Giornalismo dei dati, spunti molto interessanti dai lavori per i DJ Awards

| 7 maggio 2012 | Tag:, , , ,

Per capire a quali livelli è arrivata la progettazione nel campo del Giornalismo dei dati può essere molto utile dare uno sguardo ai 60 lavori presentati al  Data journalism awards (la prima rassegna internazionale dedicata al settore, che si svolgerà il 31 maggio a Parigi durante il News World Summit).

 

Andrea Nelson Mauro lo ha fatto in tre articoli pubblicati sul suo blog – Digital First –.

 

 

I tre post sono dedicati rispettivamente a:

 

– (1) applications

– (2) storytelling

– (3) investigation .

 

 

L’ analisi offre una serie di spunti molto interessanti.

 

Nel primo settore si va, ad esempio,  da Verokuitti (Finlandia) – che calcola quanto della propria retribuzione mensile va in finire in tasse e come viene mediamente utilizzato o cosa finanzia -, a Trac.fm – un progetto crossmediale (web + radio) in Uganda per misurare la deforestazione, le speculazioni del carbone e la loro incidenza sul reddito dei cittadini -, passando per Politnetz (Svizzera) – che ha realizzato un’applicazione su politica e trasparenza: cosa votano gli eletti, qual è la loro attività? – o al quotidiano Australian  con un’ app che permette di navigare in una mappa di tutte le scuole australiane e di conoscere le valuzioni su ciascuna di esse, la qualità, le caratteristiche.

 

Nel campo dello storytelling  e della visualizzazione dei dati, molto interessanti due app del Guardian. La prima,   Riot rumours: how misinformation spread on Twitter during a time of crisis – ovvero come le bufale si diffondono su twitter alla velocità della luce – e quella dal titolo  ‘’99% vs 1%: the data behind the Occupy movement’’,  un progetto al quale ha partecipato Simon Rogers, curatore del Datablog del Guardian legato a OccupyWallStreet e al 99% – come la crisi ha influenzato la situazione economica delle classi sociali (ricchi, ceto medio, poveri, etc.) -.

 

Infine, nel settore del giornalismo di inchiesta, sono una ventina i lavori presentati. Fra di essi:

  • Terrorists for the FBI, Mother Jones, USA
    Un dossier navigabile sul terrorismo negli Usa, con fatti di cronaca geolocalizzati, profilo dei singoli terroristi e un motore di ricerca interno
  • Forex Fight, The Wall Street Journal, USA
    Un’inchiesta del WSJ indaga su costi e le procedure delle transazioni finanziarie, dimostrando che gli istituti di credito eseguono volutamente procedure che generano maggiori costi per i risparmiatori nella fase degli scambi di capitale tra euro e dollari e viceversa.
  • Toxic Europe, Flare Network, Italy
    Documentario made in Italy e data-driven realizzato da Cecilia Anesi, Giulio Rubino and Delphine Reuter, che indaga sul traffico dei rifiuti in Europa, in relazione alla criminalità organizzata.

 

Leggi anche:

I commenti sono chiusi.