Huffington Post: una raccomandata R/R per disdire la condizione di User

| 6 ottobre 2012 | Tag:, , ,

Quasi come disdire una polizza assicurativa.

Se uno si è iscritto alla comunità di lettori di Huffington Post Italia ma poi, per qualsiasi motivo, ne vuole uscire, deve inviare una “comunicazione scritta via posta raccomandata con ricevuta di ritorno con almeno 10 giorni di preavviso”.

 

Lo ha scoperto Roberto Favini,  che si è preso la briga – a volte fra le pieghe si capisce meglio che aria tira – di analizzare in maniera approfondita  Termini e Condizioni poste per diventare User Huffington, come enfaticamente scrive la casa, e ne ha fatto una sintesi sul suo blog dal titolo: ‘’Per un uso consapevole di Huffington Post Italia’’, e che ne ha pubblicato un’ ampia sintesi sul suo blog, commentata, col titolo ‘‘Per un uso consapevole di Huffington Post Italia”.

 

Favini si è deciso a farlo  – racconta – dopo aver visto su Facebook una sorta di saluto-appello che HuffPost ha rivolto al bacino dei suoi potenziali User.

 

L’ aspetto curioso – sottolinea Favini – è che, se da un lato attribuisce valore a commenti e opinioni dei lettori, dall’altro (con la frase “la community si gestisce da sola”) l’ appello ribadisce il concetto di gratuità di qualsiasi partecipazione volontaria al progetto. Ergo, “non venite a chiedere i soldi a noi che è già tanto se vi diamo le chiavi del locale e mi raccomando, quando uscite pulite e chiudete la porta, eh”.

 

Nel caso vi siate persi parte dell’antefatto, potete dare un’occhiata allo Storify dove ho riversato i contributi più significativi.

 

Sono quindi andato sul loro sito a leggermi per bene le FAQ, l’informativa sulla privacy e le Condizioni d’utilizzo per capire cosa succede nel momento stesso in cui registriamo una semplice utenza su Huffington Post Italia.

 

Così si scopre che l’ azienda, ad esempio, potrà

 

accedere a informazioni che La riguardano tramite fonti terze e piattaforme (quali i siti di social network, database, aziende di marketing e targeting)

 

e

 

può combinare le informazioni che raccogliamo con informazioni che otteniamo da fonti terze”.

 

“Aggreghiamo e analizziamo i dati che raccogliamo anche in riferimento ai dati degli utenti non registrati”

Per personalizzare la Sua esperienza sul sito e per semplificarne il processo di registrazione, Le diamo la possibilità di accedere o interagire con servizi di terze parti, quali Facebook e Twitter.”

 

 Praticamente un atto di generosità – commenta ironicamente Favini -. “Le diamo la possibilità” is the new “cornuto e mazziato”.

 

E così via.

 

Alla fine, ”al di là di tutte le considerazioni e le legittime perplessità sopra esposte, sono convinto – conclude Favini – che, comunque vada, per HuffPost Italia sarà un successo. Milioni di utenti si registreranno senza andare oltre la seconda riga di informazioni: in parte per superficialità e in parte – per i più temerari che oseranno spingersi oltre – causa sfinimento. HuffPost è una macchina da guerra, una corazzata: non Potemkin, ma una di quelle imponenti a stelle e strisce come la Missouri. Non può fallire, alla distanza.”

 

 

 

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