Pubblicità: per i quotidiani Usa 20° trimestre in calo

| 6 settembre 2011 |

Naa

I ricavi dei giornali (off e online) sono scesi del 7% rispetto ad aprile-giugno del 2010 – Anche in Italia la crisi colpisce duramente, con un calo nel primo semestre di quest’ anno del 5,7% – Solo l’ online in crescita (+14%)

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La crisi finanziaria dell’ industria giornalistica negli Stati Uniti ha raggiunto un altro risultato negativo, pesante anche sul piano simbolico: il periodo aprile-giugno è stato il 20° trimestre in cui i ricavi pubblicitari dei quotidiani (la principale fonte di reddito) sono calati rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Il fatturato (off e online) del secondo trimestre 2011 è sceso del 7% rispetto al 2010, per un ammontare di poco inferiore ai 6 miliardi di dollari, contro i 6,438 mld del 2010, secondo i dati diffusi dalla NAA.

In crescita solo l’ online (+8%, contro il 13,9 dello stesso periodo dell’ anno scorso).

Un andamento analogo anche in Italia, dove,  tranne che – appunto – nel digitale, la pubblicità  chiude il primo semestre in calo del 4,2%, a quota quattro miliardi e mezzo di euro (4.451.387.000).

Male quasi tutti i media – segnala ilsole24ore.com – , a partire dalla carta stampata che non accenna a recuperi: il calo nel semestre è stato pari al 5,7%, per un miliardo e cento di investimenti, con la free press nazionale arrivata addirittura a dimezzare il budget, passando dai 49 milioni di euro del periodo gennaio-giugno 2010 ai 24,5 milioni dei primi sei mesi del 2011. Solo i periodici hanno limitato i danni (-1,5%).

L’ andamento contagia la televisione, considerati anche i marchi Sky e Fox e le tv digitali, con gli spot in declino nello stesso periodo del 4,7%, per un business di poco superiore ai 2,5 miliardi di euro. Interessante eccezione l’out of home tv, la pubblicità sugli schermi di aeroporti e metropolitane, che sale invece nel semestre del 6,2% superando i 5,2 milioni, mentre la radio, oltre alla difficile congiuntura del mercato, paga ormai la lunga assenza di dati condivisi e «realistici» – scrive Nielsen in una nota – dovuta alla liquidazione di Audiradio (-9%, 227 milioni di euro).

Un capitolo a parte merita l’online. Gli investimenti su internet, superando i 300 milioni di euro senza considerare la search, continuano a crescere a doppia cifra rispetto al 2010 (+14,1%), ma anche il web a giugno ha subìto un rallentamento tanto che il +4,7% di questo mese, rispetto al giugno 2010, rappresenta una delle crescite più basse degli ultimi anni

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