Il giornale partirà il 7 settembre e sarà strutturata a tre livelli: quello giornalistico-informativo, quello di interazione ‘’sociale’’ e quello dedicato a delle sezioni Speciali nelle quali dovrebbero incontrarsi community specializzate per gli scambi di contenuti di alta qualità – Piero Meucci il direttore – La società editrice è in fase di costituzione. Sarà nella forma della Srl con soci fondatori e soci che avranno investito capitale per la start up
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L’ appuntamento è per mercoledì 7 settembre prossimo. E’ il giorno in cui verrà lanciato STAMP Toscana, ‘’il primo giornale online della Toscana’’, come lo definiscono i giornalisti che hanno progettato e stanno mettendo a punto l’ iniziativa.
Il gruppo redazionale, diretto da Piero Meucci, ritiene che sia ‘’arrivato il momento di lanciare strumenti d’ informazione innovativi a livello regionale’’, spiegano, anche se – aggiungono – ‘’l’ universo web è illimitato e pieno di opportunità’’. L’ ambito regionale, quindi, annunciano, ‘’non può essere un limite geografico e nel concetto informativo del giornale la Toscana è il punto di incontro e di ricezione di ciò che si muove nel mondo, il perno intorno al quale ruota l’offerta formativa.Ciò che la tocca, la cambia, la migliora e ciò che essa è in grado di dare in termini di idee e di innovazione’’.
Dal punto di vista editoriale STAMP Toscana intende, come spiega una nota, ‘’rappresentare lo spirito del mondo web fornendo informazioni con linguaggio semplice e diretto, orientato alle singole comunità di interesse, cercando di fornire loro ciò che veramente serve per la vita quotidiana e l’ attività professionale. Il lavoro redazionale sarà pertanto caratterizzato da una ricerca attenta e costante di temi, sezione e argomenti originali e innovativi per intercettare diverse nicchie di attenzione e aumentare in questo modo il traffico di utenza’’.
STAMP Toscana è strutturato in tre livelli – precisano gli organizzatori -. Il primo è quello informativo-giornalistico con un’ edizione quotidiana che verrà aggiornata costantemente nel corso della giornata. Il secondo è My STAMP, il social network. Ogni utente può accreditarsi e inviare informazioni con il limite di 500 caratteri (spazi inclusi) che verranno pubblicate nella pagina del suo territorio. La pubblicazione delle informazioni è h24, perché ne risulti un dialogo costante fra gli utenti. Alcune di queste informazioni di interesse generale diventeranno altrettante notizie per la sezione giornalistica.
Il terzo livello, infine, è rappresentato dagli STAMP Speciali nei quali si incontreranno community specializzate per gli scambi di contenuti di alta qualità.
L’ editore
La società editrice è in fase di costituzione. Sarà nella forma della Srl con soci fondatori e soci che avranno investito capitale per la start up. Obbiettivo dei soci fondatori è la progressiva realizzazione di un gruppo di testate multimediali che moltiplichino i singoli traffici di utenze.
Il direttore di STAMP è Piero Meucci, che in Toscana ha diretto il Corriere di Firenze e l’ Agenzia per l’ informazione del Consiglio regionale oltre ad aver lavorato per oltre 12 anni a Il Sole 24 Ore di Milano come caposervizio (anche dell’online nel 1997) e inviato esteri.
Il progetto STAMP Toscana è stato interamente realizzato dalla società Viva Design. In queste settimane si trova in fase di test.
Giovani, lavoro, e ricambio generazionale.
I giovani non sono una categoria, una classe o un gruppo sociale. Essere giovani è una fase della vita. Tuttavia questa fase si sta spostando sempre più avanti. Si è giovani fino a 30 o 40 anni. La categoria dei giovani-adulti è ormai diffusa. Indica in genere persone che, terminato il loro ciclo formativo, con difficoltà cercano di vivere una vita completa da adulti. Gran parte di questi problemi sono dovuti allo scarso rinnovamento, il nostro è un paese di vecchi che è fermo da troppo tempo.
In Italia il rinnovamento generazionale è un tema molto delicato perché non si attua quasi mai, troppi settori sono gestiti da caste, da ambienti chiusi, non c’è meritocrazia e quindi non c’è democrazia dell’accesso, si entra solo per cooptazione. Con questa situazione è difficile per i giovani conquistare una proprià opportunità, iniziano e finiscono gli studi scoraggiati da un sistema che gli vincola e restringe le proprie ambizioni di vita. E’ triste per un padre pensare che il futuro di un figlio sia peggiore del suo, che i loro ragazzi non avranno mai una pensione e che arrancano per comprarsi una casa. Bisogna cambiare sistema, aprire tutti i settori al ricambio secondo meccanismi trasparenti e meritocratici.
Il tasso di disoccupazione cresce, ed i giovani senza lavoro sono uno spreco che non possiamo permetterci. Ritengo doveroso che la politica incominci ad incentivare le professioni ad incominciare dalla scuola, sono sempre meno i bravi meccanici, gli idraulici, i falegnami ecc… eppure queste figure sono sempre state il motore dell’Italia. Bisogna uscire dai pregiudizi, c’hanno sempre insegnato che se uno non ha più voglia di studiare deve andare a lavorare, lavorare quindi veniva spesso considerato dall’alunno un fallimento, questo sistema è sbagliato ed è viziato dal pregiudizio sociale, un uomo per diventare uomo si deve formare. Investire sui giovani magari anche con nuovi percorsi universitari che vadano a creare nuove figure professionali nei settori dove c’è più richiesta. Inutile formare 5000 avvocati se ne servono solo 1000, naturalmente ognuno deve avere libero accesso al percorso di formazione che ritiene voler fare ma deve essere conscio che determinate scelte lo potrebbero portare ad avere una poca offerta lavorativa.
Prendiamo ad esempio la figura dell’infermiere, una figura importantissima nel nostro sistema sociale e che fino a pochi anni fa era molto ricercata e si faceva fatica a individuare nuovi aspiranti infermieri. Questa figura è stata incentivata, valorizzata e ad oggi ha avuto mutamenti significativi tuttora in atto. È la prova concreta del crescente appeal della professione infermieristica, e del fatto che non è più da tempo un lavoro di ripiego o una seconda scelta, ma una professione interessante.
Con questo voglio solo far capire, che alcuni grandi problemi si possono risolvere con piccoli sforzi basta solo che lo stato lo voglia. Però a volte stato e politica sono troppo distanti dai problemi reali dei cittadini.
I partiti devono accendere la speranza perché indica chiaramente un percorso di cambiamento per un progresso della società sul piano culturale, sociale ed economico. Dove non arrivano i partiti ben vengono le liste civiche che sono una grande forma di democrazia. I giovani devono imporsi e fare un passo in avanti e i vecchi un passo indietro, non voglio rottamare nessuno ma qualcuno per forza di cose si deve scollare da determinate poltrone. La vera rivoluzione è un paese formato da giovani e meno giovani che si mettono al servizio della comunità in unico progetto.
Francesco Simonini coordinatore nazionale fnc, precari vigili del fuoco.