Strategia 31, si allarga il movimento per la libertà di espressione in Russia

| 13 gennaio 2011 |
(da candida.blogspot.com)

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Da 18 mesi, il 31 di ogni mese, si susseguono nel cuore di Mosca manifestazioni ed arresti – Dal 2010 manifestazioni analoghe si tengono a S.Pietroburgo, in altre città russe e anche fuori dai confini nazionali, a Berlino, Bruxelles, Kiev, Praga – Vari giornalisti fra gli animatori del movimento, in cui sono confluite numerose associazioni per la difesa dei diritti umani –Una cronaca degli ultimi avvenimenti

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di Valentina Barbieri

Le manifestazioni per le libertà di espressione in Russia sono spesso nate come reazione ad episodi di violenza nei confronti di giornalisti e politici d’opposizione.

Una concezione più organica è nata con Strategia 31, un movimento in difesa della libertà di riunione in cui confluiscono varie associazioni e movimenti.

Dalla nascita di Strategia 31, avvenuta nel luglio 2009, molti sono stati i partecipanti e semplici passanti arrestati durante le manifestazioni. Anche i media sono stati ostacolati nel proprio diritto di cronaca rispetto a Strategia 31: il 31 agosto 2009 Sergej Aksenov è stato arrestato nel corso di un’intervista, il 31 dicembre 2009 sono stati fermati diversi giornalisti, Oleg Kašin di Kommersant viene assalito sotto casa dopo aver partecipato alla manifestazione del 31 ottobre 2010 e aver scritto vari reportage, due giornalisti di Echo Moskvy e grani.ru vengono fermati mentre assistevano alle manifestazioni in sostegno di Boris Nemtsov, arrestato il 31 dicembre 2010.

Cronaca e diritti vanno di pari passo, in una serie di manifestazioni in cui però alla fine si fa sempre la conta degli arrestati
Strategia 31

Strategia 31 è un movimento che nasce in Russia nel 2009 per iniziativa di Eduard Limonov, controverso leader di Altra Russia e scrittore. Il movimento intende difendere la libertà di riunione (proclamata, appunto, dall’articolo 31 della Costituzione russa) e si concretizza in manifestazioni che si tengono il 31 di ogni mese sulla piazza Trjumfal’naja di Mosca. Spesso queste manifestazioni si concludono con l’arresto dei partecipanti.

Dal 2010 manifestazioni analoghe si tengono a S.Pietroburgo, in altre città russe e anche fuori dai confini nazionali, a Berlino, Bruxelles, Kiev, Praga, Tel Aviv, Helsinki, Brno, Pechino, Turku, Tallin. L’iniziativa coinvolge vari associazioni e movimenti per la difesa dei diritti umani (come il gruppo Mosca-Helsinki, Memorial e il movimento Per i diritti umani), ma anche realtà politiche come il movimento di opposizione “Solidarnost” di Boris Nemtsov e il neonato Partito della Libertà popolare, fondato a metà dello scorso dicembre da Nemtsov, Vladimir Milov, Michail Kas’janov e Vladimir Ryžkov.

Il 31 dicembre 2010, in seguito alla manifestazione di Strategia 31, sono stati arrestati Nemtsov, Eduard Limonov, Ilja Jašin (membro di Solidarnost’) e Konstantn Kosjakin. Da quel momento sono state organizzate numerose manifestazioni per il rilascio degli arrestati, conclusesi con altri arresti, in una sorta di catena senza fine. Ripercorriamo brevemente la vicenda.

31 dicembre 2010

Alle 18 si tiene in piazza Trjumfal’naja la manifestazione di Strategia 31, autorizzata dalle autorità moscovite. Vi partecipano Boris Nemtsov, Lev Ponomarev (del movimento Per i diritti umani), Evgenija Čirikova (leader del movimento in difesa del bosco di Chimki) e Ljudmila Alekseeva, leader del gruppo Mosca-Helsinki.

Alla manifestazione, che si è conclusa senza disordini alle 19, ne è seguita una seconda, non autorizzata, i cui partecipanti sono stati dispersi e  arrestati. Questa manifestazione era organizzata da Eduard Limonov, dal coordinatore di Fronte sinistro (Levyj Front) Konstantin Kosjakin e da Vladimir Bukovskij, membro di “Solidarnost”.

In totale si contano alcune centinaia di manifestanti e 70 arresti (fonte: RBK). Tra gli arresti più altisonanti ricordiamo Boris Nemtsov, Il’ja Jašin, Konstantin Kosjakin. Poco più tardi vengono arrestati anche Eduard Limonov e Kirill Manulin. I due vengono condannati, rispettivamente, a 15 e 8 giorni di arresto per “teppismo di lieve entità” (art. 20.1 del codice delle violazioni amministrative).

Verso le 23 segue l’arresto del membro del politico russo di destra Tor.

Secondo Viktor Birjukov, addetto alle pubbliche relazioni della polizia di Mosca, Nemtsov, Jašin e altri sarebbero stati arrestati mentre cercavano di sfondare il cordone delle forze di polizia per unirsi alla manifestazione non autorizzata. Gli arrestati avrebbero dato prova di comportamenti aggressivi e avrebbero istigato la gente contro gli agenti.

