenzione con l’Università Federico II di Napoli per permettere agli studenti di realizzare le attività di tirocinio presso la nostra sede e stiamo svolgendo le pratiche burocratiche per diventare centro di formazione accreditato dalla regione. C’è ancora l’idea per il futuro immediato di dare l’opportunità a un certo numero di ragazzi di fare esperienza presso la nostra redazione ed avviare le pratiche, a nostre spese, per l’iscrizione all’ordine professionale dei giornalisti per l’Albo dei pubblicisti. Le idee in cantiere sono veramente tante».

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