Giornali: in Germania solo il 15% del lavoro dei redattori viene assorbito dal sito web

| 8 settembre 2012 | Tag:, , , , , , ,

Un quadro molto realistico e allarmante delle difficoltà con cui il nuovo linguaggio giornalistico cerca di farsi strada nella realtà editoriale contemporanea viene da uno studio sulla pratica della crossmedialità nelle redazioni tedesche,  Forschungsbericht Crossmedia 2012. La Ricerca, spiega Tina Bettels sull’ European Journalism Observatory *, mostra come ‘’il prodotto stampato in media  esige più dell’ 80% del lavoro effettivo. Nonostante gli intervistati neghino che ‘l’edizione on-line sia un prodotto marginale’, solo il 15% del loro tempo di lavoro viene assorbito mediamente dal sito web del giornale.

 

 

Mentre il redattore medio si dedica a malapena alle edizioni per iPad e per Smartphone. Infatti risulta che solo il 1-2% del suo tempo di lavoro viene investito in questa attività’’. E all’interno delle redazioni regna spesso l’ incertezza sull’ utilizzo dei nuovi strumenti innovativi.

 

Gli strumenti multimediali vengono poco usati anche nel lavoro di cronaca. Tutt’al più  si producono videoclip, mentre di solito si preferisce rinunciare completamente a grafici interattivi e a file audio.

 

I giornalisti semmai – hanno accertato le autrici dello studio, Susanne Kinnebrock (Università di Augusta-Augsburg) e Sonja Kretzschmar (Università delle forze armate federali di Monaco) – sembrano prediligere l’uso dei socialnetwork. Facebook e simili hanno acquistato enorme rilevanza non solo nella ricerca ma anche come canale per raggiungere il pubblico.

 

In media gli intervistati (90 persone hanno risposto a un questionario, di cui il 27% sono caporedattori, l’11% vice-caporedattori e il 39% capiservizio) fanno ricerche una o più volte al giorno sui socialnetwork, il 90% dei redattori pubblicano su Facebook, due terzi twittano attraverso un account di redazione.

 

User Generated Content e blog locali – continua l’ Ejo – vengono usati per ricerche mediamente solo un paio di volte al mese. I ricercatori riferiscono che “la partecipazione del cittadino medio non sembra essere lo scopo delle pagine locali, anche se di quando in quando le redazioni offrono discussioni on-line, forum e possibilità di esprimere il proprio voto su un tema’’.

 

La ricerca** segnala che sono per lo più  i redattori, in prima persona, a dover far fronte ai cambiamenti che avvengono quotidianamente, mentre l’ implementazione delle dinamiche crossmediali avviene secondo un processo dall’ alto verso il basso deciso dai vertici editoriali. Ma all’interno delle redazioni regna spesso l’ incertezza sull’ utilizzo dei nuovi strumenti innovativi.

 

 

*La traduzione dell’ articolo originale, “Crossmedia auf Zuruf”, è di Alessandra Filippi

** Lo studio è stato condotto dal team del Progetto di giornalismo locale (Projektteams Lokaljournalismus – PLJ) della  Associazione federale tedesca per la formazione politica (Bundeszentrale für politische Bildung – bpb) e del RWTH di Acquisgrana (Aachen).

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