Ascoltare la rete

| 16 marzo 2012 | Tag:,

Il web non è più solo navigabile! Dal 14 marzo è anche ”udibile” distintamente,  mediante una specifica apparecchiatura creata e gestita da un team di esperti di web monitoring che fanno capo a Isobar, un network mondiale della comunicazione specializzato in contenuti digitali che ha sedi in tutto il mondo.

 

Nella sede milanese del gruppo  è stata allestita una vera e propria “sala d’ascolto” dedicata al web per i clienti dell’agenzia. Lo spiega Roberto Favini sul suo blog:

 

   Il monitoraggio del buzz online (non solo su Facebook) è sempre più strategico per le aziende ma, nonostante ciò, continua a essere difficile superare la diffidenza delle aziende che potrebbero avvicinarsi a questa tipologia di servizi.

Quando si parla per esempio di social media monitoring, di misurazione dell’efficacia delle campagne di marketing, di net reputation, di sentiment analysis, di big data analytics, non di rado ci si rende conto di avere di fronte sguardi straniti e dubbiosi.

Per questo motivo, quando ho scoperto che Isobar ha creato per i propri clienti un luogo fisico dove poter ascoltare il buzz sui social media, ho pensato “questa è davvero una bella iniziativa!“.  In questa Listening Room – come la chiamano loro – sono presenti sei megaschermi televisivi che visualizzano tutto ciò di rilevante che in tempo reale viene pubblicato sul web.

L’iniziativa, sviluppata dalla social media unit di Isobar diretta da Francesca Sole, prevede tre attività:

1) web monitoring su un panel di 200 milioni di siti attivi per ascoltare il tone of voice delle conversazioni e capire, anche attraverso un’analisi semantica dei contenuti, chi sono gli utenti attivi, quello che dicono dei brand, per poi analizzare come emerge la brand reputation.

2) digital PR e attività virali (es. caricamento online di contenuti di videosharing e attivazione di blogger per accrescere la brand awareness delle marche).

3) social account management, per avvicinare i brand ai consumatori.

 

A quando, come auspica lo stesso Favini, una sala d’ascolto  dedicata al web anche nelle redazioni ?

 

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