2 gennaio 2011

Il tribunale di Mosca riconosce Nemtsov e Jašin colpevoli di comportamenti di insubordinazione e offese alla polizia durante la manifestazione in difesa della libertà di riunione (art 19.3 del codice per i reati amministrativi) e li condanna a 15 e 5 giorni di detenzione. La decisione del tribunale si basa sulle testimonianze degli agenti presenti. Jašin presenta una richiesta di ricusa del giudice, che avrebbe agito sulla base di motivazioni politiche, ma la richiesta viene rifiutata.

3 gennaio 2011

L’ opposizione organizza manifestazioni in sostegno degli arrestati, tra cui quella presso la sede di polizia di Simferopol’skij bulvar, dove sono detenuti i politici e attivisti. Stando ad Echo Moskvy, a mezzora dall’inizio della manifestazione di Simferopol’skij bulvar sono portate in commissariato 14 persone. L’accusa è partecipazione a manifestazione non autorizzata.

Per Interfax le persone fermate sono almeno 20 complessivamente. Tra le persone fermate e poi rilasciate ci sono anche due giornalisti (Andrej Poznjakov di radio “Echo Moskvy” e  e Dmitrij Zykov, corrispondente del sito grani.ru) che seguivano in diretta le manifestazioni.

Il direttore del consiglio presidenziale per i diritti dell’uomo, Michail Fedotov ha definito “scandaloso e una violazione della legge” l’arresto di giornalisti.

Lo stesso giorno gli attivisti di “Giovane guardia di Russia Unita” (partito dell’attuale presidente russo) regalano a Nemtsov la Costituzione Russa e il codice penale “perché si studi di nuovo la legislazione russa e ragioni sull’accaduto”.


6 gennaio 2011

Durante le manifestazioni in sostegno di Nemtsov e degli altri imputati vengono arrestate tra le 25 e le 40 persone, a seconda delle fonti. Tra questi vengono portati al commissariato di polizia “Nagornoe” Sergej Udal’cov, vari aderenti al Fronte Sinistro (Levyj Front), membri di Solidarnost’ come Nadežda Mitjuškina, Alensandr Ryklin, Konstantin Jankauksas, il giornalista Aleksandr Podrabinek e altri. Tutti sono stati rilasciati senza che sia formulata un’accusa. Stando a Sergej Udal’cov la polizia avrebbe iniziato gli arresti dopo che i giovani di Naši (movimento giovanile filo-governativo) si erano infiltrati nella manifestazione. Anche i Naši sono stati dapprima arrestati ma  poi rilasciati, ha spiegato ad “Echo Moskvy” Michail Šnejper di Solidarnost. I membri dei Naši non saranno quindi testimoni in tribunale durante il processo ai membri dell’opposizione arrestati.


7 gennaio 2011

Si tengono due manifestazioni: una al mattino davanti all’edificio dell’amministrazione di Mosca, al pomeriggio a Simferopol’skij bul’var.

A Simferopol’skij bul’var le forze dell’ordine fermano Vladimir Milov, co-fondatore del partito di Libertà popolare. Ufficialmente Milov non partecipava alla manifestazione ma si era recato dalle forze di polizia per consegnare della frutta e degli alimenti per Nemtsov. Dopo che le forze dell’ordine ne hanno accertato l’identità, Milov è stato rilasciato.

Il politico nega la versione ufficiale, per cui assomigliava ad un ricercato, e dichiara che gli agenti avevano il compito di “scuotergli i nervi”.

In occasione del Natale ortodosso Nemtsov ha inviato dalla prigione un ringraziamento particolare “ai miei coraggiosi e forti colleghi che a rischio della propria libertà, continuano a manifestare in questi giorni”.

A Rostov sul Don si tiene una manifestazione che si conclude con l’arresto di Vladislav Rjazancev, responsabile della sezione locale di “Fronte sinistro” e Eduard Nikolaev, membro di Solidarnost, rilasciati dopo mezzora.

Gli organizzatori hanno dichiarato che proseguiranno le manifestazioni.
8 gennaio 2011

Manifestazioni di fronte all’edificio dell’amministrazione di Mosca e a Simferopol’skij bul’var.
9 gennaio 2011

Rilascio di Kirill Manulin

Le organizzazioni parte di Strategia 31 e i movimenti di opposizione hanno dichiarato che continueranno con le manifestazioni finché non saranno rilasciati Nemtsov e i suoi compagni.

Il’ja Jašin e Ljudmila Alekseeva assicurano che continueranno a chiedere giustizia per Boris Nemtsov e ad opporsi al “regime attuale” manifestando.

La Alekseeva ha voluto però operare un distinguo per Limonov e Tor, che hanno preso parte ad iniziative violente che ritiene inammissibili.

Sergej Udal’cov, di Fronte sinistro, non ha escluso che il 15 gennaio, giorno del rilascio di Nemtsov e Limonov, potrebbe aver luogo una manifestazione di Massa che l’opposizione cercherà di concordare con le autorità moscovite.

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Fonti: lenta, grani, rbk, newsru, gazeta, deutsche welle, grani, delovoj peterburg, svoboda news, zasurskij

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