Per un giornalismo interculturale

| 18 maggio 2011 | Tag:,

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Pur di fronte a una fase di ridimensionamento dei media multiculturali, le esperienze in corso in Italia (soprattutto online) fanno sperare che si stia compiendo un primo passo verso un giornalismo aperto agli stranieri, specie se di seconda generazione, che possa fornire alla professione un nuovo punto di vista sulle notizie a tema immigrazione – Una tesi di laurea, che Lsdi pubblica, analizza il fenomeno indicando come sbocco auspicabile quello di un giornalismo interculturale, capace di parlare a un pubblico sia italiano che straniero e di aiutare a comprendere la realtà, promuovendo l’incontro e la discussione e recuperando così anche un ruolo attivo all’interno della società

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Dopo un periodo di forte espansione e di iniziative crescenti, anche con il sostegno di contributi pubblici, negli ultimi anni sul fronte dei media multiculturali si è registrato un certo ridimensionamento, con la scomparsa di molte realtà.

E’ quanto emerge da una tesi di laurea dedicata ai media multiculturali in Italia. Il lavoro, che Lsdi pubblica, è stato realizzato da Elena Dante*, una studentessa e giornalista vicentina (di cui nel 2007 avevamo già pubblicato la tesi triennale, dedicata a “La stampa e il caso Dal Molin (un ruolo molto discutibile)”, per la laurea specialistica in giornalismo.

Questo ridimensionamento – ricostruisce la tesi – si è verificato in particolare nei media mainstream: per un “Permesso di soggiorno” (Rai Radio 1) che nella stagione 2010-2011 ha migliorato il posizionamento nel palinsesto, ci sono stati progetti come il settimanale “Tg3 Shukran” (Rai 3) e Repubblica Metropoli che dopo anni di servizio sono stati sospesi o ridotti a sopravvivere su poche pagine. Ma si infittiscono le iniziative di associazioni e privati, da sempre una galassia in continua evoluzione e mutamento, che stanno invece sfruttando sempre di più le possibilità offerte da Internet, che permette di non essere più “ospiti” di un’emittente o di una testata ma di avere il controllo totale del mezzo di comunicazione.

La tesi analizza anche due esperienze venete – “Tg Extra”, dell’emittente vicentina TvA, e la web radio Afriradio, edita dai missionari comboniani di Verona) –  e si conclude con una riflessione sulla necessità che il giornalismo italiano sviluppi una nuova sensibilità interculturale, anche grazie a provvedimenti dell’Ordine come la Carta di Roma, e rifletta sulle opportunità, i limiti e il possibile futuro dei media multiculturali, a volte visti come causa di “ghettizzazione” più che di incontro tra le diverse culture.

Tra le prospettive più interessanti, segnala Elena Dante, la possibilità che l’ esperienza in queste testate ‘’possa essere un primo passo verso l’ ingresso nel mondo del giornalismo per gli stessi cittadini stranieri, specie se di seconda generazione, fornendo alla professione un nuovo punto di vista sulle notizie a tema immigrazione’’ e ‘’per arrivare progressivamente a un giornalismo interculturale, capace di parlare a un pubblico sia italiano che straniero e di aiutare a comprendere la realtà, promuovendo l’incontro e la discussione e recuperando così anche un ruolo attivo all’interno della società’’.

Dante2I MEDIA MULTICULTURALI

di Elena Dante

Negli ultimi decenni l’Italia si è rapidamente trasformata da Paese di emigrazione in nazione capace di attrarre flussi migratori sempre più consistenti e provenienti da ogni parte del mondo, arrivando nel 2010 a contare, nonostante la crisi economica, quasi cinque milioni di stranieri sul proprio territorio.

Durante gli anni delle grandi migrazioni italiane, la lontananza e la necessità di riconoscersi in una comunità avevano dato vita a numerosi giornali rivolti agli italiani all’ estero; alcuni, come il tedesco Corriere d’Italia, sono sopravvissuti fino ad oggi.

E’ quel che sta accadendo oggi anche nel nostro Paese, ad opera di associazioni ed enti locali, di testate generaliste, da Repubblica al Tg3, che hanno individuato nei migranti un mercato interessante, ma anche per iniziativa di privati.

