Perché chiudere News of the World è stata un’ottima decisione (economica)

| 12 luglio 2011 |

News

Fra i numerosi commenti sulla vicenda del tabloid del gruppo Murdoch, spicca quella, su Poynter, di Rick Edmonds, secondo cui la chiusura rifletterebbe ragioni di business più che di coscienza – Si tratterebbe di una scelta strategica, compiuta per salvaguardare e allargare gli spazi del gruppo per altre azioni editoriali, e, soprattutto, per cercare di portare a casa l’ acquisizione della maggioranza delle azioni di BSkyB, un affare da 23 miliardi di dollari

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Why shutting down News of the World was a good business decision

di Rick Edmonds
(da Poynter.org)

(traduzione di Claudia Dani)

Non riesco, su due piedi, a pensare ad un caso di trasgressione dell’etica così pesante da costringere una testata a chiudere – almeno non riuscivo a farlo fino alla scorsa settimana. Ma News of the World, di cui News Corporation ha annunciato la chiusura con l’ edizione di domenica scorsa, è un caso particolare, per diversi aspetti, e la decisione di chiuderla potrebbe riflettere ragioni di business più che di coscienza.

News Corp. non sta facendo un grosso sacrificio con questo tipo di acelta. News of the World ha una diffusione certificata di 2.657.000 copie, la più alta del mercato in lingua inglese, anche se la sua audience stia declinando. Sebbene News Corp. non affidi la sua redditività  alle singole pubblicazioni, credo che le edizioni cartacee siano in attivo. In ogni caso, la carta è una frazione di una frazione del business totale del Gruppo. Le pubblicazioni in UK, in Usa e Australia portano solo il 17% dei ricavi mentre alcune delle entrate più forti rimangono un po’ nell’ ombra, come l’ informazione professionale e finanziaria del Down Jones.

News Corp. si basa essenzialmente sull’ attività televisiva via cavo e via network – ed è qui che le sfide finanziarie per l’ azienda potrebbero essere più pesanti. Per più di un anno News Corp. ha cercato di rilevare tutte le azioni di British Sky Broadcasting, di cui attualmente possiede circa il 40%. La proposta è al centro di un vaglio scrupoloso, che questa settimana è stato intensificato in reazione allo scandalo. BSkyB è valutata 23,3 miliardi di dollari, riportava il WSJ giovedì scorso. E la decisione di chiudere News of the World potrebbe aiutare a stabilizzare la situazione. Se l’ affare dovesse saltare sarebbe un colpo molto negativo per News Corp.

In più, col News of the World chiuso, Murdoch potrebbe far uscire l’ altro suo tabloid britannico, il Sun, anche la domenica (7 giorni su 7) (e infatti la settimana scorsa è stato registrato il dominio thesunonsunday.com). E presupponendo che il Sun abbia con buon senso, ciò avrebbe un significato sia etico che economico.

News Corp. ha già sborsato molto per alcune delle vittime delle intercettazioni; dovrebbe farlo per molti altri, ma dubito che ciò possa avere un impatto finanziario preoccupante.

Bisogna tener conto che News Corp. è un gruppo che ha sede negli Stati Uniti, e che Murdoch è un cittadino americano. È difficile, comunque, ipotizzare un impatto dello scandalo sull’ andamento dei pacchetti azionari Usa, che comprendono il WSJ e la Fox.

Agire di sorpresa e con risolutezza sono parte del modo di fare di Murdoch. L’ ho incontrato due volte, sebbene non l’abbia mai intervistato, e ho seguito la sua acquisizione del Down Jones e del WSJ, attraverso un’ offerta gonfiata che la famiglia Bancroft (in possesso di parte delle azioni) avrebbe potuto difficilmente rifiutare. Questa decisione di ora risponde perfettamente a quel modello. Sì, chiudere il News of the World è un’azione drastica, inaspettata se vista da lontano, ma proporzionata alle circostanze, che peggiorano di ora in ora.

Le ripetute intercettazioni illegali operate dal News of the World sono di grandezza molto superiore ai ‘’normali’’ scandali giornalistici. Il plagio e la falsificazione sono dei crimini giornalistici ( e spesso un’offesa molto rilevante). Ma i reporter, gli editori e gli investigatori di News of the World stavano infrangendo le leggi del codice penale, non i codici etici, e lo facevano ripetutamente,  da molti anni.

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Scoop  sessuali nel campo dei vip o della cronaca nera erano la base della produzione del News of the World. Con tutti i casi di intercettazioni illecite e di tangenti alla polizia per ottenere informazioni che continuano ad emergere, non è una singola vicenda a fare scandalo ma tutto l’ intero modo di operare di una testata, che risulta moralmente corrotta. Cosa che ha portato i vertici della News Corp. a chiudere il giornale.

I legami politici, in questa storia, sono significativi. L’ Ad, Rebekah Brooks, ex direttore editoriale di News of the World, è un’amica del primo Ministro David Cameron. Un altro direttore editoriale precedente, Andy Coulson, ha ricoperto il ruolo di portavoce di Cameron, ed è stato arrestato per il suo ruolo nello scandalo. E possiamo aggiungere i nemici politici di Cameron e di Murdoch – così come i concorrenti degli altri gruppi editoriali – che cercano di approfondire ed alimentare sempre di più lo scandalo. Alla fine Cameron ha dovuto annunciare che aprirà formalmente due inchieste, una sul comportamento del News of the World e l’ altra per approfondire la ‘cultura e l’ etica’ della stampa britannica.

L’ eutanasia del News of the World riuscirà a lungo termine a compensare la via scelta da Murdoch per ‘pulire l’aria’ e chiudere l’affare BSkyB? E’ possibile. Ma dipende anche da quante altre cose, ancora peggiori, potranno uscir fuori e da quanto in alto si arriverà nella scala delle responsabilità.

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