Trasmissioni televisive, radiofoniche, giornali e siti Internet per un’informazione che viene incontro a questi “nuovi cittadini”, ma costituisce allo stesso tempo un “ponte” tra queste culture e gli italiani. Voci di una comunità ma in molti casi anche reazione a una rappresentazione giornalistica distorta del fenomeno migratorio, visto dopo vent’ anni ancora come “emergenza” (vedi anche la vicenda Lampedusa), e delle persone che vivono questa condizione.

La mia Tesi (I media multiculturali. Panoramica sui media multiculturali in Italia e studio di due casi nella regione Veneto’’. Relatore il professor Maurizio Corte) parte dalla dettagliata ricerca del Cospe , che nel 2007 aveva rilevato l’esistenza di ben 146 testate e voci, tra stampa, radio e televisione. Dopo un’ introduzione sulla presenza dei cittadini stranieri in Italia e nel Veneto e sulla rappresentazione dei migranti nei principali mezzi di comunicazione, la tesi si è focalizzata in particolare su alcuni programmi e inserti offerti dai media generalisti (Repubblica Metropoli, “Permesso di soggiorno”, “Tg3 Shukran”) e ha analizzato due realtà del Veneto, al terzo posto per presenza di immigrati ma rimasta finora indietro sul fronte dei media multiculturali).

I risultati della ricerca, in questa fase post-crisi economica, sono contrastanti: dopo un periodo di forte espansione delle iniziative, anche con il sostegno di contributi pubblici, negli ultimi anni si è visto un ridimensionamento o la scomparsa di molte realtà. Questo è accaduto in particolare nei media mainstream: per un “Permesso di soggiorno” (Rai Radio 1) che nella stagione 2010-2011 ha migliorato il posizionamento nel palinsesto, ci sono stati progetti come il settimanale “Tg3 Shukran” (Rai 3) e Repubblica Metropoli che dopo anni di servizio sono stati sospesi o ridotti a sopravvivere su poche pagine. Le iniziative di associazioni e privati, da sempre una galassia in continua evoluzione e mutamento, stanno invece sfruttando sempre di più le possibilità offerte da Internet, che permette di non essere più “ospiti” di un’emittente o di una testata ma di avere in controllo totale del mezzo di comunicazione.

Le due realtà venete prese in considerazione sono il telegiornale “Tg Extra” dell’emittente vicentina TvA e la web radio Afriradio, di cui sono editori i missionari comboniani di Verona.

Il primo è una rubrica settimanale, realizzata con il contributo delle Ulss e della provincia di Vicenza, che da ormai dieci anni rappresenta un esempio di informazione di servizio a livello locale, rivolta sia ai cittadini stranieri che agli italiani. Afriradio è invece la sfida di una radio su Internet organizzata come una stazione in FM: nata nel 2008, punta a diventare “la radio con l’Africa dentro” grazie agli approfondimenti di geopolitica sullo stampo della storica rivista Nigrizia e alla collaborazione di giovani deejay africani, soprattutto nei programmi di intrattenimento.

L’analisi di queste realtà è seguita da una riflessione sulla necessità che il giornalismo italiano sviluppi una nuova sensibilità interculturale, anche grazie a provvedimenti dell’Ordine come la Carta di Roma, e sulle opportunità, i limiti e il possibile futuro dei media multiculturali, a volte visti come causa di “ghettizzazione” più che di incontro tra le diverse culture. Tra le prospettive più interessanti, il fatto che l’esperienza in queste testate possa essere un primo passo verso il mondo del giornalismo per gli stessi cittadini stranieri, specie se di seconda generazione, fornendo alla professione un nuovo punto di vista sulle notizie a tema immigrazione ma non solo. Per arrivare progressivamente a un giornalismo interculturale, capace di parlare a un pubblico sia italiano che straniero e di aiutare a comprendere la realtà, promuovendo l’incontro e la discussione e recuperando così anche un ruolo attivo all’interno della società.

Il testo integrale della Tesi in Pdf.

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* Elena Dante, 26 anni, abita a Vicenza. Si è laureata in giornalismo all’università di Verona con il massimo dei voti e la lode e dal 2009 è iscritta all’Ordine come pubblicista. Attualmente cura i siti web delle realtà appartenenti alla Fondazione Nigrizia onlus. Dal 2006 collabora con la rivista per ragazzi PM e ha realizzato reportage dall’Egitto e da numerosi festival cinematografici. Al giornalismo affianca la passione per la fotografia e la musica.
Di Elena Dante Lsdi aveva già pubblicato la tesi
triennale “La stampa e il caso Dal Molin”

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Foto: www.flickr.com/photos/xalira

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